Domenica, 22 Luglio 2018 08:56

125 - 6 Luglio 2018

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Il 21 giugno scorso si è svolta la seconda prova scritta dell’Esame di Stato e non sono certo mancati i commenti in rete. Direi di procedere in ordine di tempo: comincerei con il commento sul Fatto Quotidiano di Massimo Ferri, docente di geometria all’Università di Bologna, che ha definito la prova di matematica allo scientifico come la «solita spacconata del Miur». La sua affermazione, come spiega poi nei commenti, è frutto dei risultati che (non) raccoglie alla facoltà di ingegneria: «Se si rincorrono cose “difficili” è più probabile che non si sappiano le cose “facili”, molto semplice. Poi però sono io, all'università, a dover verificare. Ripeto ancora una volta: a che serve che sappiano trovare quella sfera tangente se poi non sanno riconoscere x^2+y^2=1 nello spazio? Non sarebbe meglio verificare questo e i polinomi e le disequazioni al liceo??». Per capire meglio il suo punto di vista, invita i commentatori a leggere i risultati delle prove di ingresso della facoltà di ingegneria del 2008/2009/2010. Al secondo posto, il commento, interessante come sempre, del prof. Luigi Tomasi, che fornisce delle soluzioni anche molto dettagliate. Anche per lui, come per Ferri, «si dovrebbero fare richieste più semplici e fondamentali; anche quest’anno, invece, si è forse esagerato. Che sia arrivato il momento di rivedere la struttura e le modalità di valutazione della prova?». Tomasi sottolinea che dovrebbero esserci vari livelli di difficoltà, in modo da poter valutare tutti i livelli di preparazione presenti tra gli studenti. È meritevole di lettura anche il terzo commento, quello di Francesco Daddi per MaddMaths: estremamente particolareggiato, visto che analizza i quesiti uno per uno e molto accurato, visto che fa un confronto continuo con le Indicazioni Nazionali. Tra le varie voci, ho voluto far sentire anche la mia, perché ho provato a risolvere i problemi e i quesiti mentre li svolgevano anche i ragazzi e perché, a dirla tutta, non ho ancora capito come andasse tracciata la diagonale sulle piastrelle: ho trovato varie soluzioni in rete, ma la cosa simpatica è che, in ogni caso, siamo arrivati tutti alla stessa soluzione, che corrisponde a mille piastrelle rovinate! In ogni caso, durante la correzione di 50 seconde prove, ho potuto toccare con mano che la prova era fattibile, a patto che si fosse concluso il programma di matematica. In una situazione diversa, infatti, le possibilità di scelta nei quesiti si riducevano e non era, quindi, garantita la possibilità di svolgerli adeguatamente. Non bisogna, inoltre, dimenticare che, con la struttura attuale dell’esame, c’è la possibilità di utilizzare le calcolatrici grafiche: Dany Maknouz, per Zanichelli, ci aiuta a fare chiarezza…

