Venerdì, 30 Novembre 2018 22:14

132 - 30 Novembre 2018

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Enrico Vaime è un autore televisivo e radiofonico, che personalmente non avevo mai sentito nominare prima di sabato 24 novembre, quando, durante la trasmissione Black Out su Rai Radio 2 ha deciso di dedicare il proprio editoriale alla matematica: ha descritto la matematica e la fisica come «sfide mnemoniche dalle quali si doveva uscire illesi se possibile» e ha proseguito dicendo che i numeri non gli hanno mai suggerito niente, «rappresentavano un dovere per obbedire al quale si doveva rinunciare alla fantasia», visto che «le scienze esatte erano nemiche della nostra possibile inventiva». La conclusione: «Certe notti sognavo delle grandi lavagne piene di cifre ed io con uno straccio cancellavo ogni traccia che avesse a che fare con i numeri e con l’aritmetica.» Insomma, la chiave è proprio questa lontananza dalla creatività, subito smentita da Sandra Lucente, che sul sito di MaddMaths! applica una “trasformazione” creativa al testo: «Certe notti sogno delle grandi lavagne piene di cifre ed io con uno straccio cancello ogni traccia che ha a che fare con i numeri e con l’aritmetica per lasciare, nell’aria satura di gesso, la bellezza delle idee che su quella lavagna erano scritte.» Pietro Di Martino parla alla testa invece che al cuore e pone l’accento sul fallimento educativo che viene mostrato dall’editoriale di Vaime: «Vaime sembra non rendersi conto che non sta parlando della matematica, ma di come è stata insegnata a lui, o meglio, della percezione che lui ha di come gli è stata insegnata.» È importante riconoscere che la matematica fa parte della formazione culturale dell’individuo: non ci domanderemmo mai l’utilità di leggere un libro o di partecipare a un concerto, mentre continuiamo a porci quesiti simili per la matematica. Forse è vero che non dovremmo rispondere sottolineando l’utilità della matematica, come a giustificarne la necessità, ma è anche vero che a volte ci si illude che, mostrandone l’utilità, i nostri alunni possano riconoscere un fine al proprio studio e, di conseguenza, affrontarlo con una maggiore motivazione.

Personalmente, non mi stancherò mai di stupirmi di fronte alla matematica che incontriamo, inaspettatamente, nella quotidianità, spesso nascosta sotto mentite spoglie, come ci dimostra questa animazione TED-Ed realizzata da Fumiko Futamura, intitolata La matematica delle illusioni del marciapiede. Si parla di arte prospettica e di rappresentazioni di immagini 3D su superfici bidimensionali, si parla nello specifico della tecnica dell’anamorfosi, ma al di là dei paroloni, con la consueta didattica di TED, si mostra la matematica semplificandola con un cartone animato. (È possibile vedere il filmato con i sottotitoli in italiano).

Anche l’Ansa, il 23 novembre scorso, ha nominato la matematica, ricordando il ruolo di Fibonacci con un titolo altisonante: È il Fibonacci day, la matematica moderna cominciò con lui. La celebre serie di Fibonacci, 1, 1, 2, 3, 5, 8, … nella quale ogni numero è la somma dei due che lo precedono, mostra nelle prime quattro cifre proprio la data, sempre scritta secondo la notazione anglosassone, del 23 novembre. Da notare che, come sempre, gli organi di informazione non prettamente scientifici riportano la serie con uno zero iniziale, che in realtà non ci dovrebbe essere.

Se la nuova maturità avesse continuato a contenere la discussione della tesina nella parte orale, sarebbe stato interessante esplorare l’opera di Dante, Gaudì e Dalì alla luce della matematica, proprio come ha fatto Maria Mannone nel suo articolo per Mathisintheair. I versi della Divina Commedia vengono riletti alla luce della n-geometria, come hanno fatto i due fisici Peterson e Patapievici: «Al tempo di Dante la n-geometria non era nota, ma nel Novecento tanti nuovi concetti scientifici, e matematici in particolare, hanno stimolato la fantasia degli artisti, anche di quanti sceglievano di dedicarsi a temi classici dell’arte occidentale, come la Crocifissione», basti ricordare il Corpus Hypercubus di Salvador Dalì. La carrellata si conclude con la splendida Sagrada Familia di Barcellona, progettata da Antoni Gaudì, che «ha incluso prepotentemente la matematica e anche la natura, nella sua opera di carattere religioso».

