«Numeri che pensano» è stato pubblicato a fine ottobre 2025 dalla casa editrice Hoepli. L’autore, Paolo Alessandrini, docente di scuola superiore, divulgatore e autore del blog Mr Palomar, ha all’attivo numerose pubblicazioni: Matematica rock (2019), con il quale ha esplorato il binomio matematica e musica, Bestiario matematico (2021), finalista al Premio Asimov, Matematica in campo (2023), miglior libro di calcio del 2023 secondo Tuttosport.
L’amore per i binomi di Paolo Alessandrini trova ulteriore espressione in questo nuovo libro, nel quale la matematica accompagna l’intelligenza artificiale. Il testo ci propone due strade, parallele ma strettamente intrecciate: la prima riguarda la matematica e si sviluppa dal 1500 fino ai primi anni del Novecento, la seconda riguarda l’intelligenza artificiale e comincia nel 1950. L’abilità di Paolo Alessandrini è quella di muoversi fra un percorso e l’altro, portandoli avanti parallelamente: da un lato la grande idea matematica e dall’altro il suo utilizzo nell’intelligenza artificiale.
Le idee matematiche presentate sono sei, ma i matematici che hanno portato allo sviluppo dell’idea sono di più, perché a volte un paio di matematici arrivano contemporaneamente, e indipendentemente l’uno dall’altro, allo stesso risultato. Alle idee matematiche sono dedicati i capitoli dispari del libro: ogni capitolo si apre con un racconto che non ha autenticità storica, ma che potrebbe essere accaduto, visto che Paolo Alessandrini l’ha ideato a partire dalle notizie storiche. Dopo aver contestualizzato storicamente il personaggio e averne raccontato brevemente la vita, Paolo Alessandrini descrive lo sviluppo dell’idea matematica, ricordando anche gli altri matematici. Il percorso si apre con Girolamo Cardano e la legge di grandi numeri, poi è il turno di Cartesio (con Fermat) e della geometria analitica, di Isaac Newton (con Leibniz) e dell’analisi matematica, poi c’è Thomas Bayes (con Laplace) con il suo celebre teorema, Hermann Grassmann (con Hamilton) ha aperto la strada all’algebra lineare, e Tullio Levi-Civita, istruito da Gregorio Ricci Curbastro, ha approfondito l’argomento dei tensori e ha trovato un’applicazione alla fisica, risolvendo i problemi di Albert Einstein. Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, Alan Turing ha aperto la strada con la celebre domanda “Le macchine possono pensare?”, poi gli algoritmi sono stati istruiti a riconoscere pattern per procedere alla classificazione; grazie al matematico Cauchy che ha inventato il metodo di discesa, Widrow e Hoff hanno realizzato Adaline, progenitrice di tutte le moderne reti neurali; il teorema di Bayes è diventato l’anima degli algoritmi, dai filtri antispam al marketing predittivo, mentre le reti neurali sono cresciute negli iperspazi multidimensionali; infine, la corsa verso le reti più complesse ha trovato nei tensori lo strumento per tradurre in numeri le informazioni.
Con questo libro, Paolo Alessandrini ci mostra tutta la competenza e la maturità acquisite nel suo cammino di docente e di scrittore: il percorso è solido e ben argomentato, gli esempi presentati sono calzanti e contribuiscono a illuminare la parte teorica, mostrandoci tutta la forza dell’esperienza didattica dell’autore. «Numeri che pensano» ci mostra il volto umano dell’intelligenza artificiale – in questa staffetta che vede crescere la scienza ben oltre le vite dei protagonisti – e descrive una storia di crescente consapevolezza e difficoltà, nel quale l’autore ci guida con passo sicuro, mostrandoci i panorami migliori e più significativi. Lo studio dell’intelligenza artificiale deve la sua ricchezza alla multidisciplinarietà che la contraddistingue: trova le sue basi nella matematica, cresce con l’informatica e trova nella psicologia terreno fertile per le reti neurali, a dimostrazione del fatto che un cammino così complesso ha bisogno di più competenze per realizzarsi pienamente.
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