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È ormai noto a tutti che il 14 Marzo si festeggia il pi-day, ma forse pochi sanno che anche il 22 luglio si festeggia il pi greco, perché 22/7 è un’approssimazione di pi greco nota fin dai tempi di Archimede. Maria Intagliata ha ricostruito i passaggi che hanno portato all’approssimazione di 22/7, in un post su Facebook intitolato Oggi 22/7, che per “deformazione professionale” leggo ventidue settimi… Maria Intagliata, dell’Università degli Studi di Catania, ci parla del metodo di esaustione, che Archimede considerava il «metodo di dimostrazione rigorosa per eccellenza»: grazie ad esso e considerando poligoni regolari inscritti e circoscritti alla circonferenza, Archimede trovò un’approssimazione di pi greco pari a 22/7. «Nel suo calcolo approssimato del rapporto tra circonferenza di un cerchio e diametro, Archimede diede un’ulteriore prova della sua abilità nell’esecuzione di calcoli», visto che cominciò dall’esagono regolare e, raddoppiando il numero dei lati, arrivò ad un poligono di 96 lati.

 

Il 14 marzo di quest’anno si è celebrata la prima Giornata Internazionale della Matematica, che aveva come tema La Matematica dappertutto. La prossima Giornata avrà come tema Mathematics for a Better World, ovvero Matematica per un mondo migliore. «Mentre il mondo si trovava alle prese con la pandemia causata dal Covid-19, la matematica ha offerto i suoi modelli e i suoi strumenti per aiutarci a capire, monitorare e controllare la diffusione del virus. È stata usata anche per prevedere il tempo e per prepararsi a disastri naturali. Ci mette in guardia dal cambiamento climatico e ci aiuta ad anticipare e mitigare le sue conseguenze. La matematica è centrale per l’organizzazione della società per il benessere di tutti i cittadini. Ottimizza le reti di trasporto e di comunicazione e rende possibile pianificare e gestire la salute, l’economia e il sistema sociale. Scienza e matematica hanno un ruolo cruciale nelle decisioni per promuovere la pace e la giustizia sociale. Come linguaggio comune del pianeta, la matematica è una parte essenziale dell’eredità culturale umana.»

 

Del ruolo della matematica nel combattere il Covid si è parlato a più riprese, ma ora l’occasione ci viene fornita dall’intervista di Roberto Natalini a Andrea Crisanti, medico, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova. Natalini parte da un’affermazione del medico, secondo il quale in giro ci sia “troppo plexiglass e troppo pochi modelli matematici”: «mi sembra che spesso le decisioni vengano prese sulla base di paure, spinte politiche e altre esigenze senza minimamente valutare gli scenari e le loro conseguenze. Mentre i modelli matematici possono aiutare a valutare l’impatto di determinate decisioni o di determinate ipotesi», risponde il medico. Ma non bastano i modelli matematici: Crisanti sostiene la necessità di profilare le persone per poter realizzare dei modelli che descrivano il rischio individuale di contrarre il virus e, in questo lavoro, è necessario che il matematico interagisca con il sociologo. «Applicando questo tipo di analisi ad ogni singola scuola si potrebbe stimare il rischio a livello di classe, con un grande livello di granularità e il dirigente scolastico potrebbe a quel punto prendere delle decisioni abbastanza mirate». In altre parole: la medicina e la matematica da sole non possono portarci alla decisione migliore, ma incrociando fra loro le singole discipline si può arrivare a combattere l’epidemia. D’altra parte, per il vaccino si prospetta una lunga attesa, perciò l’intercettazione del virus e dei nuovi focolai può essere l’unico modo per vincere la partita.

 

