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Martedì, 06 Agosto 2013 08:02

Fisica, delitti e digressioni

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TRAMA: 
Domenico Signorelli, come capita spesso agli insegnanti di matematica e fisica, ha cercato un modo alternativo di spiegare la fisica e, ispirato dal libro “Sherlock Holmes e i misteri della scienza” di Colin Bruce, ha sfruttato l’idea di risolvere dei casi polizieschi attraverso importanti fenomeni scientifici. Ecco quindi che la caduta dei gravi, la portata di un fluido, la legge fondamentale della termologia, l’ottica, l’acustica e l’elettromagnetismo sono la chiave che il professor Salviati, coinvolto dal commissario Borsari, utilizza per risolvere i casi più intricati. “Salviati incarna un docente di matematica e fisica che, profondamente innamorato del suo lavoro, vive immerso in una sorta di estasi intellettuale; Borsari è un commissario di polizia che nell’indagare su crimini e delitti si avvale delle conoscenze scientifiche del professore.”
Per poter gustare questi sette racconti, dobbiamo raccogliere la sfida di Signorelli e sopportare le poche formule che compaiono nel libro: “I calcoli sono svolti passo dopo passo e il modo in cui il professor Salviati cerca di spiegarli al commissario è molto graduale” e paradossalmente – ma forse si tratta di un paradosso che chi insegna matematica non può cogliere – con le formule tutto è più chiaro. Gli argomenti trattati sono introdotti o commentati da interessanti riflessioni/digressioni, attraverso le quali l’autore ci espone la sua idea della fisica. Dalla storia di Galilei che studia la caduta dei gravi, si procede riflettendo sul particolare sguardo con il quale gli scienziati leggono la realtà, vedendo ciò che è nascosto alla maggior parte della gente. Signorelli affronta anche il confronto tra le culture scientifica e umanistica, da sempre considerate agli antipodi e nella religione vede una limitazione delle nostre conoscenze. Solo la logica può difenderci dall’errore e aiutarci a dare una risposta ai nostri dubbi, necessari per mettere in discussione credenze ritenute incontestabili e per arrivare alla verità.
L’elenco dei capitoli ci dà l’idea di quali siano gli argomenti trattati nel testo:
- “Una grave leggerezza”: un omicidio camuffato da incidente, che il professor Salviati smaschera grazie al moto di caduta dei gravi.
- “Un dettaglio di grande portata”: il professor Salviati ci spiega il concetto di portata e, grazie alla pioggia, determina senza errori l’orario dell’aggressione, spiegando cosa è avvenuto realmente.
- “Un ardente desiderio di esattezza”: grazie alla termologia, il professor Salviati determina la quantità di alcol utilizzata da un ladro per incendiare le prove, permettendo a Borsari di identificare il colpevole.
- “Un’acuta riflessione”:le leggi di riflessione dell’ottica fanno luce sull’omicidio di Ugo Sarti, ucciso con un colpo di fucile esploso dall’esterno del suo ufficio.
- “Un silenzio assordante”: quest’ossimoro ci riporta alle leggi che regolano l’acustica, che permettono al professor Salviati di smascherare un omicidio che anni prima era stato considerato un suicidio.
- “Un’altezza che dura un istante” ritorna sulla caduta dei gravi e impedisce la fuga di un uomo colpevole di un grave atto di sabotaggio, sorpreso dai due protagonisti.
- “Un’idea illuminata”: le conoscenze del professor Salviati non sono solo teoriche e, grazie all’elettromagnetismo, costruisce una torcia con la quale trovare l’unica traccia lasciata da un ladro che li ha sequestrati.
 
.
 
COMMENTO:
Un libro alla portata di tutti, semplice ma non banale. La spiegazione di Signorelli è chiara e si può seguire senza fatica. In ogni caso, l’autore ci avverte già nell’introduzione che ci sarà richiesto un po’ di impegno, perché non si può acquisire conoscenza senza fare fatica. Si tratta però di una fatica ampiamente ripagata dalla comprensione, che ci permette di guardare la realtà con occhi diversi, come dimostra la soluzione dei sette delitti descritti.

