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Libri

Libri (200)

Giovedì, 01 Agosto 2013 07:44

Il mago dei numeri

TRAMA:
È la storia di Roberto, un ragazzo di dodici anni che odia la matematica, perché la trova noiosa, ma soprattutto perché gli viene insegnata dal prof. Mandibola, un individuo enorme, che non fa altro che mangiare ciambelle e assegnare problemi stupidi. Una notte, Roberto incontra il Mago dei Numeri e, per dodici notti, compirà un viaggio alla scoperta delle meraviglie della matematica: il Mago richiama la necessità della precisione, ma sottolinea anche che i numeri sono semplici. Si parla dello zero, dell'importanza delle potenze: “Eh sì, i numeri sono creature davvero fantastiche. Sai, in fondo di banali non ce ne sono. Ciascuno ha un suo profilo, i suoi segreti. Non si riesce mai a scoprire tutti i loro trucchetti.” E si apre un nuovo universo: i conigli di Fibonacci, il triangolo di Tartaglia con le sue magie nascoste, il calcolo combinatorio, l'importanza e la necessità della dimostrazione... e il tutto si conclude con l'invito, come allievo del Mago dei numeri Teplotaxl, al grande ricevimento nell'Inferno/paradiso dei numeri. Durante questa festa, Roberto conosce tutti i più importanti maghi dei numeri e viene ammesso al rango inferiore degli apprendisti dei numeri, in segno del quale gli viene conferito l'ordine pitagorico di quinta classe.
 
COMMENTO:
Il libro si presta ad una lettura poco impegnata, ma offre un ampio panorama della matematica, che può appassionare anche coloro che la trovano più antipatica. In particolare, può essere apprezzato sia dai ragazzi delle medie, che non hanno una preparazione approfondita, sia dai ragazzi delle superiori, per i quali può sempre essere un bene ritrovare certi contenuti espressi in forma di favola e non esageratamente banalizzati.
 
È possibile visionare il file di power point usato per presentare il libro in una classe delle medie e preparato durante le ore di sostegno ad un ragazzo diversamente abile, che si è notevolmente appassionato alle vicende di Roberto.
Giovedì, 01 Agosto 2013 07:33

Flatlandia

TRAMA:
La vicenda si svolge nel regno di Flatlandia: “Immaginate un vasto foglio di carta su cui delle Linee Rette, dei Triangoli, dei Quadrati, dei Pentagoni, degli Esagoni e altre Figure geometriche, invece di restar ferme al loro posto, si muovano qua e là, liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersene sollevare e senza potervisi immergere, come delle ombre, insomma – consistenti, però, e dai contorni luminosi.”
La gerarchia sociale è stabilita proprio dal numero di lati: maggiore è il numero di lati, più alto è il ceto sociale al quale si appartiene. Nel caso dei triangoli, la posizione nella gerarchia è data dalla regolarità: gli isosceli con un angolo al vertice estremamente acuto sono i reietti della società, criminali, soldati e operai, i Triangoli Equilateri sono la Classe Rispettabile dei Commercianti, ovvero la Borghesia; poi ci sono i Quadrati e i Pentagoni, ovvero i Gentiluomini o Professionisti, ed infine l’Aristocrazia, dagli Esagoni fino ai Poligonali. Quando i Poligonali diventano quasi indistinguibili dai Circoli, si entra nell’ordine Circolare o Sacerdotale.
La classe più reietta è quella delle donne, visto che non hanno nemmeno un angolo: sono dei segmenti di retta, che hanno la bocca e l’occhio a un estremo. Siccome viste da dietro sono quasi invisibili, sono costrette per Legge a mantenersi sempre in movimento e ad emettere il loro grido di pace in continuazione.
Il Quadrato prosegue nella descrizione di tutte le abitudini del Regno di Flatlandia, finché, in sogno, ha la visione del Regno della Linelandia, ovvero del regno dove c’è una sola dimensione, i cui abitanti sono costretti a muoversi lungo una retta e sono essi stessi segmenti di retta, con due occhi e due bocche agli estremi. 
Resta stupito dalla visione, ma prosegue la sua vita normale. Poi, una sera, mentre sta vegliando con la moglie in attesa del Secondo Millennio, una Sfera irrompe in casa sua. E con la Sfera, il Quadrato può conoscere il Regno della Spacelandia e può rendersi conto dell’esistenza di una Terza Dimensione. Ma questo non gli basta: aspira a questo punto a conoscere il Regno della Quarta Dimensione e poi quello della Quinta e così via. La Sfera, adirata, lo riporta bruscamente a casa.
Il Quadrato non può tenere per sé tutto quello che ha appreso, perciò comincia a parlare in pubblico della Terza Dimensione e del fatto che il Regno della Flatlandia non esaurisce tutto l’Universo. Soprattutto, dopo che in sogno la Sfera gli ha mostrato il Regno della Pointlandia e gli altri regni a più dimensioni. Questo causa la sua carcerazione a vita, per aver tentato di sovvertire l’ordine esistente in Flatlandia.
 