L'assemblea generale della European Women in Mathematics si è tenuta online, a causa dell’attuale pandemia. Durante l’ultima riunione, si è deciso di rendere EWM a tutti gli effetti un membro dell’European Mathematical Society e in questo modo “contribuirà a rafforzare le collaborazioni delle società matematiche nazionali” e “prenderà parte al processo decisionale di EMS”. È un risultato davvero importante quello conseguito, segnale di un cammino, quello del riconoscimento del ruolo della donna nell’ambito scientifico, che ha richiesto anni per giungere a compimento: è sufficiente pensare alla vicenda di Ginestra Amaldi Giovene, la moglie di Edoardo Amaldi, uno dei collaboratori di Fermi. Donna dai grandi interessi scientifici, dopo la laurea in astronomia, voleva ottenere un posto di lavoro come ricercatrice, ma Orso Mario Corbino, così lungimirante per altri aspetti (basti pensare al suo ruolo nella crescita del gruppo di via Panisperna), non voleva le donne “tra i piedi”. Non era certo una novità: «all’epoca la ricerca scientifica era di fatto preclusa alle donne, che hanno iniziato ad entrare in massa nei ranghi più bassi del mondo scientifico solo dopo gli anni ‘70 del secolo scorso». La crescita del ruolo delle donne nella ricerca, non solo scientifica, è mostrata anche nel libro di Rita Levi-Montalcini Le tue antenate, pubblicato nel 2008 dalla casa editrice Gallucci. «Voglio che le bambine sappiano che per millenni alle donne è stato impedito l’accesso alla conoscenza», dichiarò la Montalcini: ecco perché questa raccolta di biografie è così importante non solo per le ragazze, ma per tutti.

 

Nel libro La nonna di Pitagora, Bruno D’amore e Martha Isabel Fandiño Pinilla hanno inserito anche due donne, Ipazia e Maria Gaetana Agnesi, tra i dieci matematici descritti in forma di favola (stando ai racconti del libro, i loro risultati sarebbero “merito” di personaggi secondari come, ad esempio, la nonna di Pitagora). L’intento degli autori è quello di promuovere l’amore per la matematica, utilizzando piccole favole per aiutare gli adolescenti a memorizzare meglio le scoperte matematiche descritte nel libro. La scelta di Ipazia non è casuale: per poco che si sappia di lei, tra le matematiche del passato è probabilmente la figura più affascinante. Questo cartone animato a lei dedicato e realizzato da Soraya Filed Fiorio per TED-Ed (e del quale è possibile visualizzare la trascrizione anche in italiano) non è che un esempio di come la figura della più grande studiosa di Alessandria nell’antichità abbia colpito l’immaginazione di molti.

 

Continuano i brevi video di Federico Benuzzi, nello stile piano sequenza (ovvero senza ciak e montaggio): il primo è una risposta alla polemica nata attorno al ponte di Genova. Benuzzi ne approfitta per parlare di velocità media e, così facendo, ci mostra come la polemica sia inutile, perché il risparmio di 25 secondi per la percorrenza del ponte ci sarebbe costato un aumento di 3/4 anni nella realizzazione del ponte stesso. Nel secondo filmato, Benuzzi ci parla del tavolo da biliardo, “un buon motivo per studiare fisica”: al centro del discorso ci sono i principi di conservazione e, in particolare, gli urti. Per tutti coloro che si ritroveranno a spiegare gli urti nel prossimo anno scolastico, questo video è assolutamente da vedere: pochi insegnanti sarebbero in grado di realizzare i tiri necessari sul tavolo da biliardo, ma Benuzzi ci salva e va anche oltre, mostrandoci addirittura come realizzare il moto parabolico.

 

Nel mio piccolo, sto cercando anch’io di realizzare piccoli video di geometria euclidea, per offrire ai miei alunni che l’anno scorso hanno frequentato la prima liceo scientifico, l’opportunità di ripassare e di mettersi alla prova con alcune dimostrazioni di geometria euclidea. Per ora ce ne sono solo tre, ma conterei di incrementarli, con il ritmo di uno a settimana. Lo stile che ho scelto di imitare è quello di Presh Talwalkar, che con il suo canale MindYourDecisions ci propone dei quesiti matematici, offrendoci poi anche più di una soluzione, come nel caso di The Stacked Cubes Puzzle che, oltre a usare la similitudine tra i triangoli, usa anche la geometria analitica dello spazio.

 

Sulla stessa linea di pensiero, ma senza video, troviamo due libri: Dar la caccia ai numeri e Matematica per giovani menti, entrambi scritti da Daniele Gouthier e Massimiliano Foschi. Li possiamo ascoltare in questa intervista realizzata l’8 novembre scorso dopo una conferenza tenuta per la XII edizione del Festival della Scienza di Cagliari. Nelle intenzioni degli autori, ognuno può scegliersi il proprio percorso all’interno dei due libri, perché il rapporto che ognuno di noi ha con la matematica è personale. Il vero successo è che entrambi i libri invogliano a fare matematica: in fondo, questo genere di giochi si può fare anche sotto l’ombrellone, basta avere con sé una penna e un foglio di carta. Il primo a giocare con la matematica è proprio Massimiliano Foschi, che in questa intervista per il sito della Bocconi, mostra di avere le idee già chiare, nonostante la sua giovane età.