Informazioni aggiuntive

  • Autore: Signorelli Domenico
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7 commenti

  • Link al commento Giorgio Lunedì, 28 Ottobre 2013 18:25 inviato da Giorgio

    Il libro è composto da sette capitoli. In ogni capitolo il protagonista della storia, il professor Salviati, aiuterà il suo amico Borsari, un commissario, a risolvere un caso poliziesco, incastrando il criminale. Il professore utilizzerà, appunto, la fisica per dimostrare la colpevolezza o l’innocenza dei sospettati. Sebbene le storie siano, ovviamente, fuoriuscite interamente dalla penna dello scrittore, ammiro molto l’evidente sforzo col quale Signorelli ci delizia di vicissitudini mai banali e, seppur qualche volta trapeli una leggere forzatura, di episodi verosimili e concreti. Non mancano, però, alcune imprecisioni nel mantenere ancorati i personaggi ai loro ruoli, che spesso vengono confusi. Il personaggio di Borsari, inoltre, è poco credibile, sia per la sua totale inesperienza sul campo, che per la sua quasi stereotipizzazione. Gli consiglierei di cambiare lavoro, se è possibile, e di farne uno più consono alle sue esigenze. Infatti, alla fine di ogni capitolo è sempre il protagonista, il professore, a risolvere il caso, sotto gli occhi stupiti dell’amico. Insomma, episodi veramente molto buffi che ci rimandano ad un mondo schematizzato, ad una legge non scritta dove è sempre verso la fine del capitolo che si risolvono i casi. Questo rigore, questa precisione assolutamente tipica dei matematici, spinge il libro, verso la fine, a una monotonia di fondo che è risanata solo dalla voglia del lettore di scoprire quale altra strana formula si userà per trovare l’assassino. Per ogni capitolo inoltre, c’è sempre un dialogo tra i due amici su discorsi molteplici, nei quali vorresti essere partecipe anche tu per esprimere la tua opinione. Nonostante Signorelli abbia cercato di imprimere un discorso verbale nella scrittura, il ricavato è comunque poco soddisfacente; è vero che le discussioni danno spunti interessanti, ma è sempre meglio dialogare con qualcuno di vero, di vivo, piuttosto che leggere di qualcuno inventato farlo. Le discussioni rimangono ancora impresse sulla carta e ci riesce difficile trasportarle in una conversazione di tutti i giorni, perché le parole usate risultano troppo calcolate, troppo romanzate per essere dette in un qualunque colloquio informale. Lo stile del libro è lineare e definito, semplice e di facile comprensione. I periodi sono ben costruiti e i discorsi ben organizzati. L’unica pecca del libro è l’utilizzo, in alcuni punti errato, dei segni di punteggiatura. Probabilmente non avrebbe fatto male allo scrittore rileggersi un’altra volta lo scritto. In ogni caso, il libro risulta interessante sotto tutti i punti di vista e lo consiglio a tutti i ragazzi che stanno affrontando le scuole superiori per il semplice fatto che molte di queste formule si studiano in quegli anni, e trovarle utilizzate nella risoluzione di delitti ci fa sentire in qualche modo capaci di affrontare le sfide della vita.

  • Link al commento Genni Lunedì, 30 Settembre 2013 16:58 inviato da Genni

    Posso comprendere che il libro "Fisica, delitti e digressioni" sia nato per poter rendere alcuni concetti fondamentali della fisica accessibili anche alle persone che non hanno incontrato questa materia nel loro percorso di studi, ma trovo che i delitti che costituiscono la trama della storia siano monotoni e purtroppo anche prevedibili; a mio avviso l'autore non è riuscito a creare quella suspanse che è alla base di un buon giallo; non appena egli inizia ad elencare i protagonisti delle varie storie e ad esporre i fatti, diventa immediatamente intuibile chi sia l'assassino o il rapinatore di turno. Essendo un'amante accanita di film e telefilm gialli, pensavo di poter rivivere quel brivido, che provo ogni volta che alla televisione scopro che l'assassino è colui che meno mi aspettavo, anche leggendo questo libro; invece sono rimasta delusa.
    Inoltre ero anche molto curiosa di scoprire come l'autore avesse potuto includere ragionamenti fisici all'interno di queste dinamiche. Le formule fisiche esposte in questo libro vengono spiegate in maniera efficace e la loro collocazione nelle storie che sono pertinenti e verosimili: una volta compreso il loro significato appare chiaro a chiunque come si siano svolti i fatti.
    Il mio entusiasmo è svanito non appena ho letto il primo capitolo, la trama mi è parsa poco accattivante e ho provato immediatamente antipatia nei confronti del professor Salviati, uno dei protagonisti, uomo così attento ai particolari, e anche inverosimilmente coraggioso: potrei anche sbagliarmi, ma come fa un professore di fisica a destreggiarsi in maniera così disinvolta davanti a quei pericoli che solo gli agenti di polizia sono preparati ad affrontare? Devo dire che questo personaggio non ha conquistato la mia stima di lettrice.
    Le digressioni sono pertinenti e interessanti in alcune parti, fanno infatti realmente riflettere: in altre parti invece, nonostante esse si protraggano solo per una o due pagine, la loro lettura risulta talmente pesante che quelle poche pagine paiono crescere in maniera esponenziale.
    Consiglierei questo libro a ragazzi con un'età compresa tra i tredici e i quindici anni, di modo che, vedendo che la fisica può essere applicata nella vita quotidiana, possano decidere di includere questa materia, a mio avviso interessante e affascinante, nel loro bagaglio culturale.

