Venerdì, 15 Dicembre 2017 20:23

12 Dicembre 2017

Verifica di fisica, classe prima liceo scientifico.

 

Argomento: grandezze fisiche e unità di misura, teoria degli errori.

 

Durata: un'ora.

Pubblicato in Esercizi
Giovedì, 30 Novembre 2017 12:24

28 Novembre 2017

Verifica di fisica, classe quarta liceo scientifico.

Argomento: primo principio della termodinamica e passaggi di stato.

 

Durata: un'ora.

Pubblicato in Esercizi
Martedì, 21 Novembre 2017 20:17

21 Novembre 2017

Verifica di fisica, classe prima liceo scientifico.

Argomento: grandezze e unità di misura.

 

Durata: mezz'ora.

Pubblicato in Esercizi
Lunedì, 06 Novembre 2017 15:25

7 Novembre 2017

Verifica di fisica, classe quarta liceo scientifico.

Argomento: calore e cambiamenti di stato.

 

Durata: mezz'ora.

Pubblicato in Esercizi
Sabato, 04 Novembre 2017 16:13

La pazza scienza

Lo slogan informale del Premio IgNobel è «Far ridere per poi far pensare»: istituito nel 1991, viene assegnato alle dieci ricerche più «strane, divertenti, e perfino assurde», dove assurde non significa necessariamente inutili.

Luca Perri, dottorando in astrofisica e molto impegnato sul fronte della divulgazione scientifica, approfitta degli spunti offerti dai premi IgNobel per farci pensare ridendo, dimostrandosi all’altezza dei premi di cui parla. Una spiegazione più o meno dettagliata (a seconda della necessità) degli argomenti oggetto di descrizione, condita da tanto umorismo (difficilmente capita di interrompere la lettura di un libro scientifico con una risata…), accompagna i tredici premi IgNobel selezionati da Perri. Elefanti, libellule, pipistrelli, api, tafani, cani, scarabei stercorari, rane, criceti e polli sono i protagonisti dei primi sei premi, mentre la legge di Murphy, nelle sue declinazioni, viene approfondita nei successivi tre capitoli, la meritocrazia e gli spaghetti sono indagati nel decimo e undicesimo capitolo e la carrellata si conclude con due capitoli dedicati alle muffe. Dopo la breve conclusione di Perri, ci sono tre appendici: la prima è dedicata ai «premi canzonatori», ovvero quei premi assegnati per prendersi gioco di persone o enti che hanno commesso errori madornali, la seconda è un elenco di quarantadue premi che possono regalarci una risata più che un pensiero e la terza è un saggio di Angelo Adamo, l’astronomo che ha accompagnato la narrazione con simpatiche illustrazioni che ci facilitano la memorizzazione di quello che lui stesso definisce un riassunto delle «pagine di scienza del nostro tempo».

Dopo aver vinto il FameLab 2015, il talent show dei comunicatori della scienza, Luca Perri è diventato famoso grazie a un post su Facebook che è diventato virale nel giro di poche ore: a febbraio del 2016 ha spiegato la scoperta delle onde gravitazionali e, allo stesso tempo, ha difeso con forza l’utilità e la necessità della ricerca scientifica. Attraverso quel post e attraverso questo libro, la passione di Luca per la scienza coinvolge il lettore, accompagnandolo alla scoperta di un mondo che, a volte per pigrizia, consideriamo troppo difficile e al di là della nostra portata. La bravura di Luca nel conquistare il lettore è data dal fatto che Luca si ascolta come si legge: se provate a cercare qualche filmato su YouTube o se avete avuto l’occasione di ascoltarlo durante una conferenza, vi accorgerete che la sua scrittura conquista proprio perché è spontanea e naturale, come lui.

Pubblicato in Libri
Mercoledì, 25 Ottobre 2017 16:40

25 Ottobre 2017

Verifica di fisica, classe quarta liceo scientifico.

Argomento: temperatura, teoria cinetica dei gas, calorimetria.

 

Durata: un'ora.

Pubblicato in Esercizi
Martedì, 24 Ottobre 2017 18:03

24 Ottobre 2017

Verifica di fisica, classe prima liceo scientifico.

Argomento: strumenti matematici.

 

Durata: un'ora.

