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Martedì, 28 Luglio 2020 21:35

La nonna di Pitagora

«La nonna di Pitagora» è stato pubblicato nel 2013 dalla Casa Editrice Dedalo ed è stato scritto da Bruno D’Amore e Martha Isabel Fandiño Pinilla, entrambi matematici, entrambi impegnati nei master post-laurea e nei dottorati di ricerca in Didattica della Matematica.

Il libro, che si rivolge agli adolescenti, è una raccolta di dieci racconti dedicati a importanti matematici: Pitagora, Archimede, Euclide, Ipazia, Maria Gaetana Agnesi, Eudosso, Talete, Cartesio, Eulero e Giuseppe Peano. I loro importanti risultati sono descritti in forma di “racconti menzogneri”, ovvero la storia che viene raccontata è fantasiosa, totalmente inventata e utilizza la casualità e l’intervento di personaggi secondari per spiegare il modo in cui sono stati raggiunti importanti risultati. Così la nonna di Pitagora lo aiuta nella dimostrazione del suo teorema; Archimede viene aiutato dalla sorella Iliada che gli permette di trovare la formula del volume della sfera, facendo ricorso a una simpatica e famosa filastrocca; Euclide ha l’aiuto dello zio, che gli suggerisce di classificare come postulato il ben noto postulato delle parallele; Ipazia, poco prima di essere uccisa, viene aiutata dal monaco Atanasio nelle sue riflessioni sulle coniche; Maria Gaetana Agnesi dà il nome di versiera alla sua curva grazie a un mendicante che glielo suggerisce; Eudosso trova il volume della piramide grazie all’intervento di uno schiavo che gli realizza dei solidi con il fango; Talete deve il suo celebre teorema, in questo caso la misurazione dell’altezza di una colonna, all’intervento dei suoi figli, gemelli; Cartesio inventa il piano cartesiano, grazie all’intervento di un prete che disegna l’asse delle ordinate; Eulero riesce a dimostrare il problema dei ponti di Königsberg, grazie all’intervento della moglie, poco prima dell’incendio che distrugge la sua casa; Peano ammette lo zero tra i numeri naturali, grazie all’intervento della sua governante.

Questa prima parte, che è volutamente favolistica e parabolica, ha un intento anche didattico: descrivere in qualche modo la scoperta casuale di grandi risultati matematici e al tempo stesso permettere allo studente di interiorizzare meglio questi risultati, grazie al racconto. Nella seconda parte, però, ci sono le biografie di questi importanti matematici, accompagnate dai risultati conseguiti nel corso della loro carriera. Il cambio di passo tra le due parti viene segnalato anche dalle illustrazioni di Franco Grazioli che, nella prima parte, aiutano la memoria fotografica, mentre sono poco presenti nella seconda parte. Il libro si apre con la prefazione di Maurizio Matteuzzi, filosofo del linguaggio, scomparso recentemente.

«Tutti dicono che gli adolescenti odiano o, per lo meno, non amano la matematica; ma non sarà perché la vedono come intoccabile, lontana dalla loro vita reale, perfetta, cristallina, intoccabile?». Eppure sappiamo che «si appropriano di tutto quel che li entusiasma», perciò perché non usare questo entusiasmo?

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Martedì, 14 Luglio 2020 16:39

Le tue antenate

«Le tue antenate» è stato pubblicato nel 2008 dalla casa editrice Gallucci, anche se la nuova edizione che ho tra le mani è del 2017. L’autrice è la celeberrima Rita Levi Montalcini (1909-2012), Premio Nobel per la medicina nel 1986, senatrice a vita dal 2001, membro dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Pontificia, che ha curato questa pubblicazione per ragazzi (la lettura è consigliata dai dieci anni) insieme a Giuseppina Tripodi, che è stata per quarant’anni sua collaboratrice. Insieme hanno pubblicato «I nuovi magellani dell’era digitale» nel 2006 e «La clessidra della vita» nel 2008.

Il libro è «dedicato alle nuove generazioni, perché siano consapevoli dei contributi scientifici fondamentali apportati dalle loro antenate»: è importante offrire dei modelli di riferimento alle bambine e, leggendo queste biografie, si può cogliere come la presenza femminile sia in continuo aumento, proprio perché la ricerca scientifica non ha nulla a che fare con il genere, «è un attributo proprio della specie umana senza distinzione di sesso o di classe». Relegate spesso a ruoli di secondo piano, le donne non hanno avuto accesso alla ricerca scientifica per lungo tempo: «soltanto nel 1874 le donne furono ammesse alle scuole pubbliche e dopo il 1900 si registrò un notevole aumento delle iscrizioni in tutti i gradi d’istruzione». I 190 paesi membri della Conferenza Mondiale della Scienza hanno siglato un piano d’azione il cui principio recita: «Se si vuole che la scienza sia davvero al servizio dei reali bisogni dell’Umanità è urgente la realizzazione di un migliore equilibrio nella partecipazione di entrambi i sessi alla scienza e al suo progresso». Non stupisce una scelta simile, visto che la parità è ancora una chimera in ogni parte del mondo.

Le «donne pioniere nella società e nella scienza dall’antichità ai giorni nostri» sono presentate in ordine cronologico, raggruppandole in base al periodo storico: dall’Antichità al Medioevo che ne sono solo tre, ovvero Ipazia, Trotula de Ruggiero e Ildegarda di Bingen; dal Rinascimento al Seicento sono nove e spicca Virginia Galilei, figlia di Galileo Galilei. Nel Settecento, sono solo otto e possiamo citare Gabrielle Émilie Du Chatelet, Laura Bassi, Maria Gaetana Agnesi e Sophie Germain. Nell’Ottocento sono ventidue e tra esse possiamo ricordare Ada Augusta Byron King, Sofia Kovalevskaja, Maria Sklodowska Curie, Maria Montessori, Lise Meitner e Emmy Amalie Noether. Nel Novecento sono ventisette e tra di esse possiamo citare Irene Joliot-Curie, Barbara McClintock, la stessa Rita Levi Montalcini, Rosalind Elsie Franklin e Margherita Hack.