  • Link al commento Luca Lunedì, 30 Settembre 2013 14:13 inviato da Luca

    Fisica, delitti e digressioni è libro scritto da Domenico Signorelli che narra 7 piacevoli storielle di casi di omicidi, rapine, fughe di criminali che 2 amici, un insegnante di nome Salviati e un commissario di polizia di nome Borsari, riescono a risolvere con l’ aiuto della fisica e le sue leggi .
    Prima di tutto devo ammettere che appena avevo scoperto di dover leggere questo libro non ero molto entusiasta sia perché non amo molto leggere ed anche perché io e la fisica non andiamo bene insieme, ma poi , iniziando ad aprire le prime pagine, ed incominciando a leggere l’introduzione mi sono reso conto di come fosse diverso da come l’avevo immaginato.
    Questo libro parte con un introduzione generale sul libro e sul perché Signorelli ha deciso di scriverlo : già da quello che avevo letto nell’introduzione mi ero ricreduto su quello che avevo pensato sin dall’inizio su questo libro e mi è sembrata un ottima strategia da parte di un insegnante di matematica e fisica scrivere un libro in cui mostrare come delle formule di fisica siano importantissime nella vita di tutti i giorni, non solo per risolvere dei casi come in questo testo.
    In questo testo ho ritrovato una similitudine tra l’ insegnante e il commissario che rimanda a quella tra l’alunno e il professore : infatti il professore è descritto come una persone sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo all’ interno del suo studio , infatti sulla sua scrivania è sempre presente il computer, come una persona studiosa che, quando non ha niente da fare cerca nella sua libreria personale un libro da rileggere, perché tutti quelli presenti li aveva già letti.
    Il commissario Borsari invece è presentato come una persona superficiale di intelligenza inferiore e pur essendo una persona professionalmente valida , ha bisogno dell’aiuto e del metodo deduttivo del professore Salviati per risolvere alcuni casi anche se pur banali.
    Addentrandoci di più nel libro ritengo molto utile l’utilizzo delle formule fisiche per mostrare in che modo il professore riesce a risolvere i casi e al contrario di Signorelli non le ritengo noiose e inutile, anzi…
    Frammentando molto il mio commento adesso scrivo quello che non mi è piaciuto per poi concludere sulle riflessioni su alcune storie .
    Il libro tutto sommato mi è piaciuto e mi ha incuriosito molto tanto che mi piacerebbe leggere altri libri trattanti questi argomenti di fisica. Una delle note negative che devo sottolineare di questa lettura sono le digressioni : in questo testo non mi sono piaciute affatto anzi sono risultate talmente noiose e in alcuni casi lunghe, che mi sono rifiutato di leggerle.
    Le storielle invece mi sono piaciute molto e a mano a mano che leggevo, l’insegnante e il commissario sembrava quasi mi invitassero a partecipare alle indagini.
    Mi ha divertito moltissimo e mi è piaciuto, spero ci sia occasione di leggere altri libri di questo tipo come la “ fisica dei supereroi “ e spero di approfondire gli argomenti di fisica che erano presenti nel libro, che a dirlo adesso non mi sembra vero, mi sono interessati molto.

