Venerdì, 11 Settembre 2020 11:29

162 - 11 Settembre 2020

Ogni nuovo inizio porta con sé nuove sfide: per qualcuno, nuovo inizio significa nuove opportunità, per qualcun altro i nuovi inizi portano con sé ansia e incertezza.

 

Federico Benuzzi, insegnante-giocoliere-attore, ci offre un prezioso esempio di nuovo inizio: «l’emozione della prima volta, dopo anni che non provavo più un batticuore di quel tipo, e il testo dello spettacolo che corre come se il 22 febbraio fosse stato il giorno prima». Le sue riflessioni, per quanto si riferiscano alla sua carriera di attore, possono essere generalizzate ad ogni situazione: nel leggere il post, che siate insegnanti o studenti e qualsiasi sia la vostra professione, avete pensato a tutti i vostri nuovi inizi dopo un’interruzione e, visti i tempi, avete pensato alla ripresa dopo le chiusure dell’emergenza sanitaria. Si tratterà, come sempre, di superare i primi minuti di nervosismo e poi sarà come non aver mai smesso…

 

Magari qualcuno riuscirà a ripartire con gli effetti speciali di Matthew Weathers, della Biola University in California, perché d’altra parte lo scorso anno scolastico ci ha mostrato quali strumenti informatici abbiamo a disposizione. Se con la tecnologia, invece, siete ancora un po’ zoppicanti, potete approfittare della terza puntata di smART attack, una delle iniziative del prefestival di BergamoScienza. Cristian Manzoni, docente di Fisica al Polimi di Milano e Simone Iovenitti, astrofisico e fondatore di physicalpub, hanno intrattenuto il pubblico per circa un’ora misurando il valore di pi greco con un… p-endolo. Un bellissimo suggerimento che collega fisica e matematica.

 

Tra i nuovi inizi, ogni anno c’è il test di ammissione alle facoltà sanitarie. Secondo Paolo Canova, di Taxi1729, quest’anno si è trattato di «una prova difficile, in linea con quella degli ultimi anni, ma serviva uno studio specifico». Di fatto, è sempre più chiaro che non bastano gli studi delle superiori per affrontare questa prova, perché serve una preparazione diversa. La prova, come sempre, è a disposizione sul sito dell’Alpha Test: in questo modo, ognuno può farsi una propria opinione.

 

In questo inizio molto particolare, gli studenti sono invitati a dare il proprio contributo per questa indagine di Redooc: il questionario è compilabile direttamente online ed in esso «si approfondisce lo stato d’animo con cui ci si appresta a far rientro a scuola, le norme da seguire che ci si attende, oltre ad un termometro di quello che è stato il periodo di lockdown, per valutare le piattaforme e le modalità di interazione con i docenti durante quel difficile momento». I risultati verranno diffusi su Redooc.com.

 

Posso celebrare questo nuovo inizio con un sito nuovo di zecca! Durante l’estate ho risistemato un po’ i contenuti e qualcuno ha lavorato per me sulla grafica, aggiornando la struttura del sito. Potete quindi vedere già in homepage le ultime recensioni che ho avuto occasione di fare (ho superato le 250!). Il primo libro è Il computer è donna, opera di Carla Petrocelli, docente di storia della rivoluzione digitale presso l’Università di Bari. Suddiviso in sei capitoli, il libro ripercorre la storia dell’informatica tra Ottocento e Novecento: si comincia con Ada Byron e si procede con Grace Hopper, Hedy Lamarr e Dorothy Johnson Vaughan. Sono certa che troverete un sacco di cose che non conoscete, a partire dalla nascita dei termini hardware e software: gli uomini ritenevano che il lavoro di progettazione della macchina fosse più importante di quello di programmazione, tanto che i termini hard e soft lasciavano «pensare che i lavori “duri” erano solo appannaggio maschile» ed erano «opposti a quelli “morbidi”, più femminili». Il secondo suggerimento è Almarina, di Valeria Parrella, finalista alla Settantaquattresima edizione del Premio Strega. La protagonista è un’insegnante di matematica cinquantenne, da poco rimasta vedova, che lavora nel carcere minorile di Nisida. Ed è proprio lì che incontra Almarina. Quello di Valeria Parrella non è semplicemente un romanzo, ma un percorso che ci permette di immedesimarci nelle paure e nelle ansie della protagonista e al tempo stesso di sperare per Almarina, che è stata lanciata nella vita con una grande dose di sfortuna, in un futuro migliore. Il libro di Carlo Rovelli, L’ordine del tempo, è un po’ più impegnativo: fin dall’inizio, Rovelli ci racconta che il tempo è diverso «da questo uniforme scorrere universale» e «resta il mistero forse più grande». Le sue intenzioni sono chiare: «nelle pagine che seguono, racconto quello che abbiamo capito del tempo, le strade che stiamo seguendo per cercare di capire meglio, quello che ancora non capiamo e quello che mi sembra di intravedere». L’autore ci guida passo passo in questo percorso, ma si attraversa un po’ tutta la fisica, dalla teoria della relatività alla termodinamica, dall’entropia alla meccanica quantistica, perciò non è sempre facile. L’ultimo suggerimento di lettura è Einstein forever, scritto da Gabriella Greison, nota attrice e divulgatrice scientifica. Suddiviso in tredici capitoli, non numerati ma distinti l’uno dall’altro con un simbolo scientifico, ogni capitolo è una risposta ad una lettera che Einstein ha ricevuto, nel corso della sua vita, dai bambini oppure a lettere a noi contemporanee. Il libro è frutto di un grande lavoro di ricerca, svolto a Princeton, presso la Hebrew University di Gerusalemme e chiacchierando con il fisico e matematico britannico Freeman Dyson.

 

Concludo con due riflessioni. La prima è di Federico Benuzzi: Cosa rende un insegnante, un bravo insegnante? Nel post, ci parla di conoscenza, studio, coerenza, ma soprattutto amore: «un insegnante deve Amare. Amare due volte. Amare al quadrato. Amare la disciplina e Amare i ragazzi. La prima perché credo che solo passando per l’Amore si possa veramente insegnare. [...] I secondi perché è l’unico modo per entrare in classe giorno dopo giorno, anno dopo anno, senza rischiare di arrivare ad odiare il proprio lavoro.» Come non essere d’accordo?

La seconda riflessione riguarda lo studio ed è stata fatta da uno studente, Alessio Cozzolino, che con entusiasmo ha condiviso su Facebook il risultato positivo nell’Advanced di Cambridge English e, alla vigilia della sua quinta liceo classico, ha scritto: «Lo studio è l’unica cosa che offre una soddisfazione imperitura. Avanti col prossimo obiettivo, però. Non c’è un traguardo, quando si apprende: al contrario, vi è un lungo cammino da percorrere per acquisire, passo dopo passo, sempre più sapere.» Grazie, Alessio!

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

 

PS: non posso non condividere il video di Federico Benuzzi sull’energia, anche se è un po’ fuori tema…

Letto 137 volte Ultima modifica il Venerdì, 11 Settembre 2020 22:43

1 commento

  • Link al commento Sab Domenica, 20 Settembre 2020 11:36 inviato da Sab

    Dipende con che consapevolezza si affronta il cambiamento, ,un cambiamento forzato inaspettato lo si vive in modo differente .

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