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Newsletter (36)

È stata inaugurata il 12 luglio scorso Extreme, la “nuova esposizione permanente progettata e realizzata dal Museo per scoprire gli strumenti e il lavoro di chi esplora l’infinitamente piccolo”. Si sta parlando del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e la mostra è stata realizzata in partnership con il CERN, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare e con l’INFN, ovvero l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Extreme svela ciò che accade all’interno dei laboratori del CERN e dell’INFN, due dei più grandi istituti di ricerca che svolgono esperimenti legati alla fisica delle particelle. Oggetti, anche di grandi dimensioni e di valore storico, insieme a installazioni multimediali e interattive caratterizzano l’esperienza del visitatore.” Sul sito del Museo Nazionale della Scienzaè possibile avere indicazioni più dettagliate sul contenuto dell’esposizione. Il percorso espositivo comincia con il tema delle tracce, che servono da introduzione ai rivelatori, “in un allestimento scenografico sono esposti oggetti storici e attuali che raccontano importanti tappe della fisica italiana e internazionale”: non vedo l’ora di visitarla di persona!

Restando sempre nell’ambito della fisica, forse a breve sentiremo parlare di Jacob Barnett, classe 1998, precoce genio della matematica, che – nonostante la giovane età – probabilmente in futuro riceverà il premio Nobel per le sue teorie, che riguardano la relatività di Einstein. “Il mio bambino speciale” è il libro scritto dalla madre, Kristine, che, grazie alla sua forza, è riuscita a far emergere le doti di Jacob. Poco dopo aver compiuto un anno di età, il ragazzino si era chiuso nel suo mondo, il mondo irraggiungibile dell’autismo, ma la madre è riuscita in qualche modo a raggiungere il figlio e a scoprire che quel quoziente intellettivo di 189, inizialmente passato in secondo piano a seguito della diagnosi di autismo, gli aveva permesso di imparare a leggere, nonostante le raccomandazioni di non aspettarsi troppo da un figlio in simili condizioni. Osservarlo in questa chiacchieratadi TEDxteen riempie di meraviglia: risale a qualche anno fa, ma emerge tutta la passione di Jacob, come ci conferma la madre: «Con il tempo ho capito che i numeri e i concetti numerici sono come amici per lui. […] Gli dico sempre: “Jake, tu non capisci. La matematica fa paura alle persone. Fa paura a me”. Penso che sia per questo che è così dedito a sradicare quella che lui chiama la “matematicafobia” dovunque la individui. Crede davvero che se mi fosse stata insegnata in modo diverso, amerei la matematica quanto lui.» (Di autismo ha parlato anche il “Corriere della Sera” nei giorni scorsi, sostenendo che alcune aziende cercano in particolare gli Asperger: “Delle loro capacità si sono accorti grandi realtà industriali e tutti quegli ambienti lavorativi in cui il comportamento ripetitivo e l’assenza di distrazioni sono essenziali per ottenere risultati migliori.”)

“Sradicare la matematicafobia” è anche la missione di quelli di Redooc che cercano di rispondere, per l’ennesima volta, all’annosa questione: “A cosa mi servirà la matematica nella vita?”. In questo caso, si parla di radiografie e algoritmi e il tentativo di risposta è di Paola Elefante, matematica italiana trapiantata in Finlandia. “La matematica non è immediata. Richiede impegno, analisi, riflessione. Tuttavia la fatica si sente meno quando si ha motivazione, quando si inquadra, seppur lontano, un obiettivo da raggiungere.” La spiegazione di Paola, di cui questa è solo l’introduzione, è davvero geniale e semplice: il linguaggio è leggero e svagato, ma i contenuti, per quanto tosti, sono davvero semplici da capire e… tutto questo fa venir voglia di studiare matematica! Le parole che ho citato mi rimandano a quelle di Michael Atiyah, uno dei più grandi matematici tuttora viventi, vincitore del premio Abel nel 2004 e autore del libro “Siamo tutti matematici”: “La matematica è difficile e, anche se ti piace e sei portato, devi studiare e impegnarti molto.” E ancora: “Per essere un buon matematico non basta la logica, occorre anche immaginazione, intuizione, visione, ovvero tutte le qualità di un artista.” Se avete voglia di dedicare un po’ di tempo a una lettura impegnativa, ma davvero interessante, il libretto di Atiyah è quello che fa per voi! Se invece volete dedicarvi a una lettura che offre anche un po’ di svago, nonostante l’argomento, vi consiglio “Archimede aveva un sacco di tempo libero”, di Bruno Codenotti: la presenza dei fumetti di Claudia Flandoli permette di comprendere più facilmente alcuni degli aspetti più tosti legati all’infinito. Il libro si rivolge a un pubblico che abbia fatto propri i concetti della matematica di base, come i ragazzi del triennio delle superiori. Per le vostre letture estive, ulteriori suggerimenti ci pervengono dal blog mathisintheair: per quanto mi riguarda, alcuni li ho già letti, altri sono nella lista delle mie prossime letture, ma alcuni non li conoscevo, perciò… urge un salto in libreria!

