Venerdì, 25 Maggio 2018 22:30

123 - 25 Maggio 2018

Vota questo articolo
(0 Voti)

Perché insegniamo matematica? Paul Ernest, professore emerito di filosofia della didattica della matematica alla University of Exeter, propone tre motivazioni principali, ma pare che le attuali riforme pongano l’accento soprattutto sull’utilità/necessità della matematica, per la carriera lavorativa ma anche per la difesa nazionale o per gestire l’economia. In un documento del 2000, «il NCTM (National Council of Teachers of Mathematics) afferma in modo netto che gli studenti hanno bisogno di apprendere la Matematica, e per estensione noi di insegnarla, per motivi che vanno oltre, ma comprendono, “la Matematica necessaria”.» La matematica può servire per la vita, perché conoscerla può «dare soddisfazione personale e un senso di sicurezza», la matematica è parte del patrimonio culturale, serve per il lavoro e per la comunità scientifica e tecnologica. Indipendentemente dalle riflessioni riportate nell’articolo, io ho scelto di insegnare matematica, perché la matematica mi ha sempre rilassato: per me svolgere i temi esame della maturità quando frequentavo la quinta liceo scientifico era rilassante come fare le parole crociate. La scoperta dell’ulteriore bellezza e profondità della matematica è arrivata dopo, non all’università – dove la matematica è stata essenzialmente fatica – ma con l’insegnamento e approfondendo la bellissima cultura che la matematica porta con sé. Da vent’anni a questa parte, per me la matematica è una scoperta continua, un passatempo piacevole e una sfida, sia insegnarla che capirla! «Se insegniamo matematica in modo che gli studenti si sentano più forti grazie ad essa, la preparazione per l’università e le successive carriere si sistemerà in gran parte da sola. […] Siamo responsabili nel fornire maggiore fiducia in se stessi ai nostri studenti in modo che possano migliorare non solo le loro vite, ma anche perché possano capire meglio ed essere critici rispetto al mondo che li circonda.»

Mi capita a volte di interrogare studenti così presi dal panico da non riuscire a rispondere nemmeno alle richieste più elementari, anche se normalmente in classe dimostrano una buona dose di intuito matematico. Mi capita anche di sentirmi dire dalle mamme che io creo ansia nei loro figli. Sarà forse per questo motivo che il tema dell’ansia legata alla matematica mi interessa tanto? Sarà per questo motivo che ho dedicato il mio primo anno di ruolo proprio all’indagine di questa ansia? Credo di aver già condiviso il link a questo video che Orly Rubinsten ha realizzato per TED-Ed e che è stato pubblicato su YouTube il 27 marzo del 2017, ma sono convinta che valga la pena risentire alcune cose: la matematica è così speciale che esiste un’ansia da matematica e, al contrario di quanto pensano i miei studenti, non sono gli unici a soffrirne. Persino Laurent Schwartz, matematico così abile da meritarsi la Medaglia Fields, ne soffriva. Quali sono i sintomi? Se davanti a un test di matematica sentite il vostro cuore accelerare i battiti, le mani vi sudano e le farfalle volteggiano nel vostro stomaco, ma non siete innamorati, se la concentrazione diventa difficile… fate parte del 20% della popolazione che soffre di ansia da matematica. Dovete solo ricordare che soffrire di ansia non significa non essere bravi, anche se l’ansia agisce sulla memoria di lavoro e, per questo motivo, limita la capacità di svolgere il test. Al di là delle varie tecniche di rilassamento che si possono applicare, di questa o quella scuola di pensiero, forse è importante ricordare che le nostre abilità matematiche crescono con noi: dobbiamo imparare a pensare a noi stessi come a persone che possono crescere e migliorare, perché solo in questo modo potremo davvero crescere e migliorare.

Quando si parla di amore per la matematica, si trovano più seguaci di quanto si possa pensare: la risposta di Laken Brooks all’ansia da matematica, costruita attraverso la poesia, oppure il ruolo di Patrick Devlin, assistente a Yale, che ritiene che chiunque possa apprezzare la bellezza della matematica. Nella sua chiacchierata sulla matematica, Patrick Devlin si definisce un eterno bambino che si diverte a scarabocchiare durante le lezioni di matematica e che ama guardare i video di Vi Hart. Confesso che nel leggere il nome di questa artista, un campanellino ha suonato nella mia mente, ricordandomi che l’avevo citata durante una conferenza a scuola anni fa: Vi Hart si definisce una “recreational mathemusician” ed è famosa per i suoi video su YouTube. È così abile che nel 2018 ha vinto il premio per la comunicazione della Joint Policy Board for Mathematics, per l’intrattenimento, ma anche per aver ispirato un pensiero matematico con i suoi video su YouTube, che spiegano concetti matematici attraverso scarabocchi. E sono scarabocchi davvero belli. Ho cercato qualcosa che avesse a che fare con i frattali* ed i cinque minuti del video sono volati in un attimo, mentre i colori regalati alle frazioni mi hanno aiutato a entrare ancora di più in questo splendido universo frattale costruito con i numeri. E che dire di questo gioco che coinvolge anche il triangolo di Sierpinski? Da un triangolo di Sierpinski al Trianglethon della Fractal Foundation il passo è breve: per rendere più popolari i nostri laboratori, abbiamo deciso di copiare l’idea della Fractal Foundation e di far realizzare tanti piccoli triangoli agli alunni delle scuole a noi vicine. L’obiettivo è di arrivare a realizzare il nostro piccolo/grande triangolo di Sierpinski e, in un secondo momento, di inviare i nostri triangoli alla Fractal Foundation, anche solo per ringraziarli della splendida idea… a cui ci siamo ispirati! Hanno già cominciato ad arrivare i primi triangoli e se qualcuno di voi volesse partecipare, non deve far altro che chiederci il disegno da cui partire e ve lo invieremo in formato pdf.

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

 

*Perché proprio i frattali? Perché quest’anno parteciperemo al Festival di BergamoScienza con alcuni laboratori sui frattali. Noi ci stiamo divertendo a vedere cosa si stanno inventando i nostri appassionati animatori e speriamo che anche per voi potrà essere divertente partecipare.

Letto 263 volte Ultima modifica il Venerdì, 25 Maggio 2018 22:30

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.