  • Link al commento Gabriele Venerdì, 27 Settembre 2013 17:26 inviato da Gabriele

    “Fisica, delitti e digressioni” di Domenico Signorelli

    Scritto da Domenico Signorelli, “Fisica, delitti e digressioni” è un libro che, come dice il titolo, parla di fisica in un ambito concreto come quello delle indagini per i delitti, aggiungendo ricche pagine che analizzano diversi aspetti, come la falsa divisione tra scienze e lettere, o come la storia che resta nascosta dietro alcune formule fisiche. Introduce il lettore ad un’ampia conoscenza, proponendo diversi spunti di riflessione e cercando di farlo partecipare al ragionamento. Raccontando la risoluzione di sette casi complicati questo libro si presenterebbe come un “Giallo”, però ciò che lo porta fuori dalla tipologia classica è il modo in cui i personaggi si approcciano ai delitti. Infatti l’arma usata dagli investigatori non è solo la capacità intuitiva: il metodo che viene usato è un insieme di minuziosa attenzione ai particolari, di capacità di astrazione e di conoscenza scientifica. I protagonisti di queste avventure sono il commissario di polizia Borsari e il professore di fisica Salviati, due vecchi amici che risolvono insieme questi delitti. Il binomio poliziotto-studioso risulta vincente in quanto unisce la pratica con la teoria, creando così un’intelligenza perfetta, difficile da trovare realizzata in un solo individuo. L’autore però banalizza un po’ le situazioni descritte e le semplifica troppo, tornando così ad una fisica perfetta da scuola superiore, in cui i problemi sono resi puliti in un certo senso, poiché permettono di non tenere in conto alcuni elementi che farebbero sì che il risultato sia diverso. Questo aspetto per fortuna non è prevalente, quindi riesce a mescolarsi ai ragionamenti portati avanti dal professore che sono completi e fluenti, rendendo così la narrazione ben strutturata e con poche difficoltà di comprensione. Chi potrebbe leggere questo libro? Sicuramente è adatto a tutte quelle persone che sono curiose e che hanno voglia di approfondire alcuni argomenti, inoltre gli studenti delle scuole superiori potrebbero veramente essere interessati da questo scritto; una lettura potrebbero dargliela anche quegli adulti che sono rimasti delusi dalle spiegazioni dei loro tempi e vogliono capire che cosa è concretamente la fisica. Sono rimasto ben impressionato dallo stile di Signorelli, ricercato nei termini e scorrevole al tempo stesso, quindi ne raccomando una lettura attenta e interessata, perché, come dice l’autore, bisogna impegnarsi se si vuole imparare e capire.
    Buona lettura.

    Gabriele

  • Link al commento Anna Mercoledì, 25 Settembre 2013 18:00 inviato da Anna

    Questo è il secondo libro che leggo assegnatomi dalla mia insegnante di matematica e
    fisica, infatti come percepibile già dal titolo “fisicaFisica, delitti e digressioni” uno
    degli argomenti portanti all’interno è proprio la fisica. L’autore, docente, spiega a
    inizio libro di quanto per lui sia importante riportare la fisica all’interno di una
    narrazione in modo da poter rendere la materia più apprezzabile da parte di tutti ma
    soprattutto da parte degli studenti che, come me, la studiano ogni giorno sui banchi di
    scuola. Diciamo che l’intento dell’ autore a mio riguardo è parzialmente riuscito. Nel
    libro ho trovato interessante l’inserimento della fisica e delle sue formule le quali
    rendevano più comprensibili i discorsi di uno dei due protagonisti, il
    professor Salviati. L’altro protagonista è invece il commissario Borsari il quale viene
    aiutato dal professore nelle sue indagini per mezzo della fisica; gli aiuti di Salviati
    sono però, secondo me, verosimili, essi infatti potrebbero realmente verificarsi nella
    realtà ma difficilmente particolari così minuziosi potrebbero servire ad indagini reali, potrebbero quasi essere dei testi un po’ più articolati da
    utilizzare nei problemi presenti nei libri di scuola.
    I racconti del libro sono comunque piacevoli, finché il commissario e il professore
    lavorano insieme il libro è scorrevole e ti invoglia ad andare avanti anche se nella
    maggior parte dei casi si riesce a capire da subito ed è scontato chi è il colpevole. La
    lettura è più noiosa e difficoltosa invece quando il professore è da solo e sono
    espresse la sue opinioni, i suoi pareri e le sue conoscenze; in queste parti del libro
    l’autore si identifica con il personaggio e vuole e si sforza di inserire nel libro i suoi
    saperi che per me non ha senso inserire perché se un lettore vuol sapere quelle cose le
    va a cercare in un’enciclopedia.
    Un’altra cosa che non mi è piaciuta del libro è che ha considerato i personaggi come
    dei “punti materiali” per rimanere in tema di fisica; questi infatti non sono descritti a
    livello fisico e i loro sentimenti o pensieri all’infuori della ‘sete di conoscenza’ non sono
    percepibili, il lettore non può identificarsi con i personaggi, non ha "feeling" con loro.
    Per concludere, potrei consigliare questo libro a persone che devono prendere spunto
    per una relazione scolastica ma non lo consiglierei come lettura passatempo anche se
    l’argomentazione stile giallo può sembrare interessante, io cercherei qualcosa di più
    avvincente e meno scontato.