Pubblicato in Esercizi
Martedì, 05 Settembre 2017 15:53

Il diritto di contare

“Il diritto di contare” è il titolo del film trasmesso nelle sale italiane pochi mesi fa: dalla locandina e dal trailer appare evidente che si tratta della storia di tre donne di colore, che hanno contribuito al successo delle missioni spaziali degli Stati Uniti, ma al tempo stesso hanno combattuto contro gli stereotipi, di genere e di razza.

“Il diritto di contare” è innanzi tutto il titolo del libro di Margot Lee Shetterly, al quale il film si è ispirato. E nel libro non c’è solo quello che compare nel film, ma molto di più. C’è innanzi tutto la storia degli Stati Uniti, dalla Seconda Guerra Mondiale fino al primo allunaggio, con la guerra fredda che fa da sottofondo. L'impegno americano nel conflitto mondiale ha aperto le porte alle donne, precedentemente escluse, della NACA (la National Advisory Committee for Aeronautics): doveva essere un impegno temporaneo, ma la sezione di donne calcolatrici è in seguito diventata vitale. Il testa a testa tra Stati Uniti e Unione Sovietica nella corsa allo spazio ha permesso alle protagoniste di essere parte attiva nella progressione che si è conclusa con l'allunaggio del luglio 1969. L'autrice non fa mancare riferimenti dettagliati, mentre la corsa allo spazio assume un ritmo incalzante.

Il secondo tema è quello degli stereotipi: le protagoniste devono combattere contro gli stereotipi di genere e, grazie alla propria lungimiranza e, a volte, con il contributo di superiori consapevoli del loro valore, raggiungono inaspettatamente mete ambite. Mete che sono state irraggiungibili per lungo tempo, soprattutto per le persone di colore, sono diventate con il tempo una realtà, grazie ad un cambiamento di mentalità, portato avanti a più livelli. Da un lato, l'obiettivo di vincere la corsa allo spazio contro l'Unione Sovietica è stato perseguito mettendo in campo tutte le eccellenze, dall’altro, la volontà, da parte dei protagonisti, di non rinunciare a nessun obiettivo portando avanti piccole lotte nella quotidianità, ha permesso di abbattere barriere che sembravano insormontabili.

Il libro di Margot Lee Shetterly non è solo la storia di tre donne, ma di tutti coloro che hanno reso possibile il cambiamento: “cresciuta a Hampton, per me il volto della scienza era scuro come il mio”, ci dice nel prologo. Le piccole battaglie quotidiane dei dipendenti afroamericani dell’ente spaziale hanno portato a successi che “fornirono a loro volta ai figli un accesso alla società americana fin lì inimmaginabile”. La curiosità e la consapevolezza di essere in qualche modo in debito con quanti l’hanno preceduta, ha spinto Margot Lee Shetterly a scrivere questo libro, perché, per usare le sue parole: “immergermi nelle loro vicende mi aiutò a capire la mia”. E non solo la sua vicenda: durante le sue ricerche ha potuto cogliere inaspettate connessioni tra persone ed eventi, che hanno gettato nuova luce sulla realtà odierna. D’altra parte, quella narrata – nel libro e nel film – non è una storia limitata, perché si stima che il numero di donne impiegate al Langley come calcolatrici umane potrebbe superare il migliaio. Il prologo, da solo, già permette di cogliere la forza e l’entusiasmo di questa scrittrice, come se si trovasse davanti al lettore: ci si sente parte di una folla che, in piazza, sta ascoltando un suo comizio. Un’atmosfera che accompagna ogni pagina del libro: un libro assolutamente da leggere, una storia che deve essere conosciuta!

 

"Il lavoro della maggior parte delle donne, come quello delle macchine calcolatrici Friden, Marchant o Moroe che usavano, era anonimo. Persino se lavoravano a stretto contatto con un ingegnere sul contenuto di una relazione era raro che le matematiche vedessero apparire il proprio nome sulla pubblicazione finale. Perché mai avrebbero dovuto nutrire il loro stesso desiderio di riconoscimento?, si chiedeva la maggior parte degli ingegneri. Erano donne, dopotutto." 

