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Newsletter (33)

Mettetevi comodi, perché la Newsletter di oggi è parecchio densa…

Cominciamo con qualche consiglio di lettura, visto che il protagonista di Remigio, il libro di Roberto Bonzi, è un ragazzino di seconda media, alle prese con le sue difficoltà in matematica, la prepotenza di alcuni bulli e l’assenza del padre. Una vita veramente difficile la sua, soprattutto se si considerano i numerosi trasferimenti, che gli impediscono di coltivare adeguatamente le sue amicizie. Ed è proprio grazie alle amicizie che riesce a trovare a Veluneto, con la coetanea Irene e il professore Serionghi, che può crescere, superare le proprie paure e imparare ad amare la matematica. L’autore del libro, Roberto Bonzi, vive a Nuvolento, in provincia di Brescia, dove lavora presso un ufficio stampa. L’hanno intervistato quelli di Redooc, che si sono occupati anche della pubblicazione del suo libro: dalle sue parole traspare tutta la sua passione per la matematica, anche se in realtà si occupa d’altro.

Qualcuno ha sentito parlare del Mese delle STEM? Innanzi tutto: qualcuno sa cosa significhi l’acronimo STEM? STEM sta per Science, Technology, Engineering e Mathematics e il Mese delle Stem è un’iniziativa del MIUR e del Dipartimento per le Pari Opportunità, che si svolge dall’8 marzo all’8 aprile. Siamo quindi agli sgoccioli e Redooc propone il primo Math Hackathon for Girls nazionale rivolto a tutte le studentesse delle Scuole Secondarie di secondo grado. “L’iniziativa ha l’obiettivo di far prendere consapevolezza delle proprie capacità e di combattere gli stereotipi di genere sulla scarsa attitudine delle donne nelle materie STEM”. Nell’ambito di questo concorso, Redooc propone “una serie di interviste per offrire alle studentesse esempi di leadership al femminile e del variegato rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano.” A partire dai primi di marzo, troviamo: l’intervista a Paola Schwizer, Professore Ordinario di Economia all’Università di Parma e non solo, visti i numerosi ruoli importanti che riveste. Parlando dei suoi anni al liceo racconta la sua adorazione per la matematica: “La ripassavo come passatempo, facendo esercizi al termine dello studio di materie umanistiche, come storia, letteratura, filosofia. La consideravo una forma di relax.”. Si prosegue con Sandra Mori, dal 2010 direttore affari legali europeo di The Coca-Cola Company, e con Francesca Fiore, con una ventennale esperienza nelle telecomunicazioni, che ci ricorda che “la velocità di ragionamento e calcolo a mente sono i veri assi nella manica”. Roberta Toniolo ha realizzato le sue ambizioni nel mondo dell’informatica, Diana Saraceni ha scelto ingegneria proprio perché le dicevano che era difficile e a lei piacciono le sfide, Paola Borracchini ci ricorda che “I giovani devono imparare a guardare dentro di sé e capire quali sono i propri veri desideri, quelli che intendono realizzare e poi impegnarsi, impegnarsi ed impegnarsi”. Ilaria Capua incoraggia chiunque abbia qualche difficoltà in matematica: “Se la scienza è la vostra passione e la matematica è la vostra preoccupazione, non vi preoccupate: si risolve. Qualcuno che conosce bene la matematica lo trovi.” Una delle interviste più interessanti è quella immaginaria a Maria Montessori, nota per i suoi metodi educativi, che riconosce che il più grande successo per un insegnante è poter dire: “i bambini stanno lavorando come se non esistessi”. Mila Spicola richiama una frase di Eleanor Roosevelt: “Grandi menti parlano di idee, menti mediocri parlano di fatti, menti piccole parlano di persone”. Giovanna Paladino non fa sconti e invita i giovani a “individuare i propri talenti, seguirli con passione e avere un obiettivo chiaro”. Dina Ravera è l’unica donna a ricoprire una posizione di così grande prestigio nell’ambito delle telecomunicazioni, eppure “Nei miei programmi ed in quelli dei miei genitori non era prevista l’Università”: incredibile l’impatto che l’incontro con Marisa Bellisario, prima donna manager italiana, ha avuto sulla sua vita! Valeria Carbone cita Einstein: “La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario”, mentre Paola Elefante cita il detto: “Where there’s a will, there’s a way” e Maria Paola Toschi, parlando di matematica: “Non ero un genio, ho faticato molto. Ma forse il rigore della matematica mi ha dato molte certezze.” Karen Nahum è Digital Director di Scuola e Libri per la DeAgostini, Letizia Vaioli definisce la facoltà di matematica la “facoltà dei sognatori”, perché “I matematici, nonostante quello che si possa pensare, hanno spesso la testa lontana dal corpo”. Tra le intervistate, non poteva mancare Ipazia d’Alessandria: la prima matematica donna di cui si abbia notizia! Si conclude con Anna Paola Ionna, che ha un “approccio matematico nell’affrontare le situazioni”, Barbara Cominelli, una delle 50 donne più influenti nel settore tecnologico in Europa, che invita i giovani ad essere “resilienti e pronti ad affrontare un percorso che avrà anche ostacoli e fallimenti: si tratta di una maratona, non di uno sprint.” e Barbara Ravera che ci regala una perla di saggezza: “Nel lavoro, non si affrontano gli imprevisti come problemi che ostacolano, ma come soluzioni alternative da individuare!”. Tutte queste donne sono accomunate dall’entusiasmo, che pervade le loro interviste, che esce dallo schermo mentre le si legge!

