265 - 3 maggio 2026
I dati e la loro rappresentazione
Dopo settimane di immersione nella rappresentazione dei dati e nella comunicazione della statistica per costruire un percorso di approfondimento coerente per i futuri animatori del Festival di BergamoScienza, non potevo che approfittare del lungo fine settimana per fare un giro a Vicenza. Il 30 aprile ha, infatti, aperto i battenti, presso le Gallerie d’Italia, la mostra di Giorgia Lupi, L’umanesimo dei dati. Non capita tutti i giorni di usare il lavoro di una famosa designer per compiere un percorso con i futuri animatori di BergamoScienza e di avere l’occasione di vederne una mostra. Abbiamo usato l’idea delle cartoline che Giorgia Lupi ha scambiato con Stephanie Posavec per consentirci di capire cosa significhi collezionare e rappresentare dati. Realizzando, a nostra volta, delle cartoline, abbiamo scoperto che un dato non è mai neutro ma dipende da scelte pratiche precise, abbiamo visto come la definizione di alcune categorie possa influire sul risultato, abbiamo realizzato che la rappresentazione grafica cambia il modo in cui i dati vengono percepiti e, raccogliendo dati che ci riguardano in prima persona, non abbiamo potuto che notare come il semplice atto di osservare abbia modificato i nostri comportamenti. Ultimo, ma non meno importante, abbiamo capito che contare significa anche imparare a osservare, contribuendo a farci conoscere meglio noi stessi, gli altri e il contesto in cui viviamo.
Nella mostra di Giorgia Lupi, si può cogliere bene come la rappresentazione dei dati sia un modo per cogliere la complessità del mondo in tutte le sue sfaccettature. Ho fotografato tutto ciò che ritenevo potesse essere di ispirazione e tutto ciò che stimolava una riflessione o un desiderio di approfondimento in me. «Collezionare dati è una forma di meditazione»: questa frase di Giorgia Lupi mi è rimasta impressa, ma l’ho memorizzata in modo diverso, perché per me è l’atto di rappresentare i dati che diventa una forma di meditazione. Avere davanti a sé i dati, una possibile storia, e scegliere come rappresentarli, come descriverli, come raccontarli, un po’ come faccio con la newsletter, diventa un modo per studiarli e riflettere. Per la terza volta, ho deciso di concedermi il tempo di questa riflessione attraverso la rappresentazione.
Sulla mia cartolina, in primo piano c’è Giorgia Lupi, poi non può che esserci spazio per “Io Conto”, il nuovo percorso di BergamoScienza che troverà la sua realizzazione a ottobre, e le citazioni che hanno introdotto ogni incontro con i futuri animatori si sono dipanate come onde a partire, dall’angolo in basso a destra, del logo stilizzato del sito. Proclo riconosce bellezza in ogni numero, Galileo Galilei raccomanda di contare tutto ciò che si può contare e misurare ciò che si può misurare e, nel caso non sia possibile, di renderlo misurabile. Giorgia Lupi ha avuto un ruolo di primo piano in questo percorso e la citazione non poteva che essere: «I dati sono la lente che uso per dare senso al mondo». Poi John Tukey ci ha accompagnato con i suoi grafici geniali, Darrell Huff ci ha messi in guardia in Mentire con le statistiche, Wolfgang Goethe ci ricorda che «Comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura; tener conto delle informazioni che ci vengono date è cultura». Il percorso si è concluso infine con la raccomandazione di Hans Rosling: «Monitora i miglioramenti graduali. Un piccolo cambiamento ogni anno può tradursi in un enorme cambiamento nell’arco di decenni». E lui il cambiamento ha cercato di attuarlo con il libro Factfulness e con il sito Gapminder.
Festival delle Scienze di Roma
Una rappresentazione adeguata può aiutarci a capire meglio alcuni fenomeni, come mostrato anche dall’ultimo Festival delle Scienze di Roma, che si è svolto tra il 15 e il 19 aprile. Arrivato alla sua ventunesima edizione, ha avuto per titolo Caos e Armonia. Radio3 Scienza ha dedicato due dirette di un’ora ciascuna al Festival, accogliendo alcuni dei protagonisti, «per raccontare in diretta le voci, le idee, i suoni, le musiche, il caos e l’armonia del Festival». Mi è parsa particolarmente preziosa e ricca di spunti la prima puntata: Guido Tonelli, fisico all’Università di Pisa, ha parlato, insieme a Sara Zambotti, conduttrice di Caterpillar di Rai Radio2, degli intrecci fra arte e fisica; Sergio Della Sala, neuroscienziato all’Università di Edimburgo, autore del libro Perché dimentichiamo? ha parlato di come siamo sommersi dai dettagli e come dimenticare sia una questione di sopravvivenza; infine Ines El Gataa, ricercatrice all’Università di Trieste e divulgatrice, ha evidenziato la differenza tra l’intelligenza artificiale, che cerca correlazioni, e l’essere umano, che cerca causalità. Mi è piaciuto molto quanto raccontato da Sergio Della Sala in merito all’ultracrepidarian, termine che non conoscevo ma che descrive bene molte situazioni di sconfinamento epistemico. Anche la seconda puntata è stata ricca di spunti, con Donato Giovannelli, docente di microbiologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Jacopo Pasotti, giornalista scientifico, Marcello Petitta, fisico dell’atmosfera all’Università di Roma Tre, e Licia Troisi, astrofisica e scrittrice.
La matematica è… relazioni!
Nella scorsa newsletter ho parlato del gioco Dobble e del piano proiettivo. Daniele Gouthier mi ha segnalato uno studio al riguardo, realizzato a quattro mani con sua figlia Bianca: chi è interessato a un approfondimento, può approfittarne!
In un’occasione precedente, avevo parlato di teoria dei giochi. L’intenzione era di parlarne quest’anno in quinta, ma al momento temo che dovrò ridurre la tempistica. In ogni caso, ho del materiale in più a cui attingere, visto che Giulia Bernardi ha fatto il dottorato con Roberto Lucchetti e ci sono alcuni suoi video online oltre al libro È tutto un gioco. Giulia Bernardi è anche una delle ideatrici del progetto Pi greco luogo ideale, che nelle giornate di giovedì 7 e sabato 9 maggio sarà protagonista dell’evento Matematica in Festa, un’iniziativa di divulgazione matematica che si svolgerà a Pioltello.
Buona matematica e buon cammino! Ci sentiamo tra DUE settimane!
Daniela
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