«Christine and the magic charts» è stato scritto da Alex Kolokolov e Natalia Kiseleva. Alex è il fondatore di Data2Speak, si occupa di visualizzazione di dati, è autore di numerosi libri e insegna all’università. Nella sua breve biografia ricorda che è padre di tre figli, responsabili di avergli dato l’ispirazione per scrivere questo libro. Natalia Kiseleva è una data artist indipendente, docente di data visualization, autrice di libri illustrati, fondatrice di Flowers and Numbers, del canale YouTube Data-comics e mamma di Maya.
Il testo, piacevole scoperta sul web mentre ero alla ricerca di libri sulla rappresentazione dei dati, è al momento disponibile solo in inglese. Permette di esplorare il mondo della data visualization in modo semplice, nella forma di una favola, con illustrazioni efficaci e piacevoli. La protagonista di questa storia è Christine, una ragazzina che, rientrata a casa dopo la scuola, trova suo papà, un analista di dati, ancora intento a lavorare, quando improvvisamente, dopo essersi reso conto che i conti non tornano, viene risucchiato dal monitor del computer. Christine, coraggiosamente, decide di seguirlo e si trova catapultata in un mondo che, per certi aspetti, ricorda quello di Alice nel paese delle meraviglie. Il primo essere vivente che incontra è un cane dalla forma un po’ particolare: si chiama Piechi, ricorda un grafico a torta e si nutre di numeri. Mentre lui la precede abbaiando allegramente, Christine si imbatte negli occhiali del padre e, da un indizio all’altro, riesce a superare gli ostacoli che le si presentano di volta in volta, grazie agli amici che incontra nel suo cammino: Barney, Lainie e Bobby. Ognuno impersona un tipo di grafico, che rivela la sua utilità in contesti specifici, a sottolineare il fatto che ogni distribuzione di dati richiede un’adeguata rappresentazione. Raggiunta la Città dei dati, finalmente Christine ritrova il suo papà, ma deve impegnarsi per risolvere il problema dei dati inaffidabili. Al termine della storia, Christine non solo riesce a liberare il suo papà, ma, tornata nel mondo reale, porta con sé una diversa consapevolezza in merito alla rappresentazione dei dati.
Le ultime pagine sono dedicate a piccoli approfondimenti, sotto forma di brevi riassunti che aiutano a sistematizzare quanto scoperto lungo il percorso. C’è anche un piccolo elenco di regole per capire come comportarsi con i dirty data, ovvero i dati inaffidabili o incompleti che posso compromettere la lettura della realtà.
Il testo è davvero piacevole, la favola per nulla forzata ed estremamente credibile, tanto da poter tornare utile anche in ambito scolastico per presentare i grafici, che vengono spesso considerati noiosi dai bambini.
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