Tornando a Kristine Barnett e all’aiuto che ha dato al figlio, frequentando lei stessa lezioni universitarie di matematica e fisica per consentire al figlio, che era alle elementari, di poter accedere a quel mondo, mi è venuto da sorridere leggendo l’ennesimo post su Facebook di un’amica, nel quale paragona quesiti di matematica di terza elementare a problemi di fisica quantistica, chiedendo aiuto alle altre mamme. Forse anche il team di Redooc ha provato il mio stesso sconcerto e ha quindi lanciato l’indagine #mammacheconta“per capire meglio i problemi delle mamme e per cercare di offrire dei supporti concreti e mirati”. Chiunque abbia problemi, quindi, si faccia avanti!

Per quanto mi riguarda, non è la prima volta che un genitore mi contatta tramite il sito per chiedermi consigli. Diciamo che, in dieci anni, ho avuto alcuni contatti interessanti. Ebbene sì, 10 anni: www.amolamatematica.itfesteggia dieci anni! Non chiedetemi la data esatta, perché per il mio provider il dominio scade il 23 giugno, ma per l’indice ShinyStat il sito è nato il 14 agosto. In ogni caso, ci sono dei numeri più esatti sui quali possiamo contare: 405 articoli nell’ambito degli esercizi, 158 per i libri, 33 in Schemi e riassunti, 15 in storia, 10 nelle curiosità, 25 nel fine ciclo e, da pochi giorni, è online la nuova sezione, Newsletter, nella quale potete trovare le ultime 12 newsletter pubblicate (anche nel caso delle newsletter, però, come potete vedere dal titolo, i numeri stanno diventando importanti, visto che siamo alla numero 91!).

Moreno Andreatta, 45 anni, “è stato promosso direttore di ricerca Cnrs all’Ircam (Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique) di Parigi ed è soprannominato “matemusicista” per la sua capacità di studiare i rapporti fra matematica e musica”: per quanto la musica sia bella a prescindere dalla matematica, pare che molti grandi autori pensino “come dei matematici senza accorgersene”, dato che “la musica è un’arte molto strutturata, anche se chi la fa spesso non se ne rende conto”. Questo non implica che basti la matematica per comporre buona musica, come specifica Andreatta parlando dei computer: “Ai computer oggi manca la creatività. Calcolo e rigore sono riproducibili, il colpo di genio no. Ma ci stanno lavorando parecchi ricercatori.” Per chi volesse approfondire un po’ l’argomento, ecco alcuni video di youtube intitolati Musimathics.

Per concludere: l’ultima newsletter ha riservato parecchio spazio alla prova di matematica della maturità, ma la polemica non si è ancora sopita, soprattutto dopo che Francesco Alfieri, maturando del Liceo scientifico “Falcone” di Asola, in provincia di Mantova ha segnalato un errore nel testo della prova…