In realtà, la nuova maturità porterà con sé alcune novità, anche se non sappiamo ancora quale ne sarà l’entità: possiamo cominciare ad avere dei sospetti per la maturità scientifica, visto che sul sito del ministero si dice che «la prova potrebbe riguardare matematica e fisica». I quadri di riferimento sono finalmente disponibili, perciò è possibile cominciare a farsi un’idea, ma solo a gennaio avremo modo di sapere se le previsioni saranno corrette. In ogni caso, il fatto che nei quadri sia inclusa una griglia integrata, “da utilizzare nel caso in cui la prova coinvolga più discipline”, lascia poco spazio alla speranza.

Dal 13 al 16 novembre si è tenuta a Versailles la ventiseiesima Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure, per ratificare ufficialmente la ridefinizione di chilogrammo, ampere, kelvin e mole, mentre sono state riviste quelle di secondo e candela. L’unico che si è salvato è stato il metro, solo perché era stato cambiato nel 1983. «L’obiettivo della ridefinizione delle quattro unità fondamentali è di renderle indipendenti da costanti fisiche universali e riproducibili in ogni luogo e in ogni momento e non più da specifici materiali, in modo da evitare gli arrotondamenti dovuti all’alterazione nel tempo degli stessi.» Va quindi in pensione il cilindro di platino iridio che rappresentava il chilogrammo e che, nel tempo, nonostante tutte le precauzioni, ha perso 100 microgrammi. Interessante il filmato proposto nell’articolo, che preannuncia proprio la ridefinizione delle costanti e sottolinea l’importanza delle misurazioni nella nostra vita.

La vicepresidentessa eletta della European Mathematical Society (assumerà pienamente l’incarico a gennaio 2019), Betul Tanbay, docente all’Università del Bosforo di Istanbul, è stata arrestata venerdì 16 novembre, con l’accusa di essere implicata in attività criminali che mirano a rovesciare il governo turco. Piermarco Cannarsa, presidente dell’Unione Matematica Italiana (Umi) la descrive come «una collega stimata, che si è investita durante tutta la sua carriera in attività culturali, gestionali e di coscienza civile sia in Turchia che all’estero, guadagnandosi il rispetto dei colleghi.» Anche se è stata rilasciata il giorno dopo, permangono le accuse, che sono piuttosto gravi. «Una donna del genere, nell’odierna Turchia guidata da Recep Tayyip Erdogan, […] può forse risultare minacciosa per un politico che quattro anni fa dichiarava che le donne non sono uguali agli uomini, perché la loro natura è differente, in quanto il loro ruolo chiave nella società è quello materno.».

Visto che Natale si avvicina, avrei voluto, nel mio piccolo, partecipare all’iniziativa #scienzasottolalbero, ma tra un quadrimestre in chiusura e alcune attività extra a scuola, il mio tempo per la lettura si è ridotto e non ho recensioni da offrire. Ho trovato però questa intervista a Carlo Rovelli, scienziato e fisico di fama internazionale, che parla del suo ultimo libro Ci sono luoghi al mondo dove più che le regole è importante la gentilezza: credo potrebbe essere un’ottima idea per un regalo o per una lettura natalizia, trattandosi di una raccolta di articoli. L’autore ci racconta il senso del titolo e ci racconta anche un po’ di sé, a partire dall'esperienza che gli ha aperto la mente alla curiosità e alla ricerca.

Mi rivolgo, in chiusura, ai docenti della primaria o della secondaria di primo grado: il sito MaddMaths! si fa portavoce di una ricerca in corso, svolta da Silvia Sbaragli del Dipartimento formazione e apprendimento della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana a Locarno. Si tratta di compilare un questionario sul linguaggio dei libri di testo di matematica e non richiede più di 15 minuti.

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

Letto 155 volte Ultima modifica il Venerdì, 30 Novembre 2018 22:19
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