Venerdì, 04 Ottobre 2019 16:58

146 - 4 Ottobre 2019

Vota questo articolo
(0 Voti)

L’8 maggio 2019 si è svolta la finale del FameLab e Veronica Grieco, laureata in matematica e animatrice del Festival della Scienza di Genova, si è aggiudicata la vittoria. Il filmato, poco più di 3 minuti, è davvero interessante. «Il bello della matematica è che descrive la realtà», anche quando nella realtà certe cose non si possono fare. Grazie al potere dell’immaginazione, Veronica ci guida in un viaggio verso la Luna, usando solo un foglio di carta, lo strumento del matematico. Già nella selezione per la finale, il 5 marzo, Veronica aveva fatto faville: aveva usato un campo di pomodori per descrivere l’ipotesi di Riemann e l’esempio si è rivelato davvero efficace. L’ipotesi di Riemann non è stata ancora dimostrata (altrimenti sarebbe un teorema), ma «in matematica, l’arte di porre domande è più preziosa di quella di risolvere i problemi», come ha scritto Cantor nella sua tesi di laurea nel 1867.

Tra i vincitori del FameLab Italia delle scorse edizioni (per la precisione quella del 2015), non si può dimenticare l’ormai famoso Luca Perri, astrofisico e divulgatore. Il Corriere della Sera gli ha dedicato un articolo, visto il suo impegno nel raccontare la fisica di Interstellar. Nell’intervista proposta (che si può leggere o ascoltare), Luca parla di divulgazione scientifica ma anche di bufale. A proposito di divulgazione, non posso non condividere con voi la bellissima chiacchierata tra BarbascuraX e Massimo Polidoro (presidente del Cicap), che si sono incontrati in occasione del Cicap Fest: entrambi sono noti per il loro impegno nella divulgazione scientifica e nello smascherare bufale. Interessante è il racconto della nascita del Cicap e dell’incontro di Polidoro con Piero Angela, oppure la spiegazione di alcuni eventi apparentemente paranormali. Imperdibile, inoltre, il riferimento alla sindrome dell’impostore e, in generale, a tutta la riflessione che viene fatta sulla conoscenza.

La scuola è iniziata da pochi giorni e penso proprio ai miei alunni di prima liceo quando leggo, tra i Problemi per matematici in erba, Il fregio di Halloween: la strategia di soluzione ha come obiettivo quello di evitare la “forza bruta”, ovvero la ripetizione del fregio fino al 5428° disegno, ma è alla portata di chiunque conosca le quattro operazioni. Sia mai che decida di proporlo anche ai miei ragazzi… Inevitabile pensare anche ai ragazzi che ora stanno cominciando un nuovo percorso, dopo cinque anni di liceo. Nessuno di loro (ahimè) ha scelto matematica, ma ce ne sono un paio a fisica e un bel gruppo si è distribuito tra i vari indirizzi di ingegneria. Ho pensato a loro quando Davide Murari, studente di matematica e autore del blog MathOne, mi ha proposto l’ascolto del suo ultimo podcast, 8 consigli per iniziare al meglio l’università di matematica. Pubblicati ai primi di settembre, i consigli sono applicabili – per la maggior parte – a qualsiasi percorso universitario e sono nati dall’esperienza di Davide che, probabilmente, quattro anni fa avrebbe avuto un percorso più semplice se qualcuno glieli avesse suggeriti. Tra i consigli, ho ritrovato alcune cose che, abitualmente, dico ai miei alunni, ma non voglio anticiparvi nulla: vale davvero la pena che spendiate una ventina di minuti per ascoltare Davide. Aggiungo solo una cosa sul primo consiglio, che mi ha ricordato un po’ un post sul blog del celebre prof. Guido Saraceni di più di tre anni fa: una giornata cominciata come tante e finita con due importanti riflessioni, quella degli errori crescenti e quella dei costi irrecuperabili.

Da quattro anni a questa parte, inizio della scuola significa anche Festival di BergamoScienza, visto che la mia scuola partecipa proponendo dei laboratori (ecco il motivo del ritardo di questa newsletter). Argomento di quest’anno sono i poliedri e, impegnati nel realizzare un’attività con le bolle di sapone, mi pareva di ricordare una costruzione realizzata come se fosse una bolla. Niente paura, la cugina ingegnere è intervenuta subito in mio aiuto con un articolo scritto da lei più di dieci anni fa sul Water Cube, ovvero il National Swimming Centre di Pechino, «una forma quadrata in una rete di bolle piene». La realizzazione ha richiesto quattro anni e mezzo e, durante la XXIX Olimpiade, ha ospitato le varie gare di nuoto. «La disposizione delle bolle sembra totalmente accidentale, eppure tale casualità è solo apparente, in quanto alla base esiste un modello fisico-matematico rigoroso». Nel trattare i poliedri non si può non restare affascinati dai cinque poliedri regolari, ovvero tetraedro, cubo, ottaedro, dodecaedro e icosaedro. Sono noti anche come poliedri platonici e fu proprio Platone ad associarli all’aria (ottaedro), all’acqua (icosaedro), al fuoco (tetraedro) e alla terra (cubo). «Restava una quinta combinazione e il Demiurgo se ne giovò per decorare l’universo (dodecaedro)». I poliedri platonici hanno trovato una propria collocazione anche nell’arte, come dimostra l’“Ultima cena” di Salvador Dalì e “Monumento a Keplero” di Lucio Saffaro. Ma non fanno mancare la propria presenza anche nella chimica, dove rappresentano «particolari configurazioni nello spazio degli atomi di una specifica molecola».

Concludo in leggerezza con un aneddoto su Godfrey Harold Hardy, che usava la propria professione per troncare sul nascere ogni conversazione, e con alcune vignette di Math with Bad Drawings: un giovane timoroso che chiede l’aiuto di Captain Math e scopre che è una donna, evidentemente non il Captain Math che ci si aspetterebbe; un imprenditore che ha bisogno dell’aiuto di Captain Math per sapere quali tasse pagare, ma forse in tal caso bisognerebbe contattare un contabile; due professionisti che invocano l’aiuto di Captain Math per verificare la validità del proprio modello, ma non hanno dati da usare per la verifica... insomma, una serie di pregiudizi sulla matematica, di cui abbiamo già avuto modo di parlare (ma in forma di vignetta passano il messaggio ancora meglio!). Infine: vi siete mai chiesti (sicuramente no) quale onda produrrebbe la punta di una lancetta su un orologio esagonale, quadrato, triangolare o a forma di cuore? Potete vederlo con questa gif...

In chiusura, un suggerimento di lettura, utile per coloro che hanno a che fare con i DSA, ovvero con le persone Decisamente Super Affascinanti, come suggerisce Valentina Secchi, autrice di questo libro per Redooc (che già da tempo ha predisposto sulla piattaforma anche uno spazio per materiali specifici). Non è un saggio scientifico, né un poema: se vogliamo usare le parole di Giacomo Stella, fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia e autore dell’introduzione, “è un’ucronia, una fantastoria”, ricca di disegni e di originalità, come dimostra il simpatico indice.

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

 

PS: Questa volta non c’è l’immagine allegata, perché la trovate qui.

Letto 145 volte Ultima modifica il Venerdì, 04 Ottobre 2019 16:58

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.