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

L’inizio di questa Newsletter non può che essere dedicato alla prova di matematica della maturità scientifica, che si è svolta il 23 giugno scorso. Secondo Wired, o meglio secondo un docente di matematica di un liceo, la prova “è stata di media difficoltà, ma non proprio di immediata risoluzione”. Il primo problema aveva come argomento la modellizzazione e trattava di un serbatoio per il gasolio per il riscaldamento di un condominio: il fatto che si chiedesse di scegliere tra tre funzioni rendeva il problema “abbastanza gestibile anche se non semplicissimo”. Il secondo problema, più lungo, era più standard e quindi, forse proprio per questo motivo, è stato affrontato dalla maggior parte degli studenti. Una seconda riflessione ci viene offerta da un papà, (il papà è Stefano Marcellini, un ricercatore nel campo della fisica delle particelle elementari) che ha provato a fare il compito “cercando di immedesimarsi nei pensieri dello studente medio”. E la prima riflessione è proprio sullo studente medio: “mi sono reso conto dello scollamento che esiste tra quelli del Miur che preparano le prove di esame, e la scuola reale. E siccome il Miur dovrebbe essere la scuola, questo potrebbe rappresentare un problema.” La seconda riflessione riguarda la necessità di riconoscere un’utilità alla matematica: “Si può fare matematica anche chiudendosi dentro un bunker e privandosi di qualunque contatto sensoriale col mondo, e anzi, il bello della matematica è proprio questo. È il trionfo della logica e del ragionamento, e la sua bellezza non risiede nell’applicazione pratica.” La modellizzazione della matematica suscita sempre questo genere di reazioni, per lo meno la modellizzazione che viene proposta dal ministero durante la prova. Pare che Marcellini si sia davvero lasciato prendere la mano nel commento: “se proprio volete contestualizzare i problemi di analisi matematica, date problemi che abbiano un senso, oppure – molto meglio – lasciate perdere la contestualizzazione e date problemi di analisi matematica e basta…” Importante infine la distinzione tra ragionamento e automatismi: un interrogativo che dobbiamo porci in tanti.

Ha preceduto di poco la prova di maturità l’articolo del “Sole24ore” secondo il quale, dallo studio Ocse sulla matematica, emerge che “gli alunni italiani conoscono l’algebra ma fanno fatica ad applicarla alla realtà quotidiana”. “Rispetto alle conoscenze di algebra, l’Italia risulta leggermente sopra la media Ocse in fatto di familiarità con concetti di geometria e algebra, attestandosi attorno al livello 2 su 4. Ma i nostri ragazzi hanno difficoltà ad applicare alla realtà che li circonda quanto hanno appreso”. In altre parole, secondo gli analisti la matematica pura non basta. Un binomio, per certi aspetti, vecchio, se si considera anche il libro di Godfrey Hardy Apologia di un matematico.

In ogni caso, per chi quest’anno ha dovuto scontrarsi con la prova di matematica dell’esame di maturità, ecco le soluzioni di Redooc, disponibili già dal giorno della prova e svolte con grande accuratezza. Anche perché non è detto che, pur avendo scelto il liceo scientifico, la matematica sia facile. Personaggi come Luis Esquivel, in effetti, sono più unici che rari. E chi è Luis? “Gioca con le radici quadrate, recita la tavola periodica invece delle filastrocche, riesce a leggere con naturalezza numeri a dodici cifre e conosce il numero atomico dell’ossigeno e dell’idrogeno”. E ha solo cinque anni! Il suo passatempo preferito però è il “doubling”, ovvero il raddoppio: gli si dice un numero a caso e lui continua a raddoppiarlo. Il bambino è originario delle Hawaii ed è stato recentemente in Italia per partecipare a un gioco matematico organizzato da Original Marines a Firenze. Forse è vero, come l’ultimo studio condotto dai ricercatori del King’s College, che “il talento per i numeri è scritto nei cromosomi”. Pare che il DNA giochi un ruolo di primo piano per matematica, fisica e lingue straniere, mentre ha un effetto più blando su storia e altre materie umanistiche. Eppure continuo a restare convinta, come qualche anno fa, che scegliere di dare la “colpa” al DNA possa in qualche modo diventare un’ottima scusa per non applicarsi. Anche il genio matematico non può fare a meno della fatica, come è ben evidenziato dalla storia di Srinivasa Ramanujan visibile sul grande schermo dai primi di giugno. Nel film viene evidenziata molto bene l’importanza della dimostrazione, il “concetto matematico di cui non potremmo fare a meno”, come ci racconta Luca Granieri sul blog di Maddmaths. È simpatico l’excursus tra i diversi tipi di dimostrazione, fino ad arrivare alla dimostrazione più rigorosa possibile, quella matematica: “il vero matematico non è contento finché l’enunciato non è stato dimostrato in ogni suo elemento, con stretto rigore logico e la massima chiarezza. Questa ossessione ha i suoi buoni motivi. Una dimostrazione è la garanzia inossidabile della validità di un’idea. Non c’è massa di prove che potrebbe sostituirla.” Le parole non sono di Granieri, ma di Ian Stewart, dal libro “Com’è bella la matematica”. La cosa interessante è che nel corso del post si ritorna sul concetto di utilità, citando sempre Stewart: “Le persone che amano svolgere un’attività raramente si domandano se ne vale la pena; la amano e basta. Quando uno studente si domanda perché abbiamo bisogno delle dimostrazioni, forse ha qualche difficoltà a capirle, o a costruirne per conto suo.”