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Martedì, 05 Settembre 2017 15:53

Una forza della natura

Dodici capitoli, quattro protagonisti, un secolo di storia: questi sono gli ingredienti di questo libro, una lettura necessaria per comprendere fino in fondo lo sviluppo dell’elettromagnetismo. In ogni capitolo, l’autore si sofferma sul contesto storico, ma anche culturale: non si limita a delineare la storia dei personaggi, ma cerca di ricostruire anche l’humus che ha permesso alle loro idee di svilupparsi, perciò filosofia, arte e letteratura non sono semplici digressioni, ma costituiscono un libro nel libro. In questo modo, Toscani vuole sottolineare come il percorso scientifico non sia stato pensato solo dagli scienziati.
Questa staffetta dell’elettromagnetismo ci permette di notare il doppio binario che ha permesso di ottenere i grandi risultati oggetto del racconto: da un lato, abbiamo il confronto che avviene in seno alla comunità dei fisici, che fanno maturare le proprie idee nel confronto continuo, a volte anche con toni accesi; dall’altro, ogni scienziato coltiva le proprie idee in solitudine e, per portarle a maturazione, spesso bisogna aspettare anni, con grande pazienza e studio.
I quattro protagonisti del percorso sono Hans Christian Ørsted, André Marie Ampère, Michael Faraday e James Clerk Maxwell. Sembra che i quattro fisici si passino il testimone in questo percorso vittorioso: Ørsted, con il primo esperimento che collega tra loro elettricità e magnetismo, indica la via ad Ampère e Faraday, che avranno anche modo di incontrarsi e confrontarsi. Maxwell sviluppa il proprio percorso apparentemente in autonomia, ma così come Einstein dichiarò di essere salito sulle spalle di Maxwell, rifacendosi alla metafora medievale*, questi “avrebbe dichiarato ben volentieri di essere a sua volta salito, per erigere la propria teoria elettromagnetica, sulle spalle di un altro autentico gigante della scienza: il fisico e chimico inglese Michael Faraday.” Dopo l’inizio dedicato a Ørsted e alle idee dell’epoca, in particolare a quelle di Kant e del circolo di Jena, il secondo capitolo è dedicato ai piccoli passi compiuti nel corso dei due secoli precedenti. L’esperimento di Ørsted è descritto dettagliatamente e, nonostante il libro non abbia immagini, la spiegazione è così accurata che è facile visualizzarlo e comprenderlo. La travagliata vita di Ampère, cui è dedicato il quarto capitolo, è seguita dalla sua ricerca in ambito fisico. Il sesto capitolo è dedicato alla figura di Michael Faraday e i due successivi all’induzione elettromagnetica e alle altre scoperte. James Clerk Mawell fa il suo ingresso nel nono capitolo, intitolato “Lo chiamavano scemo” e procede con la crescita, umana e professionale, nel decimo capitolo, nel quale fa la sua comparsa la matematica già nel titolo, “La forza dei ‘geroglifici’”. Il capitolo finale chiude il cerchio: il percorso iniziato “In cerca dell’unità” si chiude “Ancora in cerca dell’unità”, un cammino che per la fisica è ancora aperto.
La lettura di questo libro è assolutamente consigliata agli insegnanti, perché, per usare le parole di Maxwell: “È quando ci interessiamo ai grandi scopritori e alle loro vite che la scienza diventa tollerabile, ed è solo quando ci mettiamo a pensare a come le grandi concezioni si svilupparono che essa diventa affascinante.” Inoltre, le digressioni letterarie offrono numerosi suggerimenti per realizzare collegamenti interdisciplinari che possono arricchire il percorso e, al tempo stesso, coinvolgere anche gli studenti più appassionati alle materie umanistiche che a quelle scientifiche. Infine, Toscano ci offre numerose analogie per perfezionare la presentazione dell’elettromagnetismo, analogie che ci vengono offerte anche da Maxwell, nel suo processo di interpretazione dei fenomeni e che in genere non trovano spazio nei libri di testo.
 
*Diceva Bernardo di Chartres che siamo come nani assisi sulle spalle dei giganti, cosicché possiamo vedere più cose e più lontano di loro, non perché abbiamo una vista più acuta o altra particolarità fisiologica, ma poiché siamo sollevati più in alto dalla loro mole gigantesca.
Pubblicato in Libri
Martedì, 05 Settembre 2017 15:51

5 Settembre 2017

Verifica di fisica, classe seconda liceo scientifico delle scienze applicate.

Verifica di recupero di settembre.

 

Durata: due ore.

Pubblicato in Esercizi
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