266 - 17 maggio 2026
Matematica nella storia
Nel 2022 ho accompagnato all’Esame di Stato una quinta e ho approfittato dell’ultimo periodo per parlare del ruolo della scienza in guerra. In quell’occasione ho parlato del Manifesto dei Novantatré, noto anche come «Appello al mondo colto», che con il suo martellante «Non è vero» protestava contro «le bugie e le calunnie con cui i nostri nemici cercano di infangare la pura causa della Germania nella dura lotta per la vita e la morte che le viene imposta». Il manifesto aveva creato una grande frattura all’interno del mondo scientifico, difficile da risanare anche al termine delle ostilità, tant’è che la partecipazione ai primi congressi internazionali vedrà l’esclusione degli studiosi tedeschi. A marzo 2022, è stata resa pubblica la lettera degli scienziati e dei giornalisti scientifici russi contro la guerra in Ucraina: «Siamo convinti che tutti i problemi che riguardano i nostri due paesi possono essere risolti pacificamente. Scatenando questa guerra la Russia si è autocondannata a un isolamento internazionale, allo status di paese-maledetto. Questo significa che noi, studiosi e scienziati, non potremo più svolgere il nostro lavoro come abbiamo fatto finora in quanto la ricerca scientifica è impensabile senza la collaborazione con colleghi stranieri. [...] Chiediamo la pace per i nostri due paesi!» Sempre a marzo di quell’anno, fece notizia la scelta di svolgere il Congresso Internazionale dei Matematici (ICM) in modalità virtuale, «pur seguendo il calendario originale che era stato pianificato per quella che doveva essere la sua sede reale, San Pietroburgo, partendo dal 6 fino al 14 luglio».
Quest’anno sembra che la storia si ripeta: dopo quattro anni, mi ritrovo ad accompagnare una quinta nell’ultimo tratto di strada prima dell’esame di maturità e ancora una volta ripercorro le tappe della scienza in guerra. Alle slide sul Manifesto dei Novantatré e sulla lettera degli scienziati e dei giornalisti scientifici russi si è aggiunta una nuova slide. Mi riferisco all’imminente Congresso dei matematici che dovrebbe svolgersi dal 23 al 30 luglio a Philadelphia e per il quale sono state raccolte 2400 firme, provenienti da 76 paesi diversi, per chiedere lo spostamento del Congresso in un altro paese, alla luce delle politiche statunitensi contro l’immigrazione e delle scelte antiscientifiche portate avanti dall’amministrazione.
Le due facce della medaglia (Fields)
Barbara Fantechi, matematica presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati a Trieste, ha rilasciato un’intervista a Rai News in merito al “boicottaggio” del Congresso di Philadelphia, precisando fin da subito che non si tratta di un boicottaggio. Il problema è che per alcuni matematici diventa estremamente difficile raggiungere la sede del Congresso, considerato sia il costo dei permessi di soggiorno che il rischio del loro annullamento, nonostante le rassicurazioni degli organizzatori, che sentono di poter offrire alcune garanzie in virtù del fatto che i finanziamenti che hanno ricevuto non hanno origini governative.
Gigliola Staffilani, Full Professor al MIT e coinvolta nell’organizzazione, intervistata da Roberto Natalini mette in evidenza le difficoltà legate a un eventuale boicottaggio del Congresso, che finirebbe con il creare un grave danno alla comunità matematica, ma non farebbe alcuna differenza per l’amministrazione statunitense. La scelta, poi, di spostare eventualmente il Congresso in un altro paese – Barbara Fantechi suggeriva il Canada – non è praticabile, considerato il lavoro di organizzazione necessario (quello di Philadelphia è in preparazione da quattro anni). Se, invece, si decidesse di consentire una partecipazione online, questo comporterebbe costi molto alti, che diventerebbe difficile sostenere.
Le due interviste mostrano come il problema non sia semplice: Gigliola Staffilani evidenzia i problemi organizzativi e mette in luce le difficoltà di trasferire altrove il Congresso, mentre Barbara Fantechi racconta come una partecipazione online sarebbe un accomodamento che limiterebbe lo scambio di idee. Il confronto tra i matematici, durante il Congresso, non avviene solo nell’ambito delle conferenze, che verrebbero seguite online o lette, a distanza di tempo, nella loro trascrizione, ma attraverso le piccole chiacchiere che si possono fare davanti a un caffè o in fila per il pranzo. In altre parole, la comunità dei matematici ha bisogno di quei contatti che solo un’occasione di questo genere può garantire.