COMMENTO:
La lettura di questo libro è estremamente interessante, sia per chi lo consideri solo come opera matematica, sia per chi lo voglia vedere come una satira degli Stati tuttora esistenti: in fondo, la gerarchia sociale è una realtà anche per noi, nonostante sia stabilita dal censo e non dalla nostra conformazione fisica. Inoltre, chi voglia “predicare” un mondo diverso, ovvero un mondo che va contro l’ordine precostituito, viene messo ai margini, esattamente come succede per il Quadrato.
Il libro è scorrevole e suscita profonde riflessioni. Può essere letto da chiunque, perché non richiede una particolare preparazione di tipo matematico.
Giovedì, 01 Agosto 2013 07:31

La misura del mondo

TRAMA:
La vita di Alexander von Humboldt viene presentata a partire dall’infanzia: minore di due fratelli, il primo diventa un famoso filologo, si raccontano i dispetti che gli vengono fatti dal fratello. Dopo aver studiato finanza all’Università di Francoforte, alla morte della madre, Humboldt si sente libero di partire e, dopo aver dato le dimissioni dall’incarico di assessore, parte per Weimar, poi procede per Salisburgo, dove acquista gli strumenti necessari per le misurazioni in Sudamerica e resta un anno in Austria per esercitarsi all’utilizzo degli strumenti. Si reca a Parigi, dove è ospite del fratello. Inizialmente doveva partire, per un viaggio intorno al mondo, con Baudin, che però fugge con i soldi. Incontra Aimé Bonpland, medico, naturalista, botanico francese, che doveva partire anche lui nella spedizione di Baudin. Insieme partono per la Spagna. A Madrid, ottengono udienza con Manuel de Urquijo, amante della regina e ministro. A La Coruna prendono una fregata per la via dei Tropici. Giungono a Tenerife e poi in Nuova Andalusia, dove in sei mesi esaminano e misurano tutto il misurabile. Sta per elaborare un nuovo concetto di geografia e approfitta dell’eclissi per effettuare ulteriori misurazioni.
A Caracas compiono l’ascesa della Silla e poi, in sella a dei muli, partono alla volta dell’Orinoco. Nella città di San Fernando vendono i muli, comprano una barca a vela e scelgono quattro uomini che li accompagnino. Durante la navigazione lungo l’Orinoco, la vegetazione diventa sempre più fitta e, quando raggiungono le famigerate cateratte, i gesuiti della missione locale mettono a loro disposizione degli indigeni che possano aiutarli. Oltre le cateratte, il fiume diventa molto stretto e rapide vorticose fanno mulinare la barca. Procedono per rio Negro e a San Carlos raggiungono l’equatore magnetico. Raggiungono l’ultimo insediamento, la missione Esmeralda e, poco oltre, decidono di rientrare. Cercano poi di salire sul Chimborazo, ma non raggiungono la cima, anche a causa del mal di montagna che li affligge. 
Durante il viaggio in nave per raggiungere la Nuova Spagna, vengono sospinti alla deriva da un’eruzione del vulcano Cotopaxi. Salgono al Popocatepetl, visitano le rovine di Teotihuacan, si recano sul vulcano Jorullo, dove Humboldt si fa calare nel cratere e sconfessa la teoria del nettunismo. Prende poi una nave per l’Avana e infine per Philadelphia. Qua viene portato a Washington, dove incontra il presidente della repubblica. Rientra infine a Parigi.
