«Sotto il segno dell’atomo» è stato pubblicato a inizio 2026 dalla Casa Editrice Editoriale Scienza. Gli autori sono Sergio Badino e Sergio Rossi. Badino, sceneggiatore, scrittore e docente di tecniche di narrazione, è autore di numerosi libri e con il romanzo Mille papaveri rossi, edito da Piemme, ha vinto nel 2025 la XXIII edizione del Premio Letterario Nazionale Il gigante delle langhe. Rossi, laureato in fisica, è scrittore, editor, docente, autore di numerosi libri, tra i quali la graphic novel Nikola Tesla, con la quale ha vinto il Premio Giancarlo Dosi nel 2019 per la divulgazione scientifica, primo fumetto in Italia a ricevere un premio per la divulgazione.
Pubblicato nella collana “Racconti di scienza”, «Sotto il segno dell’atomo» è rivolto ai ragazzi delle medie: la voce di Bruno Pontecorvo, uno dei ragazzi di Via Panisperna, racconta la vita e le scoperte di Fermi nella prima parte della sua carriera scientifica. Arrivato a Roma all’indomani della laurea, Pontecorvo viene soprannominato “il cucciolo” in quanto elemento più giovane e inesperto del gruppo, ma il suo racconto comincia quando aveva solo nove anni: aveva sentito raccontare dal fratello maggiore Guido le gesta e gli scherzi di Enrico Fermi ed era impaziente di conoscerlo. Invitato a cena insieme a Franco Rasetti, Enrico Fermi non aveva, però, fatto un’impressione positiva ai genitori di Bruno e anche lui era rimasto deluso: d’altra parte, dopo i racconti del fratello, le sue aspettative erano molto alte.
Eppure, la presenza di Enrico rimane, ferma, come una guida nelle scelte di vita di Bruno, fino a quando, nove anni dopo il primo incontro, si ritrova a Roma per entrare a far parte del gruppo di via Panisperna. «All’epoca del nostro primo incontro ero solo un bambino, mentre adesso si sarebbe trovato davanti un diciottenne di belle speranze, intenzionato a passare il vaglio di due tra le più vivaci menti d’Italia.» Nelle pagine successive, assistiamo alla maturazione dello stesso Bruno Pontecorvo, non solo come scienziato ma anche come uomo: inizialmente distante dai temi politici, pian piano si rende conto di cosa comporti il fascismo in Italia, specie per una persona di origini ebraiche come lui, all’indomani della promulgazione delle leggi razziali.
Il racconto si concentra sugli anni d’oro del gruppo di via Panisperna, ricordando gli scherzi, i soprannomi, ma soprattutto l’entusiasmo delle prime scoperte in ambito atomico, mentre le ricerche in Europa si susseguono, a volte si contraddicono e spesso si sovrappongono. Le carriere scientifiche dei singoli personaggi vengono raccontate con chiarezza, addentrandosi, quanto basta per capire il contesto, anche nel significato delle ricerche svolte all’epoca. La morte di Corbino, direttore del dipartimento di fisica, rompe un equilibrio di per sé precario e il premio Nobel di Enrico Fermi segna la fine del gruppo di via Panisperna: nelle ultime pagine sono raccontate le diverse strade del gruppo di fisici, quasi frettolosamente, un po’ come sono avvenuti i saluti.
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