In questa carrellata di donne non possiamo dimenticare Zaha Hadid, architetto di fama mondiale, soprannominata “la regina delle forme” e mancata ieri. “Nata a Baghdad, in Iraq, nel 1950 da una famiglia benestante, ha ottenuto un master in matematica presso la American University di Beirut nel 1971.” Trasferitasi a Londra dove si è laureata in architettura è stata un architetto innovativo, visto che “le sue architetture sono dirompenti e si evidenzia l’utilizzo quasi estremo delle curve, una geometria delle forme che rinnova completamente i canoni più classici.” Non si può dimenticare il Museo Maxxi di Roma e la Gallery of Mathematics presso il Museo delle Scienze di Londra.

Da una grande donna a una giovane donna, professoressa di fama mondiale e “ricercatrice inserita nella prestigiosa ‘Brilliant 10’ della rivista Popular Science che ogni anno seleziona i dieci migliori scienziati under 40 attivi negli stati Uniti”, Chiara Daraio. “I maghi di oggi sono gli scienziati, i medici, gli ingegneri” ha esordito nel discorso agli studenti dell’Università Politecnica delle Marche e ha descritto “la scienza come capacità di realizzare quello che nel presente può essere solo immaginato”. Un discorso assolutamente da leggere, perché ora vediamo la donna realizzata e all’apice della carriera, ma è lei stessa a dirci che non ha fatto solo cose divertenti: “Ho passato ore in laboratorio a lucidare provini metallici o giorni arrotolata su uno schermo verde, a perfezionare l’allineamento di fasci di ioni nelle stanze buie dei microscopi elettronici. Ho passato pomeriggi davanti ad equazioni impenetrabili, provando e riprovando, frustrata, ma con perseveranza.”

Nel vostro percorso di crescita e di scoperta della matematica, attenzione a non dividere per zero… Ecco cosa succede se ci provate con Facit ESA-01, uno dei primi calcolatori elettronici comparso a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta. “Il calcolatore in questione, nell’atto della divisione, effettua in realtà una sottrazione sequenziale, finché non arriverà ad un numero minore o uguale di zero. Ciò non accadrà mai, perché effettuerà ciclicamente una sottrazione per zero che porterà ad un ciclo infinito.”

Per tutti gli appassionati di musica (e matematica ovviamente!), Ted questa settimana parla della matematica nascosta dietro la musica di Beethoven. Come è potuto succedere che Beethoven, uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, abbia scritto molte delle sue più amate composizioni mentre stava diventando sordo? Secondo questa interessante analisi, la risposta è nascosta nella matematica che si nasconde nella musica di Beethoven.

Per tutti gli appassionati di giochi a computer, ecco Science Kombat, un gioco nel quale possiamo scegliere gli scienziati che lotteranno gli uni contro gli altri. Possiamo scegliere tra Einstein, Tesla, Pitagora, Hawking, Turing, Darwin, Newton e Marie Curie. Così troviamo uno Stephen Hawking che crea buchi neri, mentre Marie Curie usa la radioattività. Un modo divertente per esplorare la scienza!