Il problema della matematica
Nel lavoro che ho citato in apertura, sul ruolo della scienza in guerra e su come la guerra abbia contribuito a cambiare le priorità della scienza, ho citato la risposta ricevuta da Max Planck quando era intervenuto nel tentativo di difendere i colleghi ebrei: «Se la scienza non può fare a meno degli ebrei, dovremo fare a meno della scienza per alcuni anni». L’ottusità del partito nazista ha portato a un impoverimento della classe scientifica tedesca, precedentemente al centro della ricerca europea. La scelta di perseguire gli ebrei ha portato alla fuga degli scienziati tedeschi, e non solo, che hanno raggiunto gli Stati Uniti e hanno contribuito al Progetto Manhattan. Il passato mii pare qui pericolosamente calzante con quanto sta avvenendo attualmente.
Federico Benuzzi prende spunto dalle spiegazioni di Robert F. Kennedy Jr., Segretario della Salute dell’amministrazione Trump, in merito alle percentuali esibite dal Presidente per la riduzione dei prezzi dei farmaci. Nel suo stile leggero, Federico spiega le percentuali in modo matematicamente ineccepibile, ma semplicemente, e si permette una riflessione in merito. A me l’idea che la matematica possa essere, in qualche modo, piegata alle proprie necessità, ha ricordato il Progetto di Legge dell’Indiana sul nuovo valore di pi greco, presentato da Edward J. Goodwin nel 1897. Non è un caso che mi sia venuto in mente, visto che è appena stato realizzato uno short dal canale Math Visual Proof, che spiega l’approssimazione di pi greco a 3,2. Per chi desidera una versione più ampia e approfondita, può gustarsi il video di Martino Wong, presente su Instagram come oradecima, Così capiamo come la proposta sia riuscita a superare il vaglio del Parlamento, dove è stata fermata grazie all’intervento casuale di un matematico: tutto è cominciato con il problema della quadratura del cerchio, che nel 1882 Lindemann aveva dimostrato essere di impossibile soluzione con riga e compasso.
Matematica e IA
La puntata di Radio3 Scienza del 4 maggio, intitolata Matematici sull’orlo di una crisi di nervi, è stata dedicata all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella dimostrazione di nuovi teoremi. Partendo dalla citazione del matematico Terence Tao, «Si vedono proprio le cinque fasi del lutto: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. Ora stiamo superando la negazione», l’intervento di Filippo Nuccio, matematico all’Università Jean Monnet Saint-Étienne, descrive bene lo stato dell’arte ed ipotizza gli sviluppi futuri. Mi ha colpito che abbia messo in luce l’impreparazione dei docenti in merito, soprattutto alla luce di quanto stabilito dalle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei. In queste, si parla di innovazione della matematica da tecnica a pensiero, ma anche di Intelligenza Artificiale come occasione di pensiero critico per governare la tecnica. Per quanto le parole altisonanti appena citate mi facciano sperare, mi spaventano anche un po’, come se gli obiettivi proposti fossero troppo alti. Mentre sto cercando di informarmi attraverso le discussioni nate al riguardo (qui la discussione su MaddMaths! e qui quella sul sisto dell’Unione Matematica Italiana), non ho ancora avuto modo di leggerle di prima mano, travolta dalle ultime settimane di lezione. Riprendo le parole di Silvia Beltramino, docente di matematica e fisica al Liceo Marie Curie di Pinerolo, visto che una delle prime cose che ho pensato è stata la necessità della formazione: «avverto una forte responsabilità nei confronti degli studenti e delle studentesse su cui pesano le scelte didattiche operate negli anni precedenti. Sarebbe opportuno avere un sillabo che possa orientare le scelte fin d’ora, soprattutto alla luce delle anticipazioni di argomenti.» Puntuale e dettagliato come sempre, invece, è l’intervento di Domingo Paola, dal sito dell’ADI, l’Associazione Docenti e Dirigenti Scolastici Italiani.
In breve…
Da venerdì 4 a domenica 6 settembre, si svolgerà a Roma il primo Convegno Nazionale Mit-Meet, «un’occasione di dialogo e di confronto tra chi insegna, comunica e studia la matematica dalla scuola dell’infanzia all’università»
Il 25 maggio si aprono le iscrizioni per la XXIV edizione del Festival di BergamoScienza. Il progetto con cui parteciperemo come Liceo Celeri si intitola Io conto e lo presentiamo brevemente proprio sul sito della scuola.
Lo scorso fine settimana a Cesenatico si sono svolte le fasi finali delle Olimpiadi della Matematica. La mia scuola ha partecipato con una squadra e già solo trovarsi immersi nell’atmosfera di festa ha contribuito a coinvolgere ancora di più i ragazzi nel progetto. Ecco il diario della gara a partire dal primo giorno.
Buona matematica e buon cammino! Ci sentiamo tra DUE settimane!
Daniela
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