Proprio in considerazione delle vacanze e del fatto che c’è più tempo per leggere, non possono mancare i consigli di lettura. Comincio con «Radioattività in famiglia», un libro della collana “Donne nella scienza” di Editoriale Scienza, scritto da Simona Cerrato e illustrato da Grazia Nidasio. Marie e Irène Curie sono le protagoniste di questo racconto ed il libro è dedicato ai ragazzi delle medie. Per chi vuole un livello più alto, può dedicare un po’ di tempo (non molto visto che si tratta solo di una sessantina di pagine) all’Autobiografia di Marie Curie. L’edizione originale delle Autobiographical Notes risale al 1923, quando l’editore Macmillan le pubblica come appendice alla biografia di Pierre Curie. Marie Curie accetta di scrivere una propria autobiografia, nonostante la sua riservatezza, per poter raccogliere fondi per sostenere le sue ricerche. La lettura è interessante e alla portata di tutti ed è un modo per entrare veramente in contatto con questa donna straordinaria e con la sua idea di scienza. Per continuare ad approfondire c’è l’articolo per TED-Ed di Shohini Ghose, fisica teorica, appassionata di difesa dell’uguaglianza di genere nelle scienze. Nel post sono riportati cinque fatti preferiti riguardo al contributo delle donne alla fisica: è una donna, Marie Curie, l’unica persona ad aver vinto due Premi Nobel in due differenti discipline scientifiche e c’è una sola altra donna ad aver vinto un Nobel in fisica, Maria Goeppert Mayer. Uno dei Nobel è stato scippato a una donna, Lise Meitner, erroneamente definita “madre della bomba atomica”. È una donna, la matematica Emmy Noether, colei che è riuscita a farsi ammirare anche da Einstein ed infine la prima donna ad avere una cattedra ad Harvard, Cecilia Payne-Gaposchkin, fu anche la prima a stabilire che il Sole e le altre stelle erano composte da idrogeno. La questione delle donne, come è capitato di scrivere più volte, è sempre presente, soprattutto in ambito scientifico ed è per questo motivo che, «durante un incontro alla Sissa di Trieste, ricercatrici di fama internazionale hanno presentato i punti di un documento internazionale per rafforzare il ruolo delle donne nella scienza». Tra i vari punti, la necessità di «aumentare la consapevolezza dei pregiudizi inconsci che influenzano i processi decisionali e individuare possibili strategie per contrastarli». Nel mio piccolo, mi piace ricordare donne straordinarie che hanno lasciato il segno nella storia della scienza, come Amalia Ercoli Finzi, prima donna italiana a conseguire una laurea in ingegneria aeronautica, nel 1961, ricordata come madre della missione Rosetta. Ci racconta che, come direttrice di dipartimento, non è stato facile, perché i colleghi maschi l’hanno ostacolata parecchio. Ci regala la regola dei tre metalli: «Una salute di ferro, nervi d’acciaio perché siamo sempre sotto osservazione e un marito d’oro, quello che ti dà coraggio. Con questi tre metalli si arriva fino in fondo!»

Restando in tema di libri: qual è il legame tra libri e matematica? (Ovviamente escludendo il caso dei libri che parlano di matematica…). La matematica può essere utile per riordinare i libri, come spiega questa lezione di John Chand, realizzata per TED-Ed: l’ipotesi di partenza è che lavori nella biblioteca del college e all’improvviso vengono consegnati 1280 libri. I libri sono disposti lungo una linea retta, ma non sono in ordine alfabetico: come puoi sistemarli nel più breve tempo possibile?

Leggendo questo breve aneddoto che ha per protagonista Henri Poincaré, scopriamo che la matematica è estremamente utile anche per non farsi frodare e val la pena ricordare questo articolo di più di un anno fa di Butac: la matematica può aiutarci a capire l’utilità dei vaccini, perché «La matematica non è un’opinione…». Non solo: i numeri «non sono empatici, non sono corruttibili», sono «asettici, privi di qualsiasi sentimento e talvolta un po’ cinici e crudeli», per questo possiamo fidarci, perché ciò che ci dicono corrisponde a verità.

Ma la matematica è anche musica, come dimostra il video di David Macdonald, che ha composto una melodia basata sulla sequenza di Fibonacci, assegnando a ogni cifra una nota della scala in mi minore. Davvero ben fatta!

Concludo con un paio di piccole curiosità: la prima non verificabile a casa, certo, ma non è un problema perché quelli di IFLScience hanno realizzato un simpatico video. La domanda a cui tentano di rispondere è: è possibile assorbire il mercurio con una spugna? Sempre quelli di IFLScience riportano uno studio realizzato su 300 persone per vincere a “Carta, sasso, forbice”: magari vi può interessare…

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

Letto 47 volte Ultima modifica il Domenica, 22 Luglio 2018 08:58

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