
238 - 23 marzo 2025

Cambiare per migliorare
Il 21 marzo è scaduto il termine per la presentazione delle domande di partecipazione al Festival di BergamoScienza: quando ci siamo lanciati in questa avventura con i laboratori del 2016, ancora non sapevo quanto questa scelta avrebbe cambiato il mio modo di fare lezione in classe. Cambiare dopo quasi vent’anni di insegnamento era necessario, ma all’epoca non sapevo nemmeno di averne bisogno: attraverso il precariato e i cambi di sede, nel passare dal biennio dello scientifico al classico e tornando poi allo scientifico, ma con il nuovo ordinamento, ero convinta di essere cambiata molto, ma il mio modo di lavorare in classe si era innovato pochissimo. Solo la metodologia di BergamoScienza, le provocazioni e le domande che Marco Testa (il formatore) aveva rivolto ai nostri animatori, mi hanno obbligata a prendere atto che certe strategie avrebbero potuto dare buoni risultati anche per insegnare matematica e fisica.
La seconda svolta è avvenuta quando ho accettato l’invito della collega di un’altra scuola a partecipare ad un pomeriggio di aggiornamento a dicembre 2022 (grazie, Lorena!), durante il quale ci ha fatto giocare con la matematica, proponendoci i giochi di Paola Morando e Sonia Spreafico, docenti dell’Università degli Studi di Milano, e titolari del profilo Instagram Giochi e pieghe. A gennaio 2023, ho scelto di mettere in atto queste nuove strategie per impostare il recupero sui radicali in seconda, consapevole che rendere i ragazzi parte attiva nel processo di recupero poteva offrire loro maggiori chance di successo, mentre per i più bravi poteva essere un’occasione per acquisire uno sguardo d’insieme sui problemi appena affrontati, notando le analogie esistenti tra i singoli oggetti algebrici manipolati.
I giochi proposti da Paola e Sonia sono un punto di partenza, perché poi si possono cambiare, innovare, declinare per argomento, a condizione che si abbia chiaro l’obiettivo che ci si è posti e non eccedendo nel calcolo (errore da me commesso in più di un’occasione), visto che i ragazzi non hanno a disposizione carta e penna e devono essere presi dalla sfida e dal gioco per partecipare attivamente. Consapevole delle potenzialità di questi giochi, ho deciso, con una collega, di impostare due percorsi di introduzione alla matematica per gli alunni delle future prime del nostro istituto proprio sui giochi: questo ha permesso ai ragazzi di acquisire maggiore consapevolezza, mentre noi insegnanti abbiamo toccato con mano alcune difficoltà, in modo da poter gestire al meglio il percorso nei mesi a venire. La pubblicazione su Instagram dei percorsi fatti ha attirato l’attenzione di Marco Reho, del canale YouTube e del profilo Instagram unmatematicoinclasse, docente di matematica e scienze a Pontassieve, in Toscana. Colpito dalle attività, ha scelto di usarle nelle sue classi, dopo avermi chiesto alcuni dettagli, e condividendole sui social, ha avuto modo di rendersi conto di quanto questi giochi potessero far presa sui colleghi che lo seguono. Per questo motivo, ha proposto a Sonia e Paola di realizzare delle brevi serate, gli shottini matematici, durante le quali, online, gli insegnanti hanno modo di sperimentare i giochi e le attività di origami, dalla primaria alla secondaria di secondo grado.
Non potevo, quindi, non partecipare al fine settimana di aggiornamento a Vercelli (che si è tenuto il 15 e 16 marzo scorsi), durante il quale ho fatto un corso intensivo di origami e di giochi matematici, dato che «gli insegnanti devono mettersi nei panni degli studenti, piegare e giocare in prima persona, poiché la vera comprensione e padronanza di questo tipo di attività derivano dalla partecipazione attiva e dall’esperienza diretta». I due giorni mi hanno dato l’opportunità di confrontarmi con gli altri docenti coinvolti e di condividere attività e strategie attivate in classe con l’intento di rendere più facile l’apprendimento della matematica. Per usare ancora le parole di Paola e Sonia: «L’uso di giochi educativi e attività di origami può essere un potente strumento per coinvolgere gli studenti e migliorare il loro apprendimento matematico. La combinazione di questi due strumenti consente di lavorare in modo innovativo su diversi aspetti dell’insegnamento della matematica: l’origami è un valido supporto per spiegare l’argomento perché lo rende tangibile e facilita il processo di astrazione, mentre i giochi consolidano gli argomenti trattati, lavorando sugli errori degli studenti e smorzando le difficoltà.»