 

Concludo il percorso con gli “Itinerari” scritti da Sandra Lucente, docente di analisi all’Università di Bari: i suoi due libri, “Itinerari matematici in Puglia” e “Itinerari matematici in Basilicata”, sono i diari di viaggio di Paul, che riesce a trovare la matematica ovunque. «Paul è un personaggio molto libero» e, come tutti i matematici, usa un taccuino per prendere appunti ed è questo il motivo per cui nei libri troviamo, oltre alle fotografie dei luoghi, le immagini dei suoi appunti. I libri si pongono come una sfida a cercare la matematica attorno a noi.

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

Tra i libri che recensisco per il mio sito, ci sono quelli che scelgo di leggere e quelli che mi vengono inviati perché ne faccia una recensione. Comprendere e vivere la matematica nella docenza appartiene alla seconda categoria e ringrazio di aver avuto questa opportunità. Il libro della prof.ssa Viviana Malvasi ha a che fare con un’esperienza realmente vissuta: il disagio per gli sconfortanti risultati dei test Invalsi, che rappresentano un’Italia a due velocità, è diventato la scelta di intervenire sulla propria didattica per realizzare un cambiamento significativo nei risultati dei propri alunni. Mentre l’anno scolastico passato si sta sedimentando nella memoria e l’imminente anno comincia a invadere la mente con progetti e nuove idee, questo è il libro migliore per avviare una riflessione sulla didattica e per far nascere nuovi spunti e dare nuovi stimoli ad un’attività didattica che deve, per forza di cose, rinnovarsi ogni giorno. Forse ho sentito una particolare affinità con la Malvasi perché io stessa sottolineo – nelle mie riflessioni per Redooc sulla DAD – che «la didattica è un dialogo continuo ed è un aggiustare il tiro ogni volta che senti che qualcosa non va», ma credo sia necessario per ogni insegnante mettersi in discussione per migliorare la propria azione didattica.

Ho letto invece Quando l’oceano si arrabbia perché conosco personalmente l’autore, Luciano Canova, che ho incontrato per la presentazione del libro Il metro della felicità (il link rimanda alla TedxVicenza), che si riferiva all’economia della felicità, ed inoltre mi aveva colpito la biografia sui generis di Galileo Galilei. Nella sua ultima pubblicazione, Canova si dedica a John Maynard Keynes, matematico e primo fra gli economisti, al centro delle vicende storiche del secolo scorso. «Conoscendo lo stile di Canova, sapevo di poter contare su una descrizione accurata, ma al tempo stesso semplice, dei problemi economici affrontati da Keynes, ma sono rimasta conquistata dalla vicenda umana dell’economista». Nella mia recensione, sottolineo che la lettura «è consigliata soprattutto agli insegnanti, che hanno il compito di accompagnare i propri studenti verso la vita adulta e non possono permettersi di continuare a formare “cittadini che arrivano all’età del voto senza avere la benché minima idea di che cosa sia l’economia”, ma anche a tutti coloro che vogliono leggere la realtà in modo più realistico e rinunciando a luoghi comuni e inutili semplificazioni».

Anche del terzo libro conosco personalmente l’autore, Alfredo Marzocchi, mio insegnante di Analisi 1 all’università. Il libro, Salendo su un foglio di carta, è stato scritto insieme a Stefano Martire, giovane laureato in matematica. «Nel libro non mancano le dimostrazioni, ma sono spiegate in modo semplice e il testo non perde la sua vena umoristica, anche grazie alle battute che trovano spazio tra le pagine. Il libro è consigliato a tutti: agli insegnanti alla ricerca di nuovi stimoli da fornire agli alunni e agli alunni che sono annoiati dalle solite spiegazioni, ma anche a quegli adulti che sentono di avere un conto in sospeso con la matematica». Nel libro si parla anche della “geometria del taxi”, con una definizione particolare di distanza che, in tempi di distanziamento sociale, Mr Palomar, ovvero Paolo Alessandrini, usa per fare un parallelismo tra Covid e matematica. Dopo aver parlato delle tre proprietà della distanza, ne deduce «una quarta, molto semplice, che stabilisce che la distanza tra due elementi dell’insieme M può essere un numero positivo oppure uguale a zero, ma non può essere un numero negativo». E conclude il suo post con la distanza di Manhattan, di Hermann Minkowski, descritta molto bene con un’immagine e indicata, appunto, come “geometria del taxi”.

