258 - 12 gennaio 2026
2026 all'insegna della matematica
Mi sono imbattuta per la prima volta nel discorso “Questa è l’acqua” di David Foster Wallace a fine maggio dell’anno scorso, ascoltando una puntata del podcast Orazio di Matteo Caccia. Ho comprato il libro e ho finito di leggerlo solo durante le vacanze di Natale, ma mi sembra, in questo (impegnativo) inizio d’anno, che valga la pena condividerlo. Ho trovato una traduzione online realizzata da Roberto Natalini e non è un caso che se ne sia occupato un matematico, visto che David Foster Wallace, non è solo «considerato uno dei migliori scrittori americani degli ultimi trent’anni», ha studiato anche logica modale all’università, secondo quanto riportato su MaddMaths!. Durante il discorso, Wallace parla di come viviamo con frustrazione la coda al supermercato, magari al termine di una dura giornata di lavoro, convinti che tutto ciò che accade sia una congiura dell’universo contro di noi, da quello che mi intralcia, fermo in mezzo alla corsia indeciso su quale prodotto acquistare, fino alla coda alla cassa o alla lentezza della commessa. David Foster Wallace ci invita a cambiare prospettiva e a scegliere cosa vedere della realtà che ci circonda: «Voi potrete decidere con coscienza che cosa ha significato e che cosa non lo ha. Potrete scegliere in cosa volete credere».
«La nostra mente gioca con i numeri interi quando vuole dialogare con il tempo. Contiamo per rilassarci: le pecorelle per dormire, i respiri nell’ansia, lo scorrimento di grani per preghiere o mantra, gli otto tempi della danza.» Con queste parole, Sandra Lucente, docente di Analisi all’Università di Bari, apre il suo articolo di inizio anno per Repubblica, ripercorrendo anniversari e ricorrenze riguardanti la Puglia, a “passo di matematica”. Secondo quanto ci ricorda la professoressa, 2026 è, per i numerologi, un “anno universale uno”, visto che la somma delle sue cifre dà 10 e la somma delle cifre di 10 dà 1. Ma 2026 è anche un numero felice, perché, sommando i quadrati delle cifre, otteniamo prima 44, poi 32, poi 13, e infine 10 e ancora 1. Che questo possa essere benaugurale!
Se volete, poi, che gli auguri vi accompagnino per tutto il 2026, non vi resta che scaricare e stampare il calendario dei Rudi Mathematici, un classico irrinunciabile per tutti gli appassionati.
L’orrore dell’errore
Il tema dell’errore è (e deve esserlo!) abbastanza ricorrente per chi fa matematica, soprattutto a scuola, in un percorso di apprendimento. Daniele Gouthier, nel suo primo articolo dell’anno su Substack, parla di Erori… erorri d’appertutto e ci ricorda che «Chi insegna sbaglia, proprio come i suoi studenti». Forse questa affermazione non è così scontata: sono abituata a preparare le mie lezioni nel dettaglio e ciò che porto in classe è ripulito dall’errore, soprattutto ora che uso OneNote per fare lezione e i miei errori non lasciano alcuna traccia. Quando mi capita di sbagliare, quindi, perché c’è una domanda imprevista e io mi incarto nei calcoli o sbaglio un ragionamento, evidenzio l’errore, perché gli studenti possano vedere che faccio esattamente ciò che chiedo loro: richiedo, infatti, che evidenzino l’errore con un colore diverso, e che smettano di usare chilometri di correttore (che, oltretutto, è bruttissimo da vedere!). Come dice Daniele Gouthier, bisogna «normalizzare» gli errori, perché «Tutti sbagliamo. Solo che non lo diciamo abbastanza». «La matematica non è il regno di chi non sbaglia mai», ma ora smetto, anche se molte frasi in questo articolo meriterebbero una citazione…
Mosche bianche in un mondo in cui gli errori non lasciano traccia, o almeno così si vorrebbe, gli autori del Post al termine di ogni anno pubblicano un articolo con i refusi più divertenti dell’anno, e così scopriamo che si può bere un libro, che i dollari possono essere misurati in miglia, che una notte può essere lunga undici giorni e che si possono confezionare i saluti.