Visto che è il primo aprile, noto per scherzi che hanno coinvolto anche i più seri scienziati, è il momento giusto per condividere l’inchiesta di Repubblica “Come ti costruisco una bufala sul web”. “Le bufale si diffondono tanto, e velocemente, semplicemente perché sulla rete sociale tendiamo a fare amicizia con persone simili a noi, che fruiscono i nostri stessi contenuti”: non è solo una teoria, per quanto interessante, visto che Walter Quattrociocchi, informatico, coordinatore del Laboratory of Computational social science dell’IMT di Lucca, sostiene di averne dato una dimostrazione matematica. La colpa non è del web, ma nella “mancanza di una preparazione scientifica da parte di chi fornisce, e fruisce, le notizie”. Secondo Rosaria Conte, scienziata cognitiva e vice presidente del Consiglio Scientifico del Cnr: “A essere virali non sono tanto le bufale, ma le informazioni non verificate, e la loro conseguente accettazione acritica, un atteggiamento da abbandonare.” Ecco quindi che quando parliamo di Internet, possiamo parlare di intelligenza collettiva, ma, allo stesso modo, anche di ignoranza collettiva. Ricordatelo: dipende da noi e dalla nostra preparazione appartenere all’uno o all’altro gruppo!

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra due settimane!

Daniela

Perché i matematici trovano la matematica emozionante? A pochi giorni di distanza dal pi-day, non c’è modo migliore per cominciare questa newsletter. L’intervista di Ted-Ed si riferisce a una delle chiacchierate condivise tempo fa (e che vi consiglio di vedere, se non l’avete già fatto, Math is forever, ottobre 2014), ovvero quella di Eduardo Sáenz de Cabezón, professore di matematica all’Università di La Rioja, in Spagna: Eduardo sospetta che quando la gente gli chiede quale sia l’utilità della matematica, gli stia in realtà chiedendo perché sia necessario studiare matematica a scuola. Eppure la matematica rivela verità insondabili, può essere bella quanto la poesia o l’amore e dura per sempre, meglio dei diamanti!

Come dice, nei giorni scorsi si è celebrata la festa del pi greco, il 14 marzo: forse non tutti sanno che qualcuno sostiene che dovremmo festeggiare il 28 giugno, invece del 14 marzo (si riferisce al doppio di pi greco), o forse non tutti sanno che ha infinite cifre e che può essere solo approssimato da un numero razionale, visto che pi greco è irrazionale. In caso non siate molto informati, consiglio questo cartone animato di Ted che parla appunto, in termini semplici, di pi greco e della sua storia. Pietro Greco, scrittore e giornalista scientifico, ha pubblicato un libro, “Storia di p”, uscito ieri : “il libro ripercorre la storia della scoperta del pi greco” e al link indicato potete trovarne un estratto, “il capitolo dedicato allo studio della matematica e, di conseguenza, del pi greco nel mondo islamico fra il 700 e il 1500 circa, dopo il grande impulso che era venuto in precedenza dagli studiosi del mondo greco.”

Nel Liceo dove lavoro, quest’anno abbiamo deciso di festeggiare il pi greco in un modo un po’ originale, chiedendo agli alunni di realizzare un aritmogramma, ovvero una poesia composta in modo tale che il numero di lettere di ogni parola corrisponda a una regola numerica prestabilita. In questo caso, la regola è insita nelle cifre decimali del pi greco: ad ogni cifra dello sviluppo decimale di pi greco corrisponde una parola formata dallo stesso numero di lettere. Sono arrivati componimenti originali e con i contenuti più vari e la nostra idea è piaciuta così tanto che anche un istituto comprensivo di un paese vicino ha deciso di partecipare, fuori concorso. Anche Francesco Bonesi, per il blog Mathisintheair, ha scelto di realizzare una poesia su pi greco, ma non un aritmogramma… diciamo che non gli manca l’originalità!