Per citare Einstein: «Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati differenti», perciò per ottenere risultati diversi, nella propria azione educativa, non c’è altra scelta che quella di rinnovarsi.
La stima è importante
Durante il fine settimana a Vercelli, l’attività più faticosa è stata quella del sabato pomeriggio, quando ci hanno chiesto di rispondere a dieci domande a risposta multipla, e molte di queste erano problemi di stima. Personalmente, ho potuto condividere con gli altri insegnanti del gruppo sia le mie difficoltà che il mio fastidio per gli errori… È davvero importante spendere tempo in questo genere di problemi, che hanno dei natali così illustri (basti pensare ai problemi di Fermi) e che hanno trovato in Federico Benuzzi un promotore. Un paio di settimane fa ha preso avvio la seconda serie dei problemi di stima, a un anno di distanza dalla prima, ripresa attraverso il primo quesito, lasciato in sospeso dall’ultima puntata. Protagonista di questa seconda serie è l’energia, mentre il primo episodio non riprende solo le strategie di calcolo necessarie, ma anche l’importanza della stima per poter essere cittadini consapevoli. In pieno stile Fermi, Federico Benuzzi ha cominciato con il numero di accordatori di pianoforte presenti a Roma, poi ha proseguito con la distanza coperta dai capelli se messi uno in fila all’altro, con la superficie reale di un telo mare, ottenuta appoggiando le singole fibre una accanto all’altra, al confronto tra l’auto e il risciò in termini di consumo energetico e tra l’auto e la carrozza a cavalli in termini di scorie, ha analizzato gli pneumatici e con l’ultimo episodio pubblicato (il quinto) ha risposto all’importante domanda di quanto sia necessario lavorare per mantenere un’automobile. Non sono richieste facili e, per poter rispondere, è importante porsi le domande giuste: per saper individuare il numero di accordatori di pianoforte di Roma bisogna stabilire quanti siano i pianisti in città e quindi, a monte, quanti siano gli abitanti, in un percorso all’indietro alla ricerca delle informazioni necessarie.
L’arte della matematica
Con sorpresa ho realizzato di essermi persa la puntata di Radio3 Scienza dedicata alla Giornata Internazionale della Matematica, intitolata L’arte della matematica e trasmessa, ovviamente, il 14 marzo scorso. Ospiti Elisabetta Strickland, matematica, docente d’onore al dipartimento di matematica dell’Università di Roma Tor Vergata, e Riccardo Giannitrapani, insegnante di matematica e fisica al liceo Scientifico “Giovanni Marinelli” di Udine. Giannitrapani (presente su Instagram come Orporick) ha dato alcuni suggerimenti didattici, e Marco Motta ha letto in particolare una sua riflessione, tratta dal libro Un labirinto incerto. Si tratta di una citazione del poeta Tomas Tranströmer (Nobel per la letteratura nel 2011): «Ho sognato che avevo disegnato tasti di pianoforte / sul tavolo di cucina. Io ci suonavo sopra, erano muti. / I vicini venivano ad ascoltare.» Giannitrapani evidenzia che, spesso, capita di entrare in classe con una musica meravigliosa in testa, ma poi ci si rende conto che gli alunni non sentono questa musica: si rende, quindi, necessario scegliere degli strumenti matematici che possano coinvolgere e motivare gli studenti, perché apprendano questa disciplina spesso considerata, a torto, troppo difficile. Elisabetta Strickland, invece, parla di Emmy Noether (suo è il libro Emmy Noether. Vita e opere della donna che stupì Einstein), si confronta con le domande degli ascoltatori e condivide il suo entusiasmo raccontandoci di Maria Colombo e Cristiana de Filippis.
Matematica a parole
MaddMaths! ha inaugurato un nuovo progetto, pensato e curato da Alice Raffaele: Storie che contano, «un progetto per esplorare la matematica e le sue tantissime branche con una lente diversa: quella della scrittura». Chiunque può inviare il proprio lavoro compilando un Google Form ed «ogni proposta sarà revisionata e valutata per la pubblicazione dalla redazione di MaddMaths!»
Buona matematica e buon cammino! Ci sentiamo tra DUE settimane!
Daniela
PS: Immagine "rubata" al Post
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