Gauss ha una vita meno avventurosa: vive un’infanzia molto povera, essendo figlio di un giardiniere, ma il maestro di scuola, nonostante la sua severità, si rende conto della predisposizione per la matematica del su o allievo, dopo che questi risolve in pochi minuti il problema di addizionare tutti i numeri da uno a cento. Sempre grazie a lui, viene ammesso al liceo, ed incontra il duca di Brunswick, che si occupa di mantenerlo. Poi fa una scoperta che cambia il corso della sua vita, ovvero riesce a disegnare un poligono regolare di 17 lati, con l’aiuto di soli riga e compasso. Proprio in seguito a questo, Gauss decide di occuparsi solo di matematica. Dopo la sua laurea, per problemi economici, si occupa dell’agrimensura, per riuscire a mantenersi. Proprio durante questo suo lavoro per le campagne conosce Johanna, che in seguito diventa sua moglie. E mentre lavora, ha anche l’ispirazione per scrivere la sua opera più importante, le Disquisitiones Arithmeticae. Riesce a individuare dove il pianetino Cerere sarebbe riapparso e quando e diventa famoso, visto che l’astronomia è una scienza popolare: chi scopriva una stella era un grand’uomo. Il duca lo convoca e gli propone di diventare direttore dell’osservatorio che vuole fondare, ma Gauss chiede un po’ troppo e il duca non si decide a far la sua proposta. Si sposa e si trasferisce a Gottinga, dove, dopo avergli dato tre figli, la moglie muore. Successivamente decide di sposarsi con Minna, amica un po’ ottusa della moglie, la quale gli darà tre figli. 
Gauss iIncontra von Humboldt nel 1828, a Berlino, dove si reca con il figlio Eugen per il Congresso degli scienziati tedeschi. Gauss si sta occupando delle statistiche di mortalità, mentre Humboldt è ciambellano. Vagando per le strade di Berlino, il figlio di Gauss si ritrova coinvolto in un’assemblea di studenti e viene catturato dalla gendarmeria; il padre e Humboldt intervengono per liberarlo, ma fanno più male che bene. Mentre il padre comincia la sua collaborazione con Weber e i suoi studi sul magnetismo e Humboldt compie un deludente viaggio in Russia, Eugen riesce ad ottenere l’esilio e si reca in America, dove, senza la forte invadenza del padre, forse riuscirà a crearsi una sua vita.
 
COMMENTO:
Un modo originale e simpatico per presentare la biografia di due grandi. Dal punto di vista storico, non ci sono inesattezze e gli aneddoti che imperlano la loro vita fanno sentire ancora più vicini i due personaggi. Il testo è scorrevole, anche se dà l’idea di una narrazione senza pause, quasi di un fiume in piena che fatica a mantenersi negli argini, tanto che anche il discorso diretto non esiste: è una specie di discorso diretto, nella forma indiretta ma senza virgolette. 
La lettura è stata molto coinvolgente e mi ha permesso sia di scoprire cose che non conoscevo, sia di ritrovare aneddoti e episodi, che invece mi erano noti. Consiglierei la lettura a quanti amano il mondo scientifico e soprattutto a coloro che se ne sentono attratti ma al tempo stesso respinti: il libro è leggero e poco impegnativo (nel senso positivo dei termini), perciò alla portata di tutti.
Giovedì, 01 Agosto 2013 07:19

