«Ti spiego il dato» è stato pubblicato nel 2021 dalla casa editrice Quinto Quarto. L’autrice è Donata Columbro, giornalista per diverse testate, tra cui «Internazionale» e «La stampa», specializzata nella divulgazione della cultura dei dati, cofondatrice della scuola di Dataninja, docente presso l’Università IULM di Milano e l’Università della Svizzera Italiana a Lugano. «Ti spiego il dato» è il suo primo libro, seguito da «Dentro l’algoritmo» nel 2022, «Quando i dati discriminano» nel 2024 e «Perché contare i femminicidi è un atto politico» del 2025.
Per questo testo, Donata Columbro si è avvalsa delle illustrazioni di Agnese Pagliarini, che ha contribuito a veicolare il messaggio di un testo leggero, ma non banale. I contenuti sono densi di informazioni e ricchi di possibilità di approfondimento: non sono riuscita a leggere un paragrafo nella sua interezza, senza effettuare una ricerca online, per ritrovare le fonti o gli autori citati. Nell’introduzione, Donata Columbro ci ricorda che la matematica da sola non basta e ci svela l’obiettivo del libro: aiutare il lettore a «conoscere e parlare la lingua dei dati». E in effetti ogni capitolo riprende il titolo del libro: «Ti spiego perché i dati sono intorno a te», «Ti spiego come leggere una notizia/un grafico/una mappa», «Ti spiego come proteggere i tuoi dati». D’altra parte, non solo i dati sono ovunque attorno a noi, ma ne produciamo in continuazione, consapevolmente o meno. Stefanie Posavec e Giorgia Lupi sono riuscite a farne un’arte, visto che le loro 104 cartoline, frutto di un anno di conteggi e rappresentazioni, sono state acquisite dal Museo di Arte Moderna di New York: umanizzando i dati delle singole persone hanno rivelato «aspetti di una società forse più di quanto riescano a fare sondaggi elaborati».
Nell’apertura del secondo capitolo, Donata Columbro ci ricorda che i dati non sono neutri, evidenziando come gli stereotipi e il bias di conferma possano compromettere la nostra percezione della realtà. Non può, quindi, mancare il riferimento a Hans Rosling, medico e statistico svedese, celebre per la sua lotta contro l’istinto della negatività, condotta grazie alla divulgazione e al sito Gapminder, ora portato avanti dai figli. Il capitolo, ricco di concetti statistici, ci ricorda che la presenza di numeri non rende necessariamente vera una notizia, e saper distinguere tra loro le varie medie o saper riconoscere l’autorevolezza delle fonti aiuta ad avere maggiore consapevolezza, dato che «la costruzione di un dataset, ovvero un insieme di dati per analizzare una situazione o un fenomeno, si basa sulla storia e sulle esperienze di chi lo compila, sulle sue idee.»
Il terzo capitolo è dedicato alla visualizzazione dei dati, e Donata Columbro ci sorprende con esempi originali e, almeno per quanto mi riguarda, poco noti, come le capsule di Hornäcker del progetto El Dorado, il podcast Loud numbers di Quick e Geere, i grafi di Amy e Zander, e il lavoro della data journalist Mona Chalabi, che disegna a mano i suoi grafici, per smorzarne il rigore e per avvicinare le persone ai numeri. I grafici sono poi classificati in base alle loro caratteristiche, mentre con il «boxino pratico» al termine del capitolo, ci vengono offerti degli esercizi per mettere in pratica quanto appena appreso.
Il quarto capitolo è dedicato alle mappe, che vengono catalogate in base alle caratteristiche grafiche e a ciò che vogliono comunicare, ricordando che la mappa «riflette scelte, pregiudizi e obiettivi della persona che l’ha creata».
L’ultimo capitolo è dedicato alla protezione dei dati: si parla di impronta e di ombra digitale, si ricorda il volume di dati generato online e l’interesse commerciale e politico che può suscitare, e, dopo averli classificati, Donata Columbro offre alcuni suggerimenti per proteggere la propria ombra e ridurre la propria impronta. D’altra parte, «non bisogna essere tutti data scientist, ma a tutti serve la scienza dei dati».
Il testo si chiude con un glossario che può aiutarci a navigare la lettura con più sicurezza o regalarci, alla fine, un riassunto di ciò che abbiamo letto, per rimettere ordine nella nostra riconquistata consapevolezza. La dettagliata bibliografia e sitografia suddivisa per capitoli è invece preceduta da una lista di persone e progetti da seguire su Instagram, luogo di nascita di questo progetto che, prima di essere un libro, è stato un ashtag.
«Ti spiego il dato» è come una bussola e permette a chiunque di orientarsi in questa realtà fatta di dati, regalando alcuni punti fermi attraverso i quali costruire il proprio percorso. La lettura può essere utile a chiunque, ma lo ritengo particolarmente efficace per un utilizzo in classe, grazie agli strumenti che offre e alle numerose curiosità presenti. Ho conosciuto questo libro grazie a un articolo del Post, mentre ero alla ricerca di fonti per fare un’attività sui grafici nelle ore di educazione civica: cercavo un testo per orientarmi, per stendere una bibliografia e cominciare a studiare il problema, per presentarlo in modo coinvolgente. Questo libro è andato ben oltre le mie aspettative, offrendomi un’opportunità di approfondimento personale e diventando una fonte di ispirazione.
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