Il quarto libro è dedicato ai bambini, perché è una favola matematica, scritta da Germano Pettarin e Jacopo Olivieri, La rivincita delle 4 operazioni. I simboli delle quattro operazioni sono stati cacciati da Typotopia, perché ritenuti inutili dagli altri trecento caratteri di stampa. Solo mettendosi in viaggio, riescono a conoscere realmente se stessi e a scoprire il proprio ruolo tra i numeri. Nel recensire il libro precedente di Pettarin e Olivieri, Le cose non quadrano… ci vogliono i cerchi!, avevo detto che i loro libri hanno «il sapore di certe favole di Gianni Rodari» ed è proprio del fantastico maestro/narratore che parla Paolo Alessandrini, citando il brano “A inventare i numeri”. (Il pezzo che ho linkato è l’ottavo episodio della serie sulla matematica rodariana).

Oltre alle letture, ci sono altri due interessanti suggerimenti per questa estate che è ancora agli inizi: il primo è la Nuova Lettera Matematica, che riparte dal numero 1, un nuovo inizio come lo definiscono quelli di MaddMaths! La “Lettera Matematica Pristem” «per oltre 25 anni e ben 107 numeri ha animato il panorama culturale italiano con la sua presenza fatta di proposte originali, profonde e veramente interdisciplinari», ma ad un certo punto ha dovuto interrompere la pubblicazione. Ed eccola tornare sulla scena, con una nuova casa editrice: quello proposto da MaddMaths! è un numero di prova. Scaricatelo e godetevi la lettura, a cominciare dall’editoriale riportato proprio al link indicato.

Il secondo suggerimento è proposto dal Politecnico di Milano, con Streetmath: si tratta della «nuova app del Politecnico di Milano che punta a un obiettivo ambizioso ma difficile: rendere amata la matematica». Parte da situazioni reali per educare alla capacità logica, proponendo la soluzione di sfide quotidiane: in altre parole, parte dalla soluzione dei problemi reali, un po’ come il libro di Viviana Malvasi citato all’inizio della newsletter. «La app si divide in due parti. La prima, “Sfide”, riguarda la vita lavorativa, gli aspetti sociali, la gestione della casa, problemi amministrativi o burocratici. […] La seconda “Richiami di Matematica” ha l’obiettivo di richiamare o presentare concetti e strumenti matematici».

Concludo con il terzo mini-filmato di Federico Benuzzi, Non esistono domande banali: due minuti densi di concetti per ricordarci che “Non esistono domande banali, esistono soltanto risposte superficiali!”

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

«La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.»

La celeberrima citazione di Galileo Galilei dal “Saggiatore” è probabilmente nota a tutti noi e, in qualche modo, condivisa. Non meno d’impatto, anche considerando i suoi trascorsi, sono le affermazioni di Alfio Quarteroni, raccolte in questo articolo per MaddMaths!: «La matematica è una vite rigogliosa i cui tralci pervadono ogni aspetto della nostra vita. Fin dal XVII secolo, essa ha fornito un complemento essenziale alle scienze fisiche e alla tecnologia. In anni più recenti ha assunto un ruolo analogo nello studio degli aspetti quantitativi delle scienze della vita, delle scienze economiche e sociali.» Sono tantissime le cose che, senza la matematica, non potremmo fare. Che ci piaccia o no, senza la matematica non avremmo potuto prendere tutte le decisioni che sono state prese in merito al Covid, perché la matematica ha permesso di fare previsioni, sulla base dei dati forniti ogni giorno e, quindi, correggere il tiro. Tra i modelli utilizzati ci sono quelli di Ilaria Dorigatti, matematica al lavoro presso il Centro per l’analisi globale delle malattie infettive globali dell’Imperial College, «dove si occupa di modelli matematici della trasmissione delle malattie infettive». «Applicare la matematica all’epidemiologia mi ha permesso di combinare la mia passione per la matematica con il mio sogno nel cassetto di studiare medicina», dichiara nella sua intervista con Roberto Natalini. L’intero articolo è estremamente interessante, soprattutto quando parla del ruolo dei modelli matematici: «I modelli sono come un laboratorio nel quale è possibile fare esperimenti, nello specifico esplorare l’evoluzione di un’epidemia e simulare l’impatto di interventi, senza che questi vengano testati nella popolazione reale. In questo senso i modelli portano razionalità e rigore scientifico nelle decisioni politiche perché offrono scenari. Qualsiasi previsione dipende da molti fattori, incluse le ipotesi (esplicite e implicite) sulle quali il modello è basato, la parametrizzazione (ovvero i valori dei parametri utilizzati nel produrre previsioni) e la quantità e qualità dei dati disponibili. Non c’è da meravigliarsi se le previsioni prodotte da modelli diversi producono previsioni diverse.»