L'uomo che sapeva contare

TRAMA:
Un giovane persiano di nome Beremiz Samir, nato nel villaggio di Khoi ai piedi del monte Ararat, lavorava come pastore al servizio di un ricco signore di Khamat. Per timore di perdere qualche elemento del gregge, Beremiz contava ogni giorno, più volte al giorno, tutte le pecore e divenne quindi molto abile nel contare, tanto da poter contare gli uccelli di uno stormo, le api di uno sciame, le formiche di un formicaio, con una sola occhiata. Per questo motivo, il padrone lo mise a sovrintendere alla vendita dei datteri e, dopo quasi dieci anni di servizio, gli concesse quattro mesi di riposo. Egli decise di recarsi a Baghdad per visitare i parenti e ammirare le moschee e i palazzi.
Durante questo viaggio incontrò Hanak Tade Maia, voce narrante della vicenda, nonché suo fedele amico. Durante il viaggio, Beremiz risolse i quesiti matematici che gli venivano via via proposti e in questo modo riuscì a ottenere numerosi privilegi: un cammello, un magnifico anello d’oro con pietre preziose nere, un turbante blu… diventò anche segretario del visir Ibrahim Maluf!
La sua fama si diffuse sempre più velocemente e lo sceicco Iezid Abul Hamid gli chiese di insegnare le proprietà dei numeri a sua figlia Telassim, per preservarla dalle tragiche disgrazie che un famoso astrologo aveva previsto per lei al momento della sua nascita. Beremiz, che in passato fu istruito da un vecchio derviscio di nome Nô-Elim, al quale aveva salvato la vita durante una violenta tempesta di sabbia, accettò volentieri. Cominciarono così le lezioni: una spessa e pesante tenda di velluto rosso che pendeva dal soffitto fino al pavimento impediva a Beremiz di vedere la sua allieva, che si mostrava in ogni caso attenta e intelligente. 
Beremiz si guadagnò presto anche i favori del Califfo, nonostante l’invidia di alcuni cortigiani che tentarono più volte di metterlo in cattiva luce e di tendergli agguati. 
La prima sera dopo il Ramadan, il Califfo preparò una strana sorpresa per Beremiz: avrebbe dovuto confrontarsi pubblicamente con sette matematici. Poco prima della prova, lo sceicco Iezid intervenne per riportare a Beremiz l’anello che aveva smarrito durante una lezione a Telassim, al quale è legato un biglietto da parte di Telassim stessa, e un tappeto preparato dalla donna, sul quale erano stati ricamati alcuni versi d’amore che solo Beremiz potesse capire. Beremiz rispose senza problemi a tutte le domande e al termine il Califfo gli propose di richiedere qualsiasi cosa volesse. Egli chiese la mano di Telassim, ma prima di concedergliela, il Califfo gli propose un ultimo quesito, al quale Beremiz rispose positivamente. 
Nel 1258, i barbari assediarono la città di Baghdad: lo sceicco Iezid morì in battaglia, il Califfo fu preso prigioniero e decapitato. La città fu saccheggiata e rasa al suolo. Ma Beremiz, la sua famiglia e il suo fedele amico erano ben lontani: a Costantinopoli, con sua moglie e i loro tre figli, Beremiz viveva felice.
 
COMMENTO:
Una favola con la matematica come protagonista. E l’Uomo che Sapeva Contare incarna proprio tutte le caratteristiche del matematico: intelligente, con mille risorse e la risposta pronta, ma soprattutto al di sopra di ogni immoralità.
Una delle ricchezze del libro è data dai giochi logici che percorrono ogni episodio: in questo modo, chi affronta la lettura può scegliere se leggere direttamente le risposte dell’Uomo che Sapeva Contare o interrompere per un momento la lettura, tentando di rispondere per proprio conto ai quesiti.