Letture matematiche
Durante le vacanze di Natale, ho avuto occasione di concludere alcune letture e di farne le recensioni, per condividerle sul sito. Ho letto Vertigine, di Beatrice Mautino: partendo da una vicenda personale, la nota divulgatrice ci racconta alcune scoperte in ambito medico, non solo dal punto di vista scientifico, ma anche dal punto di vista umano ed emotivo, e ci spiega perché, quando ci lasciamo dominare dalla paura, rischiamo di precipitare nel baratro della sfiducia e delle pseudoscienze. Il secondo libro è Numeri che pensano di Paolo Alessandrini, una lettura interessante che mi ha permesso di conoscere la genesi e il percorso dell’intelligenza artificiale, approfondendo alcune idee matematiche fondamentali per il suo sviluppo. Un assaggio del suo lavoro è offerto dal video La grande idea di Isaac Newton che fa funzionare l’IA: in apertura, ci sembra di precipitare al tempo della peste, con Newton che abbandona la città per rifugiarsi in campagna, proprio come nel capitolo a lui dedicato. Ho letto, infine, Onde di materia di Leonardo Colletti, che racconta la rivoluzione della meccanica quantistica partendo dalla figura di Louis de Broglie, spesso dimenticato, visto che si dà grande importanza ai giganti che hanno costellato la storia di questa parte della fisica. Eppure, il giovane fisico è stato uno dei fautori di questa rivoluzione, con la sua tesi di dottorato, che solo cinque anni più tardi lo porterà al Nobel.
Matematici in video
I video di OxfordMathematics sono una vera fonte di ispirazione, e in fondo «abbiamo tutti bisogno di qualcuno a cui guardare con ammirazione, qualcuno di eminente [come Emily Riehl]. O non ancora eminente», come un compagno di corso particolarmente brillante. Nel secondo video, Caitlyn Fraser e Ellie Guha si confrontano sull’intelligenza artificiale: l’una non la usa, e ritiene che dia solo risposte errate, l’altra, invece, ne fa un uso particolarmente brillante, visto che ha trovato un modo per inserire ciò che studia in un quadro teorico più ampio, guadagnando in motivazione. Già a settembre (newsletter #251) avevo parlato dell’ossessione per la matematica di Joshua Adam Bull, ma qui sembra superarsi: parlando del cenone di Natale, riesce a organizzare le varie pietanze in un piano cartesiano e a impostare un problema di ottimizzazione, per scegliere, alla fine, sempre lo stesso menu… L’ultimo video della serie riporta questa descrizione: «È dura, vero? Probabilmente una delle sfide più grandi per i matematici di tutte le età. Come si fa a parlare della propria materia ad amici e familiari che non sono esperti di matematica?» Le tre studentesse ci provano: cercano di spiegare come vedono il mondo, attraverso gli occhiali della matematica. Di occhiali matematici parla anche Federico Benuzzi, mentre si trova sulla neve e ricorda un video, che fa pensare ai moti relativi: la sua ossessione emerge e si mette a registrare in presa diretta. La relatività è solo il punto di partenza, ma di fatto fa una sorta di apologia della matematica (e della scuola!), spiegando perché è così importante studiare.
L’ultimo video è del canale Mathematical Visual Proofs ed è un collage di video riguardanti dieci costanti matematiche, a partire dalla radice quadrata di 2, dal pi greco, dalla sezione aurea, … un’interessante rassegna, arricchita da animazioni belle e efficaci.
Immagini matematiche
Mi sono imbattuta in questi concetti matematici illustrati e non potevo che condividerli. Sono immagini realizzate da Hamid Naderi Yeganeh: «Uno dei miei obiettivi è creare immagini molto belle utilizzando concetti matematici come funzioni trigonometriche, funzioni esponenziali, poligoni regolari, segmenti di linea, ecc. Creo immagini eseguendo il mio programma su un sistema operativo Linux».
Buona matematica e buon cammino! Ci sentiamo tra DUE settimane!
Daniela
PS: L’immagine seguente è, come sempre, stata presa dal Post!

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