Il 14 marzo è anche il compleanno di Albert Einstein e il modo migliore per celebrarlo è guardare questo simpatico video realizzato da Larry Lagerstrom per Ted Ed (ma oggi la newsletter è tutta dedicata a Ted??) nel gennaio del 2015. Il filmato riassume l’annus mirabilis, ovvero il “miracle year”, di Einstein, il 1905. Nei giorni scorsi, grande clamore ha suscitato l’ulteriore conferma della relatività generale di Einstein, con la rivelazione delle onde gravitazionali. La prima conferma sperimentale della teoria einsteiniana ebbe luogo nel 1919 ed il protagonista di questa conferma fu un astronomo quacchero, Arthur Stanley Eddington. “Le sue competenze e la sua intuizione matematica consentirono a Eddington di appropriarsi dei concetti fondamentali della teoria einsteiniana e a diventare, nel corso dei mesi successivi, il primo scienziato a diffondere le idee della relatività generale nel mondo anglofono”. La storia ci viene raccontata da Eva Filoramo, traduttrice editoriale specializzata in saggistica scientifica. La vicenda è raccontata nel film per la TV “Il mio amico Einstein”, realizzato nel 2008 e consigliatissimo! Su youtube è possibile vedere gli ultimi sei minuti del film, perciò se non volete incorrere in spoiler, rinunciate alla visione!

Sono passati vent’anni dalla dimostrazione dell’Ultimo Teorema di Fermat ad opera di Sir Andrew Wiles e, nei giorni scorsi, è stato nominato vincitore del Premio Abel, l’onorificenza assegnata ogni anno dal governo norvegese ai più importanti matematici del pianeta e considerato, insieme alla medaglia Fields, l’equivalente del Premio Nobel per la matematica. La semplicità del problema è tale che Wiles se ne innamorò all’età di 10 anni e lo studiò per il resto della sua vita, “fino ad imbarcarsi, una volta diventato professore di matematica a Princeton, in una solitaria ricerca durata sette anni”. Secondo Maurizio Codogno, “ci sono almeno due motivi per cui questa assegnazione ha perfettamente senso”: le tecniche usate da Wiles “hanno aperto un nuovo campo di azione nella teoria dei numeri” ed inoltre, con il suo lavoro, ha contribuito a fare una grande pubblicità alla matematica, tanto che parecchi ragazzi si sono avvicinati alla materia, per seguire una carriera in questo campo, “proprio perché Wiles ha mostrato come ci sia ancora spazio per la creatività di una persona e per avere davanti a sé un compito che potrebbe cambiare la propria vita.”

Concludo con l’elenco di Mathone di 50 siti per chi studia matematica. Secondo le promesse “molti di questi siti ti aiuteranno e renderanno il tuo apprendimento ed insegnamento della matematica molto più semplici”. Mentre per la fisica, consigliatissima è la rivista (interamente gratuita) Asimmetrie, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: “una rivista di informazione e divulgazione, piena di curiosità e approfondimenti sulla fisica delle particelle”, utilissima sia per cultura personale che per la didattica.

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra due settimane!

Daniela

Venerdì 26 febbraio alle 16.30, presso la sede del Museo delle Scienze di Trento, ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra “MadeinMath. Scopri la matematica del mondo”. La mostra prosegue il percorso iniziato da “MateinItaly. Matematici alla scoperta del futuro”, che si era tenuta nell’autunno del 2014 presso la Triennale di Milano. “I visitatori del MUSE di Trento, fino al 26 giugno, con MadeinMath godranno di un affaccio sulla Matematica per scoprire come questa sia dappertutto! Ogni ambito della nostra vita ha un suo lato matematico.” “Quello di Made in Math è un percorso che attraversa la nostra storia, abbracciando il passato, la contemporaneità e le sfide del futuro di questa disciplina ma con un obiettivo ben preciso: far comprendere anche ai più scettici – attraverso un approccio giocoso e diretto – che i matematici sono utili al mondo molto di più di quanto si possa pensare.” Dopo aver visitato MateinItaly, penso che anche questa mostra riuscirà a raggiungere gli obiettivi che si propone, ma sono soprattutto convinta che i matematici siano più utili di quanto si possa pensare.

