264 - 19 aprile 2026

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264 - 19 aprile 2026

Tra didattica e sport

Continuano i Percorsi proposti da MaddMaths!, otto puntate di podcast prodotte da Mondadori education in collaborazione con la redazione di Archimede e l’Associazione MaddMaths! Nel terzo episodio, Cecilia Campani incontra Francesca Morselli e Alessandra Boscolo, in una puntata intitolata Il buono, il brutto, il voto. Come si intuisce, si parla di valutazione e, in particolare, di valutazione formativa, nella quale lo studente è protagonista, partecipando alla scelta dei criteri di valutazione. Partendo dal presupposto che la valutazione in generale contribuisce a costruire l’identità dello studente, quella formativa è un modo di fare didattica, un percorso di insegnamento/apprendimento che si aggiusta in corsa. La valutazione formativa è cruciale in matematica, perché pone l’accento sul processo e non sul prodotto, e perché trasforma l’errore in una risorsa.

Ospiti della quarta puntata, dal titolo La matematica non serve a niente, sono Roberto Natalini e Francesca Gregorio. Il loro confronto contribuisce a mostrare diversi modi di fare matematica: si può scegliere quello pratico, strumentale, che si concentra sulle tecniche e le procedure, o quello relazionale, che porta ad un sapere più solido e articolato, costruendo relazioni tra gli oggetti di studio. Roberto Natalini esplora il mondo della matematica parlando di ragionamento, visione, errori, intuizione, flessibilità, evoluzione, dialogo, false piste, fili invisibili, astrazione, e di molto altro.

MaddMaths! ha anche ospitato il centonovantaseiesimo Carnevale della matematica, che ha avuto per tema matematica e sport. Dopo un po’ di ricerca, mi sono concentrata sui numeri dello sport e visto che sia gli organi di informazione che le chiacchiere da bar non hanno fatto altro che parlare dell’esclusione dell’Italia dai mondiali di calcio, ho voluto verificare quante fossero le medaglie italiane guadagnate nelle competizioni olimpiche. Ho raccolto un po’ di dati dalle varie pagine di Wikipedia, concentrandomi su 12 anni di Olimpiadi, visto che dodici sono gli anni passati dall’ultima partecipazione ai mondiali maschili di calcio.

 

Matematica e arte

Lo scorso 17 aprile, Marcus du Sautoy è stato ospite della puntata di Radio3 Scienza intitolata L’arte della matematica. Il matematico dell’Università di Oxford è autore del celebre Enigma dei numeri primi e di numerosi best seller di divulgazione matematica e l’ultima sua opera si intitola La matematica della creatività, testo pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri. La chiacchierata con Francesca Buoninconti, la conduttrice, è stata l’occasione per parlare del legame fra matematica e arte, partendo dal binomio di Keats “beauty and truth” (bellezza e verità): per i matematici la ricerca della bellezza diventa una guida per cercare le verità del nostro universo. Di parallelismi, nel corso dell’intervista, du Sautoy ne ha mostrati parecchi: l’Alhambra e Galois, Pollock e i frattali, Borges e il pi greco, fino a comprendere, in questa rassegna, anche la musica. La matematica è mostrata come un ponte tra la scienza e l’arte, in quanto linguaggio della natura e ricca di creatività. Nella chiusura dell’intervista, du Sautoy paragona il matematico a un narratore, che parla di numeri e geometrie.

Proprio perché il legame tra la matematica e l’arte è così stretto, è abbastanza facile trovare qualcosa di matematico, visitando una città d’arte. Normalmente la geometria è dominante, ma si può trovare anche altro. Ravenna, ad esempio, è dominata dalla geometria delle tassellazioni, visti i numerosi mosaici, ma non mancano ottagoni e labirinti, mentre il simbolismo la fa da padrone nelle chiese. Il mio racconto non è quello di una docente di storia dell’arte, ma i link presenti nel testo possono agevolare l’eventuale approfondimento.

 

Matematica su YouTube

I video di Presh Talwalkar, con il suo canale Mind Your Decisions, hanno sempre una marcia in più. Il primo video, intitolato come puoi ottenere 60 usando tre volte lo stesso numero, sembra il tipico gioco da social, ma il modo in cui l’autore lo affronta lo rende qualcosa di unico ed estremamente stimolante. Infatti, è un esempio di pensiero laterale, per cominciare, e il numero di soluzioni proposte pare essere direttamente proporzionale alla fantasia dell’autore. Una dimostrazione di come la giusta domanda possa cambiare le carte in tavola.

Il secondo problema è geometrico e viene affrontato inizialmente con la geometria euclidea, associando un’equazione al quesito e applicando il teorema di Pitagora, come lo risolverebbe un qualsiasi studente del biennio. Ma Presh Talwalkar propone altre quattro soluzioni, usando la goniometria, i triangoli simili, il triangolo rettangolo inscritto in una semicirconferenza e il triangolo qualsiasi inscritto in una circonferenza.

Molto interessante anche il video proposto dalla Oxford University: si parla del famoso gioco Dobble, che a me ha sempre ricordato il calcolo combinatorio, e invece si parla di piano proiettivo. Posto che il piano proiettivo di Dobble è di ordine 7, le immagini dovrebbero essere 57 (e lo sono!), ma le carte sono “solo” 55, perciò l’autore del filmato ha scritto un programma per trovare le carte mancanti.

 

Buona matematica e buon cammino! Ci sentiamo tra DUE settimane!

Daniela

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