Dopo queste considerazioni non può non stupire quanto Guido Silvestri, virologo docente negli Usa all’Università di Atlanta, avrebbe dichiarato l’8 giugno scorso sulle pagine de La Stampa, visto che «invita a guardare ai numeri per prendere atto del fallimento dei modelli matematici». Le sue dichiarazioni sono state seguite dal comunicato dell’Unione Matematica Italiana, per rispondere alle critiche: gli studi provocano la messa in atto di misure di contenimento e, di conseguenza, le previsioni fatte vengono disattese, ma questo non significa che i modelli abbiano fallito, anche se è vero che «un modello matematico non è una sfera di cristallo». Il chiarimento tra Guido Silvestri e Roberto Natalini, Direttore dell’Istituto per le Applicazione del Calcolo del CNR, è stato ricostruito sulle pagine di MaddMaths!, ma anche nel live Modelli matematici per Covid-19: hanno fallito? di giovedì 11 giugno, sul canale di Renato Sartini, nel quale Natalini richiama la definizione di modello matematico e ricorda che i modelli, dandoci tutti gli scenari possibili, ci invitano alla prudenza. Un modello, per definizione, è limitato, ma rimane uno strumento indispensabile.

 

Durante la stesura di questa newsletter, mi è impossibile non pensare ai ragazzi che stanno affrontando questa speciale maturità, un esame che, dopo l’emergenza Covid, avviene sottotono, senza gli scritti, con un’ora di colloquio, mascherine e distanziamento. Matteo Boero, Chiara Burberi e Marco De Rossi, «protagonisti con le loro piattaforme della scuola del 2020», dopo aver trasformato «l’emergenza in un’occasione per sperimentare e innovare», ci offrono i loro consigli ai maturandi. «Continuate ad imparare, ad essere curiosi, a seguire i vostri talenti, piccoli o grandi che siano, sempre preziosi e unici. Non fatevi derubare del vostro futuro. Il vostro migliore investimento siete voi stessi» sono le parole di Chiara Burberi.

 

Pur nel pieno dell’emergenza Covid, il tema della valutazione resta sempre attuale e Federico Benuzzi, con il suo post Da 1 a 10, ci offre un importante tema di riflessione. Ma non mancano le riflessioni anche sotto forma di video: nel suo canale YouTube, Benuzzi cerca di rispondere alle domande A cosa serve la matematica? e Cosa c’è di bello nella fisica? Nel primo caso, il riferimento è all’azzardopatia e alla probabilità di riuscire a vincere al gioco del Superenalotto, nel secondo caso la giocoleria, e in particolare il Diablo, permette di cogliere la bellezza della fisica.

 

È cominciato, infine, il percorso di avvicinamento al Festival di BergamoScienza: l’11 giugno c’è stata la chiacchierata tra Adrian Fartade e Luca Perri, Parliamo di alieni, un live streaming per raccontare dieci anni di esplorazione spaziale e astrofisica. Il 18 giugno c’è stata invece la prima puntata di Science Soda, dal titolo What do you meme? con il matematico Luca Balletti e con Stefano Bertacchi, biotecnologo industriale. Gli appuntamenti si alterneranno nel corso dell’estate, accompagnandoci al Festival, che si svolgerà, causa emergenza, in una nuova forma.

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

Imitando uno dei suggerimenti di lettura che troverete di seguito, ma anche la newsletter del 14 marzo 2019, procedo con un elenco alfabetico di link, anche se troverete – se avrete la pazienza di visitarli – un continuo rimando da uno all’altro.