Ad esempio, possono aiutare a ridurre la congestione aeroportuale: durante i viaggi, capita spesso che l’aereo, dopo l’imbarco, rimanga a lungo in pista prima del decollo, in attesa e consumando inutilmente combustibile. “Un gruppo di ingegneri del MIT si è interessato al problema proponendo una soluzione”. Il modello è stato testato in alcuni aeroporti e “i risultati preliminari suggeriscono che sarà relativamente facile implementare il modello anche su altri aeroporti.” Che dire poi della sfida dell’Università di Torino? “Sconfiggeremo la malaria con la matematica”: pare infatti che uno studio, lanciato dall’ateneo torinese con la collaborazione di ricercatori americani e inglesi, “permetterà di definire meglio il vaccino che previene la seconda malattia infettiva più diffusa al mondo.” Il vaccino sta entrando nella fase dei test clinici, ma, visto che si tratta di un vaccino sintetico realizzato con delle nanoparticelle autoassemblanti, non è possibile definirne la struttura attraverso delle prove sperimentali. La matematica può aiutare a superare questo ostacolo.

Una chiacchierata davvero interessante quella di Adam Spencer per Ted: Adam conduce un talk show presso una radio australiana e riesce a ottenere gli ascolti più alti, nonostante non parli solo del tempo, del traffico e della politica locale, ma anche di scienza e matematica. In questa sua chiacchierata, datata febbraio 2013, ci parla dei numeri primi: “Numbers are the musical notes which the symphony of the universe is played”, (i numeri sono le note musicali con le quali è suonata la sinfonia dell’universo) un modo poetico di parafrasare la celebre frase di Galileo. Dai numeri primi al bosone di Higgs, passando attraverso la spettacolare tecnologia che accompagna, ormai abitualmente, le scoperte scientifiche, Adam Spencer ci guida in questo percorso con ironia e senso dell’umorismo, regalandoci alcune perle di saggezza. E, come dice lo stesso Spencer, “Don’t freak out!” (non date di matto!): è più difficile seguire il suo velocissimo inglese che capire la parte matematica del suo discorso!

Bloccato in una foresta pluviale, hai mangiato un fungo velenoso: per poterti salvare, hai bisogno di un antidoto che viene secreto da una particolare specie di rane. Sfortunatamente, solo le rane femmine producono l’antidoto ed è praticamente impossibile distinguere i maschi dalle femmine, tranne che per il verso distintivo dei maschi. Come può aiutarci la matematica a risolvere questo indovinello proposto da Ted ed? Con la probabilità condizionata… Il tema della probabilità è protagonista anche del blog Mathisintheair: “Questa frase è falsa… Le illusioni della mente tra matematica e intuito: logica e paradossi probabilistici”. Tra i paradossi probabilistici non può mancare il celebre paradosso di Monty Hall… buona lettura!

Visto che, sia in questa newsletter che in quelle scorse, Ted è stato citato parecchio, non può mancare il riferimento all’accordo tra il Miur e Ted, con il lancio del primo TEDxYouth per gli studenti italiani. “TED è un’organizzazione non-profit votata alle ‘idee che meritano di essere diffuse’” e ha preso avvio con una conferenza di quattro giorni in California trent’anni fa. “È diventata un format diffuso in tutto il mondo, con molte iniziative in tutto il mondo e progetti volti a creare una piattaforma globale per diffondere conoscenza e idee.” Con il protocollo triennale d’intesa tra MIUR e TED, “gli insegnanti e gli studenti delle scuole superiori potranno avvalersi dei percorsi formativi dei TED-Ed Clubs” in modo da “incrementare le competenze argomentative e la capacità di parlare in pubblico degli alunni, sia in italiano che in lingua inglese.” Se avete una chiacchierata da proporre, potete candidarvi fino al 30 settembre, registrandovi sul portale linkato all’interno dell’articolo. “Gli 11 finalisti, selezionati dal web e da una giuria qualificata, saliranno sul palco di [email protected] 2016 presso l’Opificio Golinelli di Bologna il 12 novembre 2016, in contemporanea con numerosi altri eventi TEDxYouth in tutto il mondo.”

Per i più piccoli, o per tutti coloro che volessero mettersi alla prova con un simpatico giochino di fisica: The Incredible Machine. Basta accettare di disattivare il puntatore del mouse e si può giocare on line. Citando Wikipedia: la serie è iniziata nel 1992 e “nella modalità principale bisogna sistemare gli oggetti dati in maniera tale da creare una reazione a catena che esegua il compito richiesto (tipo ‘mettere la palla nella scatola’ o ‘accendere una candela’). Sono disponibili oggetti di ogni tipo: corde, carrucole, generatori elettrici, torce, forbici, candele e addirittura gatti e topi.” Provate! È davvero divertente e, soprattutto, intelligente!

