Onde di materia

LIBRI

Onde di materia

Autore
Leonardo Colletti
Codice ISBN
9788822069344

«Onde di materia» è stato pubblicato a settembre 2025 da Edizioni Dedalo, nella collana Scienza Facile. L’autore è Leonardo Colletti, docente presso il liceo classico “Carducci” e presso la Libera Università di Bolzano, che ha pubblicato «Quadri di un’esposizione. Le grandi idee della fisica attraverso 33 capolavori della pittura» nel 2011 e «Il testamento di Joseph Mariotti» nel 2022, entrambi con la casa editrice Lindau.

Laureato in fisica e in filosofia, Leonardo Colletti ha sicuramente la formazione più adeguata per parlare delle rivoluzioni della meccanica quantistica. Il suo obiettivo con questo libro è quello di mostrare come l’equazione di de Broglie abbia costituito un «cruciale punto di svolta» rispetto alla tradizione della fisica classica, e di dare un po’ di luce alla figura del suo autore, di cui è stato scritto poco. Leonardo Colletti è convinto che quella della meccanica quantistica «non sia solo una conoscenza altamente specialistica riservata agli esperti», ma che debba essere considerata «un patrimonio culturale da rendere accessibile a tutti».

Nelle prime pagine, la fisica di inizio Novecento viene rappresentata con un’immagine davvero efficace: un tempio greco, dove tre colonne sostengono le onde e le particelle, nettamente separate e categorie fondamentali in cui si poteva inserire ogni fenomeno naturale. Le tre colonne sono la localizzazione, l’oggettività e la causalità, e sono quelle che verranno abbattute dalla fisica quantistica. Infatti, con la fisica classica, gli oggetti occupavano un’unica posizione in un preciso istante di tempo, mentre ora gli esperimenti mostrano le particelle in più posti simultaneamente; la consapevolezza che le cose esistano anche quando non siamo lì a guardarle, l’oggettività, viene smantellata, perché un rivelatore di particelle posto tra due schermi può condizionare il comportamento dell’elettrone; infine, il principio di causalità, «fondamentale per reggere il sapere scientifico», viene meno nel momento in cui abbiamo a che fare con un determinismo probabilistico.

Einstein e Planck, rendendo discreta l’onda elettromagnetica che per la fisica classica variava con continuità, danno il primo colpo al tempio della fisica classica, mentre Louis de Broglie, con la sua tesi di dottorato, rende continua una quantità tradizionalmente discreta, descrivendo le particelle come onde. Questo studente di dottorato, che vincerà il premio Nobel solo cinque anni più tardi, viene sostenuto da Albert Einstein, che, interpellato dal relatore di tesi, Langevin, scriverà: «L’articolo di de Broglie mi ha profondamente impressionato. Ha sollevato un angolo del grande velo.»

I capitoli successivi descrivono in modo più dettagliato il percorso, partendo dalla genesi dell’idea fino ad arrivare all’osservazione dell’onda mediante la diffrazione. Per Colletti, questa scoperta è stata «un momento di vera scienza» alla maniera di Karl Popper, per il quale «la vera discriminante per la scientificità o meno di una proposizione è la possibilità di essere confutata». In quest’ottica, de Broglie stesso è una «figura paradigmatica di scienziato», che coniuga in sé stesso l’intuizione e lo studio assiduo, la libera creatività e l’analisi rigorosa, la perseveranza e l’onestà intellettuale.

Alla Conferenza di Solvay del 1927, gli scienziati si trovano divisi in due schieramenti: da un lato Heisenberg, Pauli, Dirac, Born e Bohr, consapevoli che «pensare agli elettroni in termini ondulatori rende tutto più semplice», e dall’altro de Broglie, Einstein e Schrödinger, che ritengono questa nuova spiegazione un efficace strumento matematico, ma nulla più. Per de Broglie e gli altri, questo è solo un passo nel cammino della conoscenza, mentre per la maggioranza dei fisici si è appena costruito un nuovo paradigma.

Leonardo Colletti ha la capacità di mostrare come il progresso scientifico non possa fare a meno del sostegno della filosofia. Al centro della narrazione resta la figura straordinaria di Louis de Broglie, che, insieme ad Einstein e Schrödinger, appartiene a quello che potremmo definire lo schieramento dei vinti, avendo scelto di non accettare la narrazione predominante. È evidente fin dall’inizio la passione di Leonardo Colletti, teso a mostrarci come la fisica, spesso «giudicata un sapere arido», sia in realtà «maestra nel concepire immagini concettuali potenti e universali» e fondamentale nella ricerca di senso dell’uomo. La «passione bruciante» che ha spinto de Broglie a rinunciare alla carriera diplomatica ha generato una svolta che mostra «un’insolita combinazione di semplicità e audacia» e Leonardo Colletti è stato capace di sottolinearne ogni dettaglio.

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