 

La cacciatrice di fossili è la storia di Mary Anning, vissuta nella prima metà del 1800 nella cittadella del Dorset di Lyme Regis. L’autrice è Annalisa Strada, insegnante di lettere nella scuola secondaria di primo grado e autrice di numerosi libri per bambini e ragazzi. Una lettura non solo interessante, ma anche emozionante: consigliata a tutti!

 

Barbascura X è il nickname di un famoso divulgatore scientifico: il libro “Il genio non esiste (e a volte è un idiota)” è la trascrizione di un monologo teatrale dello scorso anno. Barbascura sostiene che anche i più grandi scienziati, nel corso della loro vita, hanno commesso degli errori e «quello che chiamiamo “genio” è spesso semplicemente passione».

 

La C non poteva che essere destinata al Coronavirus: Zanichelli dedica un approfondimento al tema, analizzando la pandemia da più punti di vista. Il più recente è l’articolo “La matematica del distanziamento”, che cerca di rispondere alla domanda “Come dovrà cambiare la vita in classe di studenti e insegnanti per garantire il necessario distanziamento sociale e al tempo stesso lo svolgimento delle lezioni?” È una domanda che si fanno in tanti…

 

Il prof. Francesco Daddi trova sempre il modo di farci ragionare e il suo post del 6 maggio non è da meno: tutto comincia con due circonferenze tangenti internamente. «Il raggio del cerchio piccolo è 1/3 del raggio del cerchio grande. Il cerchio piccolo rotola senza strisciare/slittare (ha cioè un moto di “puro rotolamento”) all’interno del cerchio grande, fino a tornare al punto di partenza. Quante rotazioni compie?» La risposta potrebbe sorprendervi…

 

Tutti abbiamo sentito parlare di Alan Turing e della macchina Enigma, decifrata durante la seconda guerra mondiale, ma pochi avranno sentito nominare Ann Michell, scomparsa recentemente a causa del Coronavirus. Aveva nascosto a tutti, anche al marito, il proprio passato, frutto di una laurea in matematica a Oxford. «La sua bravura aiutò a superare il pregiudizio nei confronti del genere femminile tipico di quei tempi. “La mia direttrice disse con fermezza ai miei genitori che la matematica non era una materia femminile”». (Il link all’articolo in inglese)

 

Val la pena riproporre il post di Federico Benuzzi sulla didattica a distanza: “senza guardarsi negli occhi” è il titolo del post del 12 aprile, che sottolinea tutto ciò per cui la didattica in presenza non è sostituibile, ovvero lo sguardo. La didattica a distanza, per quanto stimolante e interessante, manca dello sguardo, sia quello degli alunni (interessati/annoiati, assenti/entusiasti) che quello degli insegnanti.

 

«La matematica è difficile e lui non ha mai cercato di nascondere che spesso c’era molto lavoro da fare, ma la gioia che vi si poteva trovare con lui diventava chiara, manifesta». Sono le parole di Colin Wright, che, all’indomani della morte di Martin Gardner, così lo ricordava sul suo blog. Sono passati dieci anni e Gardner è ancora uno dei più grandi nomi della matematica ricreativa.

 

Helena Le Guin è la direttrice del CERN nella finzione del romanzo “Materia strana” di Gomez Cadenas: la lettura di romanzi come questo è un modo per muovere i primi passi in argomenti complessi come la fisica delle particelle, ma questo timido ingresso può diventare anche un’occasione per approfondire le proprie conoscenze.

 

Forse, alla luce di ciò che abbiamo vissuto nelle ultime settimane, ci siamo abituati ad associare matematica e medicina, ma Stefania Fresca si occupa di iHeart già da tre anni ed il suo obiettivo è quello di «creare un modello matematico integrato di cuore umano che simuli contemporaneamente le sue tre principali funzioni: fluidodinamica, meccanica, elettrica.»

 

Sandra Lucente, docente di analisi matematica presso l’Università degli Studi di Bari, pensando all’elaborato di matematica per la maturità scientifica di quest’anno ha stilato una lista alfabetica per i termini matematici che i maturandi devono assolutamente conoscere. Ho preso esempio da lei per questa newsletter.