  • Link al commento Sara Martedì, 24 Settembre 2013 18:20 inviato da Sara

    Questo libro è strutturato in diversi capitoli, ognuno dei quali presenta uno schema molto simile : un caso di omicidio, un’osservazione, un calcolo fisico e una digressione sul metodo di calcolo applicato e sul Fisico che ha trovato le formule.
    La struttura è semplice e il linguaggio comprensibile, quindi le lettura è facile, molto adatta ai giovani che non vogliono impegnarsi troppo nel capire quello che l’autore descrive.
    Dal punto di vista della trama ho trovato questo racconto molto elementare e scontato, i delitti che venivano presentati erano banali e si poteva capire sin dall’inizio il colpevole senza bisogno di usare formule e ragionamenti.
    Nonostante ciò ho apprezzato molto come l’autore ha saputo inventare delle situazioni gialle e introdurre dei ragionamenti fisici per cogliere l’assassino, non con delle prove scientifiche ma con delle formule che comunemente si imparano alle superiori. Questo ha reso divertente e scorrevole la lettura, incitandomi a ragionare e cercare di risolvere i casi usando le mie conoscenze, confrontandomi poi con il testo del libro.
    Le trame dei diversi capitoli comunque erano molto simili, secondo il mio parere l’autore avrebbe ottenuto risultati migliori formulando fatti più complessi o perlomeno diversi tra loro. Non c’è però da biasimarlo poiché il testo che ha prodotto è interessante e coinvolgente, ed è pure istruttivo.
    Infatti presenta delle digressioni dove vengono spiegati i ragionamenti e le formule della fisica introdotte, e narra pure alcuni particolari della mentalità e delle riflessioni dei grandi Fisici che hanno fatto la storia.
    Ho trovato un po’ noiose e stancanti queste ‘’pause’’, poiché invece di immedesimarmi di più nel racconto mi hanno distratta e hanno appesantito la lettura. D’altra parte grazie a queste informazioni ho potuto arricchire le mie conoscenze, scoprendo le menti dei più illustri studiosi.
    Concludendo ritengo che sia un libro carino e piacevole per chi adora la fisica e gli omicidi, adatto più per ragazzi che per adulti, vista la semplicità e la scorrevolezza.
    Anche se questo libro non ha suscitato in me molto piacere, lo rileggerei perché contiene notizie che sono veritiere e importanti.

  • Link al commento Matteo Domenica, 15 Settembre 2013 10:59 inviato da Matteo

    Fisica, delitti e digressioni è il titolo del racconto di Domenico Signorelli, che vede come protagonisti il professor Salviati e il commissario Borsari. Durante tutto lo svolgimento del racconto si vede il commissario risolvere casi intricati grazie all’aiuto del professore che, attraverso straordinarie intuizioni di tipo fisico, risale ai colpevoli dei crimini. L’acume di Salviati è confermato anche dalla frase con la quale l’autore, immedesimato nel personaggio, dà inizio al romanzo: “Che siano sempre la logica e la razionalità a guidare le nostre scelte e il nostro agire”. La metodicità nel ragionamento e il sangue freddo del professore anche di fronte a situazioni non esattamente comuni, unite al suo straordinario senso critico, lo rendono un personaggio molto interessante sotto il profilo psicologico. Profondamente antireligioso, sostiene che a tutto si possa dare una spiegazione lucida e razionale, senza la necessità di appellarsi ad un concetto divino e astratto. Amante del suo lavoro e perennemente desideroso di conoscenza scientifica, il professore coglie continuamente l’occasione di ampliare le sue conoscenze, al fine di applicarle concretamente nella risoluzione dei delitti avvenuti.
    L’autore introduce il racconto sostenendo che se si vorrà arrivare a qualche risultato concreto e positivo nella vita, ci si dovrà applicare al meglio delle proprie capacità, senza dimenticarsi che il lavoro e la fatica giocheranno un ruolo fondamentale. Questo è infatti il messaggio fondamentale che il libro vuole trasmettere, e che pur utilizzando un linguaggio semplice è intriso di un significato profondo.
    Le formule fisiche utilizzate da Salviati durante lo svolgimento delle indagini non devono comunque spaventare il lettore che, anche se non provvisto di una conoscenza basilare delle varie leggi fisiche, sarà guidato passo dopo passo dall'autore nelle diverse fasi.
    La lettura del libro è quindi consigliata ad un vasto pubblico, sia adolescente che adulto, in quanto lo stile è semplice, coinvolgente e vivace.
    Personalmente il comportamento del professore rispecchia in parte la mia personalità, e quindi mi ha permesso di immedesimarmi maggiormente nel racconto, che si è rivelato intrigante nelle parti investigative, ma purtroppo abbastanza noioso e ripetitivo nelle digressioni dei vari capitoli.

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