Non si può non accennare a Nettie Stevens, la scopritrice dei cromosomi sessuali alla quale Google ha dedicato il Doodle di ieri: in questo modo, Google ha celebrato i 155 anni dalla nascita della scienziata. La Stevens fece la scoperta indipendentemente dallo zoologo e genetista Edmund Beecher Wilson. “Negli anni precedenti la morte, Stevens continuò i suoi studi sugli insetti, occupandosi anche del moscerino della frutta”. Fu proprio lo studio di questo insetto che valse a Thomas Morgan, che era stato suo docente, il premio Nobel del 1933.

Per concludere in leggerezza, visto che siamo in estate, non può mancare la rubrica sul sesso… e quindi ecco la chiacchierata di Clio Cresswell realizzata un paio d’anni fa per Ted (qui potete trovare la trascrizione). La Cresswell è membro dell’Applied Mathematics Research Group di Sydney ed è anche l’autrice del libro Matematica e Sesso (2008). La chiacchierata comincia con due equazioni, ma si snoda in modo divertente raccontandoci il senso della matematica e come opera, in particolare in psicologia, sociologia, antropologia e biologia. La Cresswell è realmente convinta che le equazioni siano bellissime, visto che a più riprese le definisce “sexy” e si dice convinta che gli ascoltatori non possano che essere d’accordo. Fa un’importante riflessione sul calcolo della media e la presunta incapacità degli uomini di dire la verità, ma la cosa più divertente è l’equazione che rappresenta la produzione ormonale degli uomini e delle donne: se pensate che le donne siano più complicate degli uomini, forse dopo aver ascoltato la chiacchierata, cambierete idea!

Vi siete mai domandati cosa succederebbe a bere un bicchiere d’acqua mentre siete su un aereo tipo Top Gun a testa in giù? E come potete far implodere una cisterna di un treno solo con la potenza del vuoto? Ultimo video: cerchi o quadrati? Insomma, se li guardiamo al di qua dello specchio, sembrano quadrati, ma lo specchio ci fa vedere dei cerchi… chi ha ragione?

Per finire, potreste approfittare dell’estate per mettervi alla prova con qualche quesito matematico: avete un’ora per rispondere alle 10 domande ed è vietato l’uso della calcolatrice… buon divertimento!

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

Questa newsletter comincia con gli effetti speciali della TedTalk del febbraio scorso di Cedric Villani, famosissima medaglia Fields. “What’s so sexy about math?” è la domanda cui cerca di rispondere il matematico. La matematica può sembrare astratta, fatta solo di numeri, calcoli e regole da applicare, ma non è in realtà solo ragionamento, è anche immaginazione, è la capacità di trovare la verità, è “replacing a beautiful coincidence by a beautiful explanation”, ovvero sostituire una splendida coincidenza con una splendida spiegazione. La matematica cambia la nostra visione del mondo, la matematica ci permette di andare oltre l’intuizione ed anche la gente comune se ne rende conto, visto che in un sondaggio del 2009, è stato riconosciuto che il miglior lavoro del mondo è il matematico. Se si ha la pazienza di ascoltare l’intera, affascinante, chiacchierata, si arriva alla spettacolare descrizione della nascita di un’idea: il cervello che continua a lavorare, anche quando il tuo corpo dorme, la battaglia tra il cervello e il problema, fino al bellissimo invito finale: “So in a few years, when you come to Paris, after tasting the great, crispy baguette and macaroon, please come and visit us at Institut Henri Poincaré, and share the mathematical dream with us.” (Quando verrete a Parigi, dopo aver gustato una croccante baguette e i macaroon, per favore venite a trovarci all’Istituto Henri Poincaré, e condividete con noi il sogno matematico.)