Magari qualcuno ha voglia di mettersi alla prova con la vera fisica e vorrebbe tanto rivelare il passaggio dei raggi cosmici: in tal caso, potrebbe provare con l’acquisto di un kit per costruire un rivelatore di particelle fai da te, proposto dal sito dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare!

Concludo la newsletter con un po’ di dolcezza… come si può dividere una torta, perché tutti coloro che sono coinvolti siano contenti della divisione effettuata?

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra due settimane!

Daniela

La prima e grande notizia di questa Newsletter non può che essere la (finalmente!) rivelazione delle onde gravitazionali! Nel dicembre del 2009, è stato caricato su youtube questo filmato, che io ho usato in classe per presentare le onde gravitazionali proprio l’anno scorso, parlando della teoria della relatività. Nel filmato, si parla dell’interferometro Virgo, situato a Cascina, vicino a Pisa, frutto di una collaborazione italo-francese. Ed è proprio un interferometro di questo tipo che ha rivelato le onde! Di tutte le spiegazioni che sono comparse in rete, riguardanti le onde gravitazionali, sicuramente quella più divulgativa è stata realizzata da Luca Perri, giovane ricercatore dell’Università dell’Insubria, a Como. Dopo aver letto deliranti post in Facebook, riguardanti l’inutilità di una simile scoperta, Luca Perri non ha più retto e ha deciso di scrivere un post per spiegare in cosa consistesse la scoperta e perché fosse così importante per tutti noi. Il suo post è diventato virale, con migliaia di condivisioni (anche la mia!), visto che si tratta di “un preciso ma divertente excursus sulla caccia alla più inafferrabile tra le previsioni della relatività generale di Einstein”. “Procederò con ordine e calma interiore”, comincia il post: e vi assicuro che non era certo un’impresa semplice, mantenere la calma, intendo! Certi commenti comparsi sui siti dei maggiori quotidiani nazionali erano veramente assurdi! In ogni caso, il post di Perri è imperdibile: tra le “buffe previsioni di Einstein”, il paragone delle onde gravitazionali al lardo di Colonnata e la conferma che “nella Scienza le certezze non esistono”, sono garantite un paio di sane risate e, soprattutto, la sconfitta dell’ignoranza in materia! Se la spiegazione di Perri non fosse bastata, c’è sempre Tuttoscienze de “La Stampa”, che cerca di prevedere “chi porterà a casa il Nobel per la fisica” proprio per la rivelazione delle onde gravitazionali. I tre candidati al Nobel “sono tra i vincitori della prestigiosa ‘Medaglia Einstein’, un premio che in molti casi è stato l’anticamera del Nobel.” Al centro di questo esperimento, c’è stato il grande apporto della tecnologia, ma “le antenne sono solo la metà di quel che serve, e questa è una cosa che al pubblico non è arrivata. L’altra metà è avere un’idea precisa di ciò che le antenne devono captare.” Insomma, la mente del ricercatore è sempre in prima linea! Nella lotta tra cervelli, non mancano i nomi di alcuni italiani, impegnati nella ricerca all’estero.

Interessante anche la presentazione, sempre attuale, realizzata da Eugenio Coccia, Direttore del Gran Sasso Science Institute a dicembre del 2014: la caccia alle onde gravitazionali ha inizio nel secolo scorso, grazie a Joseph Weber (1919/2000), ma soprattutto a suo figlio, che lo costringeva a lunghe veglie, visto che durante la notte aveva l’abitudine di battere la testa contro la culla. È proprio durante queste notti insonni che Weber pensa a un modo per verificare la teoria gravitazionale di Einstein e riesce a far nascere una viva passione tra i ricercatori. Una passione così intensa che ha portato alla scoperta dei nostri giorni. Interessante il fatto che la presentazione di Coccia proceda con la musica Jazz, nel tentativo di immaginare come possa essere questa musica dell’universo. E per chi volesse emozionarsi, ecco il vero suono della collisione!