Le donne raccontate sono sessantanove e ad ognuna è dedicato un paio di pagine: si tratta di piccoli ritratti nei quali è descritto il campo di studi e alcuni episodi significativi del loro percorso. È importante che, fin da piccoli, si impari che «le abilità intellettuali non sono monopolio del sesso maschile», ecco perché è così bella l’idea di parlare delle «pioniere nella società e nella scienza». La lettura è assolutamente consigliata e non solo ai bambini.

«Voglio che le bambine sappiano che per millenni alle donne è stato impedito l’accesso alla conoscenza» (RLM)

 

Nella stesura di questo testo, è stata fondamentale la ricerca di Sara Sesti e Liliana Moro e del loro Scienziate nel tempo: in effetti questo libro ricorda il loro lavoro, solo che è dedicato ai ragazzi, non agli adulti.

Pubblicato in Libri
Gabriella Greison, laureata in fisica, dopo aver collaborato con diversi istituti di ricerca, ha cominciato a lavorare come giornalista e scrittrice, curando anche programmi televisivi, come “Pillole di fisica”, in onda sul canale RaiNews24. Attualmente sulle scene con il monologo teatrale “1927 – Monologo Quantistico”, che racconta la nascita della meccanica quantistica, ha pubblicato, nel 2017, “Sei donne che hanno cambiato il mondo” con Bollati Boringhieri e “Storie e vite di super donne che hanno fatto la scienza” per la Salani. 
Con questo libretto, la Greison ci regala venti ritratti di altrettante donne speciali, mentre venti diversi illustratori e artisti hanno realizzato le loro immagini, come se si trattasse di un “omaggio alle scienziate”. Ad ogni scienziata sono dedicate poche pagine, che non bastano a sintetizzare la loro vita, ma possono fornire un particolare, un aneddoto, una curiosità, e evidenziano la forza di queste donne che sono riuscite, nonostante le difficoltà che hanno incontrato, a lasciare un segno nella storia. Se letto dai ragazzi, le particolarità di ogni ritratto possono restare impresse e tornare alla mente una volta adulti, se letto da adulti è un invito all’approfondimento e l’ampia bibliografia fornisce numerosi suggerimenti al riguardo.
L’autrice suggerisce di leggere un ritratto ogni sera, dal lunedì al venerdì, per quattro settimane: in questo modo, come una favola della buonanotte, il lettore può portare i sogni di queste donne nei propri sogni, perché, per usare le parole della Greison: «Queste donne sono scienziate formidabili che quando erano bambine hanno espresso dei desideri e fatto dei sogni.»
Matematiche, fisiche, biologhe, astronaute… attraversano tutti i campi e tutte le epoche. In ordine cronologico incontriamo Teano, la moglie di Pitagora e Ipazia, martire per la sua conoscenza. In Italia nel 1700 incontriamo Laura Bassi, fisica, e Maria Gaetana Agnesi, matematica, prima donna a ottenere una cattedra universitaria. Nel 1800 si ampliano gli ambiti: Elizabeth Blackwell è la prima donna a laurearsi in medicina, Sofija Kovalevskaja è una matematica russa, Maria Mitchell è la prima donna americana a lavorare come astronoma professionista e Ada Lovelace, matematica, ha una lungimiranza tale da riconoscere la genialità dell’invenzione di Charles Babbage. Marie Curie, con i suoi due premi Nobel in due diverse discipline scientifiche, è una prima donna per definizione, mentre Lise Meitner perde i riconoscimenti che le arriveranno solo tardivamente. Maria Montessori contribuisce ad abbattere i pregiudizi in ambito educativo, ma non solo: fa di tutto per laurearsi come medico e, ragazza madre nei primi del Novecento, riesce comunque a gestire la difficile situazione. Rosalind Franklin, come la Meitner, perde il riconoscimento del proprio lavoro, mentre Maria Goeppert Mayer in fisica e Barbara McClintock in medicina vincono il premio Nobel. Grace Murray Hopper è una pioniera nella programmazione informatica e porta nella scienza l’innovazione, mentre Chien-Shiung Wu prenderà parte al progetto Manhattan. Margherita Hack e Rita Levi-Montalcini sono due donne italiane eccellenti, che ci ricordano di non arrenderci: «Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità» e bisogna «affrontare la vita come si affronta una gara. Con la voglia di vincere.» Ancora in vita sono Valentina Tereškova, la prima donna ad andare nello spazio, e Samantha Cristoforetti, aviatrice, ingegnere, astronauta: nonostante la sua giovane età ha già ottenuto grandi successi.
Gabriella Greison ha scelto di presentarci queste donne in ordine alfabetico, ma il lettore può scegliere di incontrarle nell’ordine che preferisce. La lettura è davvero interessante e, dopo aver letto il testo della biblioteca, ho deciso di comprarlo per i miei bambini: per Sara, ogni donna diventerà un modello da seguire, per Mauro sarà l’occasione per rendersi conto che ciò che conta è il successo scientifico, non il genere.
 
«Mi chiedo se i piccoli atomi e nuclei, o i simboli matematici o le molecole del DNA, hanno preferenze per il trattamento maschile o femminile.» (Chien-Shiung Wu)
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