Dalla Medaglia Fields francese all’unica Medaglia Fields italiana, Enrico Bombieri: nel suo intervento in occasione dell’adunanza generale solenne dell’Accademia dei Lincei, il matematico professore emerito nella School of Mathematics presso l’Institute for Advanced Study di Princeton, ci ricorda che “la matematica svolge un importante ruolo anche se spesso non è visibile al grande pubblico”, ovvero è un “indispensabile strumento per lo sviluppo della società”. Eppure, non c’è probabilmente una grande consapevolezza riguardo l’importanza della matematica, visto che si parla ancora di analfabetismo matematico. Si parla di questa piaga all’indomani del rapporto Ocse-Pisa del 2012, che ha raccolto i dati di oltre 60 milioni di quindicenni in 64 diversi paesi. “In Italia l’analfabetismo matematico raggiunge quota 24.7%, quasi due punti percentuali sopra la media mondiale”. Cosa comporta questo analfabetismo? Non si tratta solo di dover usare una calcolatrice più di frequente, ma di dover chiedere spesso aiuto per risolvere anche in problemi più semplici: chi è un analfabeta “fa fatica a distinguere diversi livelli di rischio, tende a credere più facilmente alle pseudoscienze ed è più sensibile all’effetto framing, cioè le sue scelte possono essere influenzate con meno fatica”.

Forse, per porre rimedio a questo analfabetismo, può essere utile una mappa dell’universo matematico, molto simile alla mappa della metropolitana di Londra, o forse dovremmo trovare il modo di rendere meno noiosa l’ora di matematica che i nostri alunni passano a scuola. E come? Grazie ai suggerimenti di Francesca E. Magni: a partire dai test Ocse e dall’ansia causata dall’apprendimento della matematica, l’autrice cita di “dieci comandamenti per gli insegnanti di matematica” di George Polya. Come al solito, Francesca è una miniera di idee: dai siti sui quali possiamo trovare vignette di matematica ad alcune strategie “divertenti” di insegnamento, ce n’è davvero per tutti i gusti!

Ma dovremmo provare a chiedere anche a Chiara Burberi per sapere come superare la noia della matematica: Chiara è tra le fondatrici di Redooc (citato più volte nelle scorse newsletter), la piattaforma che “ospita più di mille videolezioni e settemila esercizi svolti che coprono i programmi” di medie e superiori. È citata da Wired, in quanto è una delle quattro italiane “fra le 100 migliori imprenditrici digitali d’Europa”. Insomma, non solo quattro italiane, ma quattro donne e una di esse è… matematica!

L’8 giugno, alla vigilia dell’uscita in Italia del film “L’uomo che vide l’infinito”, Radio3Scienza ha dedicato una puntata a Ramanujan, “Il matematico scalzo”. Ospite Francesco Pappalardi, Professore Associato all’Università di Roma 3 ma è presente anche, tramite un’intervista preregistrata, il matematico Ken Ono, della Emory University di Atlanta, consulente scientifico del film. Ono dichiara subito di aver incontrato più volte (virtualmente) il matematico indiano, a partire da una lettera degli anni Ottanta che la vedova di Ramanujan ha inviato a suo padre. Grazie all’intervento di Ono, la figura di Ramanujan è stata resa molto bene e la figura del matematico è presentata in modo credibile. La matematica di Ramanujan era così in anticipo sui tempi che è più pertinente oggi di quanto potevano cogliere i suoi contemporanei. Per Pappalardi, la matematica dell’indiano è come il “mattone di un castello tuttora in costruzione”. L’incontro tra Ramanujan e Hardy, descritto benissimo da Robert Kanigel nel libro omonimo, è tale da aver ispirato Ono che ha avviato la ricerca di ulteriori geni matematici attraverso il Templeton World Charity.

Concludo con una serie di simpatiche immagini matematiche, che possono sempre tornare utili per le presentazioni in classe e con la prova Invalsi che si è svolta ieri mattina durante gli esami di terza media: trovate sul sito il testo e la correzione.

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

Oltre al tempo risicato, tipico di ogni fine d’anno scolastico, per farmi tardare con la newsletter ci si è messa pure la carenza di materiale matematico. Pare che non ci siano grandi scoperte all’orizzonte e che ci si stia davvero avvicinando alle vacanze scolastiche… Perciò, visto che le vacanze si avvicinano, parliamo di gite: ad esempio, potrebbe essere utile sapere che la mostra MadeInMath continuerà al Muse di Trento fino al 26 giugno. “Realizzata in collaborazione con il Centro Matematita dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università degli Studi di Trento e il Centro PRISTEM dell’Università Bocconi di Milano, la mostra ripropone il percorso di “MateinItaly. Matematici alla scoperta del futuro”, che si è svolta presso la Triennale di Milano da settembre a novembre 2014, ma con alcune sottolineature legate proprio al tema della matematica nella quotidianità.” Per chi avesse già visitato la mostra della Triennale, forse troverà la mostra del Muse una rivisitazione in tono minore, come è capitato a me, ma per chi non avesse avuto modo di visitare l’edizione precedente, questa non può che essere un’occasione di cui approfittare.