 

Dopo la maturità, i ragazzi sceglieranno la facoltà dove portare avanti i propri studi: Alfredo Marzocchi, docente di fisica matematica presso l’Università Cattolica di Brescia (è stato anche mio insegnante nel corso di analisi) ha deciso di presentarci tre buone ragioni per studiare matematica. Sono sicura che gli appassionati di questa newsletter sapranno trovarne molte di più, ma personalmente quello che mi piace di più è che “la matematica ci aiuta a ragionare”, come dice Marzocchi.

 

I numeri sono stati al centro della scena durante questa pandemia, tanto che qualcuno ha cominciato a mostrare una certa insofferenza. “Non potranno mai rinchiudere un bambino in un modello matematico”, ho letto su una bacheca di Facebook e Gramellini si fa un po’ portavoce di un malessere dilagante con questo Caffè del 6 maggio. D’altra parte, il giornalista non ha mai mostrato una grande simpatia per i numeri…

 

Per tutti gli appassionati di opere teatrali, c’è la possibilità di assistere allo spettacolo Copenaghen su Raiplay: nella finzione teatrale si ricostruisce l’incontro avvenuto nel 1941 tra Bohr e Heisenberg.

 

“Partenze a razzo” è il titolo dell’ultimo libro di Luca Perri: è il racconto della corsa allo spazio, «per capire chi siamo, per sentirci un po’ meno importanti ed eterni. Perché sapere di essere fragili, a volte, è l’unica strada per sopravvivere e salvare la propria casa.»

 

Se si parla di modelli matematici, in particolare di quelli applicati al Covid, non si può non parlare di Alfio Quarteroni del Politecnico di Milano. Intervistato da Roberto Natalini, Quarteroni spiega il ruolo dei suoi modelli nella lotta al Covid: non si tratta, nel suo caso, di descrivere la diffusione della pandemia, ma di capire l’azione della malattia sull’individuo, in particolare in relazione al cuore, quando i polmoni non lavorano in modo efficace.

 

Dopo l’esperienza della didattica a distanza, Redooc offre l’opportunità di continuare l’attività matematica anche nei mesi estivi, con una gara online, che si svolgerà dal primo giugno al primo settembre. Gli studenti possono creare un team o unirsi a un team già formato, purché non si superino i 30 ragazzi per squadra. Buon divertimento!

 

Per la giornata internazionale della luce, De Agostini Scuola ha organizzato un bellissimo webinar, See The Light, visibile su YouTube: mentre Luca Perri conduceva il percorso, è stato bello visitare (seppur virtualmente) gli osservatori sparsi in Italia (e non solo) e incontrare Alessandro Farini, Elisabetta Baldanzi, Adriano Ghedina e Luca Balletti. È stata un’occasione unica poter cominciare il capitolo sull’ottica, in prima, con questa bellissima conferenza.

 

Mind Your Decisions è il canale YouTube di Presh Talwalkar: i giochi e i problemi che propone sono a volte semplici, a volte una vera sfida. La difficoltà della lingua si può superare, sia grazie alle immagini che accompagnano ogni spiegazione, sia grazie anche alla chiarezza e alla precisione dei suoi filmati.

 

Il 12 maggio si è celebrata la Giornata Internazionale delle Donne in Matematica. Per l’occasione, l’UMI ha organizzato un evento in diretta streaming il 27 maggio: l’apertura con Elena Bonetti, Ministra della famiglia e delle pari opportunità, il primo momento “Essere o non essere (una matematica)?” moderato da Roberto Natalini, il secondo guidato da Barbara Nelli, “PhD all’estero e non solo” e la chiusura guidata da Roberta Fulci, “Donne matematiche nella ricerca e nelle istituzioni”.

 

Caterina Vicentini è l’insegnante di matematica di Francesco Bulli, l’alunno celebrato per aver trovato una nuova formula per calcolare l’area del segmento parabolico: «Sono partito dall’unico dato noto che avevo, i coefficienti della parabola e della retta, e ho ottenuto il risultato con una formula algebrica applicabile direttamente a tutti i problemi dello stesso tipo». Complimenti davvero!

 

Problemi per matematici in erba, ovvero problemi.xyZ, in occasione della DAD si è trasferito su YouTube: i problemi sono presentati in modo semplice e accattivante e sono un modo per mettersi in gioco e per sperimentare nuovi metodi. Assolutamente consigliato a tutti!

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

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