Pare proprio che le onde gravitazionali abbiano più a che fare con la nostra vista di quanto riusciamo a comprendere: possiamo legarle anche all’uncinetto! Margaret Wertheim, scrittrice di saggi scientifici, ha avuto un’idea davvero interessante, con la quale spera di portare qualcosa dei modelli matematici più complicati presenti nel nostro universo alle masse. La chiacchierata, registrata nel febbraio del 2009, si intitola “La bellissima matematica del corallo” e collega tra loro il lavoro all’uncinetto, la barriera corallina… e la relatività. E il fil rouge è proprio la matematica! Margaret e la sua sorella gemella hanno realizzato una barriera corallina all’uncinetto e, nel loro progetto, hanno coinvolto centinaia di persone da tutto il mondo, distribuite in tre continenti. Il progetto “affonda le sue radici nella matematica, nella biologia marina, nell’artigianato femminile e nell’attivismo ambientale”. (Le Ted-talks sono consigliatissime a tutti: sono ottime per ripassare una lingua straniera, e al tempo stesso si imparano cose nuove. E per chi non avesse modo di cimentarsi con la lingua straniera, c’è sempre la possibilità di seguire la chiacchierata in italiano!)

La Wertheim ha indagato il ruolo delle donne in fisica nel libro “I pantaloni di Pitagora” ed è proprio per ricordare una donna e in particolare l’epoca “nella quale la partecipazione delle donne alla vita scientifica era fortemente osteggiata”, che in Inghilterra hanno deciso di ricordare la prima donna membro della Royal Astronomical Society. Si tratta di Mary Somerville, che con i suoi scritti ha influenzato anche Maxwell e che dal 2017 avrà la propria effige stampata sul biglietto da 10 sterline: un’altra prima volta, visto che fino ad ora solo alla Regina era stato tributato questo onore.

Purtroppo pare che le ragazze continuino a trovarsi ai margini del mondo scientifico, se anche il Miur ha lanciato “il mese delle STEM”*, che comincerà il prossimo 8 marzo, per promuovere progetti che includano le ragazze nei settori scientifici. Nella pratica di tutti i giorni, capita che una ragazza che dichiari di essere interessata alla facoltà di ingegneria meccanica si senta rispondere, durante un’iniziativa di orientamento universitario, proprio da uno studente universitario (maschio) che forse dovrebbe rivedere la propria scelta (e non si capisce bene perché), oppure capita che le donne dello staff di Google siano solo il 18% e che, per poter mostrare la propria (superiore) bravura nella programmazione, debbano tenere nascosto il proprio nome, a causa di un’evidente disparità di genere.

Sarebbe interessante poter verificare, dalle indagini Ocse, se gli analfabeti matematici siano più maschi o femmine: pare che siano il 25% della popolazione adolescente e, come si legge all’inizio dell’articolo, non sarebbero neppure in grado di preparare una semplice torta, visto che avrebbero difficoltà con le proporzioni. Ma in questa ignoranza siamo in buona compagnia: “Non è solo la matematica lo scoglio insuperabile per i ragazzi: uno studente su cinque è pressoché analfabeta in senso tecnico, cioè non sa leggere e uno su sei è gravemente insufficiente in scienze.” Proprio a seguito della pubblicazione dei risultati Ocse, Madd Maths ha pubblicato un’intervista a Rosetta Zan, che ha insegnato Didattica della Matematica all’Università di Pisa. Secondo la Zan, “le domande dei test OCSE-PISA rispecchiano un modello educativo tipicamente anglosassone, più attento ai legami tra matematica e realtà e meno attento del nostro agli aspetti teorici e riflessivi di questa disciplina”. Al di là di questa “giustificazione”, gli studenti italiani “hanno ricevuto una scarsa educazione ad affrontare situazioni nuove, cioè a risolvere problemi”: spianiamo loro la strada proponendo situazioni già note e, in questo modo, non diamo loro modo di esercitare il cosiddetto “problem solving”. Inoltre, “i nostri ragazzi sono in difficoltà davanti a testi lunghi e articolati come sono quelli delle prove PISA, che chiedono di immaginare situazioni e solo dopo ipotizzare possibili soluzioni”. Da ricordare la conclusione dell’intervista, che chiede a ogni insegnante di mettere, sostanzialmente, un po’ di cuore nel proprio lavoro: “si rimane sempre stupiti dalle potenzialità che scopriamo negli allievi quando li trattiamo da persone intelligenti”…

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra due settimane!

Daniela

 

* STEM: Science Technology Engineering Mathematic, ovvero Scienza Tecnologia Ingegneria Matematica