Sempre in tema matematica/museo, “il Liceo Scientifico Mancini di Avellino e il Consorzio Universitario Irpino hanno avanzato ai giovani alunni una proposta che è davvero controcorrente: investire nella cultura dei saperi scientifici per il proprio futuro” grazie al progetto di alternanza scuola-lavoro, presso il Giardino di Archimede, il Museo della matematica. Una bellissima occasione per i 56 ragazzi coinvolti, grazie ai tutor e ai docenti “che hanno saputo coinvolgerli in questo percorso certamente interessante ed innovativo”.

Per qualcuno, l’estate ormai alle porte sarà rovinata da un debito, magari in matematica: la soluzione potrebbero essere “campi estivi, club, gare e giochi” per imparare ad amare la matematica? Pare, infatti, che un quarto degli studenti italiani nutra una certa avversione per la matematica ed ecco quindi una strategia “per rendere i numeri un’avventura piacevole, anziché uno scoglio insuperabile”. L’idea di organizzare campi estivi per la matematica arriva dalla Mathematical Association of America: “gli americani hanno scoperto già da tempo i vantaggi dei laboratori e dei programmi di matematica extracurricolari”… forse dovremmo prendere esempio. A proposito di giochi matematici, non dimentichiamo Edoardo, alunno della scuola media Buonarroti, che a fine agosto si confronterà con i più bravi d’Europa a Parigi: per lui non potrà che essere un’estate davvero speciale! “Ho partecipato solo per divertimento, non ho fatto niente di particolare” è l’incipit dell’articolo: ecco di nuovo l’idea di matematica e divertimento!

Oltre ai tanti ragazzi che stanno facendo il conto alla rovescia per le vacanze estive, ci sono anche quelli ormai in dirittura d’arrivo con la maturità: ecco un po’ di idee per la tesina, in modo da poter coinvolgere anche matematica e fisica, offerteci dal team di Redooc. Come ho avuto spesso modo di sottolineare con i miei alunni, le idee non mancano: bisogna solo avere il coraggio di affrontare un po’ di fatica. Ma, d’altra parte, sono proprio le cose che ci costano maggiori fatiche quelle di cui poi andiamo più fieri. Tra le idee da valutare per la tesina, non si può certo dimenticare l’infinito! “L’infinito! Nessun’altra domanda ha mai scosso così profondamente l’animo umano, nessun’altra idea ha stimolato così fruttuosamente l’intelletto; ancora nessun altro concetto ha una più grande necessità di chiarificazione quanto quello dell’infinito!”, ci dice David Hilbert. Il post è del blog “Math is in the air” ed è la prima puntata, ma il loro programma è davvero interessante e imperdibile: “Passeggeremo tra i secoli e le menti più geniali della storia della matematica, conosceremo come nascono le idee, i teoremi e le più importanti dimostrazioni che questo labirinto ci porta necessariamente ad incontrare. Saremo, finalmente, in grado di capire l’infinito.”

Qualcuno è riuscito a fare della propria passione, la matematica, anche un modo per guadagnare, come James Simons che “figura tra i più ricchi gestori di fondi”. “Nato come matematico, fino agli anni 70 passava le sue giornate craccando codici per conto nella Nsa […] poi ha usato quelle competenze con cui scardinava sistemi di sicurezza per decidere cosa comprare e vendere a Wall Street. Con un successo che non ha precedenti”. Per chi fosse interessato a conoscere i suoi segreti, ecco l’intervista che Chris Anderson ha realizzato per TED nel marzo del 2015.

Concludo con un compleanno, quello del laser, che il 16 maggio scorso ha compiuto 56 anni, grazie al “visionario scienziato Theodore Maiman, fisico e ingegnere elettronico statunitense”. “Definita dall’American Insitute of Physics ‘Una delle più importanti invenzioni dell’ultimo secolo’ e dal New York Times ‘Una delle più versatili innovazioni del ventesimo secolo’ la tecnologia laser ha permesso di rivoluzionare le operazioni chirurgiche ma anche i lettori di cd, dvd, stampanti, mouse dei pc, lettori dei codici a barre.”

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela