Domenica, 28 Aprile 2024 22:20

221 - 28 aprile 2024

Aprile, dolce… matematica!
Il mese di aprile ha sempre un sapore particolare per chi vive il mondo della scuola. Per gli studenti, comincia ad avere il sapore della fine dell’anno scolastico, tanto che per qualcuno è il momento di cominciare ad attivarsi per il recupero dell’ultimo periodo. Per gli insegnanti, si comincia a tirare le somme e, almeno secondo il calendario scolastico della mia scuola, quest’anno aprile è volato, cominciando con la coda delle vacanze pasquali, proseguendo con le gite e concludendosi con la Settimana della Cultura classica. Aprile è stato anche un mese impegnativo, visto che si sono chiusi alcuni progetti, forse per questo motivo quando per il Carnevale della matematica 177 è stato scelto il tema Matematica inesauribile, ho voluto parlare dell’inesauribile caparbietà necessaria per avere successo nello studio di questa disciplina. Sono partita dai miei ricordi risalenti alla primaria, alle medie, al liceo, ma soprattutto all’università e ho ripercorso non solo alcune letture fatte nel corso degli anni, ma anche le esperienze di grandi matematici, come Andrew Wiles, che ha dato prova di grande caparbietà per concludere la dimostrazione dell’Ultimo Teorema di Fermat, o come Gigliola Staffilani, full professor al MIT, ripensando in particolare alla domanda rivoltale da Roberto Natalini in un’intervista del 2018 «Quanto del tuo lavoro è intuizione e quanto è solo duro lavoro?». Forse la matematica inesauribile mi ha richiamato la caparbietà, perché nell’ultimo periodo ho letto molto riguardo a… 

Sophie Germain!
Ho deciso di raccogliere, anche quest’anno, la sfida di IlariaF Math, #PeopleForMath2024 e ho scelto come protagonista Sophie Germain. Per molte delle immagini ho scelto di scansire alcune pagine del libro illustrato scritto da Cheryl Bardoe e illustrato da Barbara McClintock Nothing stopped Sophie, che ha come sottotitolo “La storia dell’irremovibile Sophie Germain”. Il mio primo incontro con Sophie Germain è avvenuto attraverso il libro di Laura Toti Rigatelli, Sophie Germain. Una matematica dimenticata, che mi ha permesso di conoscere Sophie proprio a partire dalla sua corrispondenza e dalle sue riflessioni. Mi ha colpito, ad esempio, la lettera di Delambre, con la quale lui le chiede aiuto per comprare una pendola per Gauss, che ha appunto suggerito: «forse la Signorina Sophie Germain (alla quale vi prego di fare mille complimenti da parte mia) potrebbe avere la bontà di occuparsi della scelta». Il nucleo del filmato è stato sviluppato a partire dal libro di Cecilia Rossi, Sophie Germain. Libertà, uguaglianza e matematica, pubblicato a fine febbraio 2023 dalla Casa Editrice L’Asino d’Oro per la collana “Profilo di donna”. Ho avuto anche l’occasione di confrontarmi con l’autrice in merito ad alcuni commenti sul lavoro di Sophie Germain nei quali mi sono imbattuta durante le mie letture: Piergiorgio Odifreddi, che è noto per il suo umorismo sarcastico, nel libro Il genio delle donne, la definisce una giovane dal «carattere difficile e [dai] modi arroganti», e ne parla come di una presuntuosa, perché «rivolse presto la sua attenzione alle difficili Disquisizioni aritmetiche», mentre Franco Pastrone, del Dipartimento di matematica dell’Università di Torino, in una conferenza riportata come introduzione al libro di Maria Rosa Menzio Il Signor Le Blanc, esprime un giudizio davvero duro nei confronti della matematica. Confrontandomi con Cecilia Rossi, abbiamo riflettuto sul fatto che spesso la caparbietà ha un’accezione positiva nel momento in cui è declinata al maschile, ma diventa un difetto se è una caratteristica femminile. Cecilia mi ha poi citato la canzone di Taylor Swift, The man, che esprime, con leggerezza, proprio lo stesso concetto e mi è parsa così simpatica da meritare un posto all’interno di questa newsletter. 

Aprile, tempo di viaggi di istruzione
Per la prima volta dopo un po’ di tempo, aprile è stato anche il mese dei viaggi di istruzione e non può mancare, quindi, il resoconto di quanto ho fatto con le mie due classi, visto che il tema principale del nostro percorso è stata proprio la matematica. Per la seconda, ho scelto di effettuare una visita, in giornata, a Padova, vista la sua associazione al nome di Galileo Galilei, che vi ha trascorso quelli che ha definito i 18 migliori anni della sua vita. Abbiamo cominciato la visita con Palazzo Bo, dove abbiamo incontrato la figura di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, e poi ci siamo recati al Museo della Natura e dell’Uomo, dove abbiamo fatto il percorso evolution-revolution. Abbiamo pranzato a Prato della Valle e poi abbiamo iniziato il pomeriggio con una visita guidata alla Specola, proseguendo per Piazza dei Signori, dove, mangiando un gelato, abbiamo ammirato l’Orologio Astronomico. Nel rientrare al pullman, siamo passati davanti alla casa di Galileo Galilei e abbiamo concluso il percorso con la Basilica del Santo. Tutta la giornata è stata scandita da forme matematiche, che si sono ripetute più volte e abbiamo trovato anche in ambiti diversi, come l’ellisse del Teatro anatomico e quella di Prato della Valle, le circonferenze dei rosoni della Basilica e dei medaglioni della Sala delle Figure alla Specola, fino alle spirali che abbiamo trovato sia all’interno di Palazzo Bo che al Museo della Natura e dell’Uomo. Tutto questo mi ha permesso di fare una riflessione molto particolare sul ruolo della matematica, fino ad arrivare alla scoperta del libro edito da Il Bo Live, La scienza nascosta nei luoghi di Padova (avrei dovuto conoscerlo prima…).
Città scientifica per antonomasia è Trieste, la seconda città che mi è capitato di visitare, questa volta con la terza, in un percorso che sarebbe stato sicuramente più adatto per una quarta o una quinta, sia per il periodo storico, sia per l’importanza della città dal punto di vista letterario, basti pensare alle statue di James Joyce, Italo Svevo, Umberto Saba e Gabriele D’Annunzio nelle quali ci si può imbattere, autori argomento della letteratura italiana e inglese di quinta. Non solo: anche l’Area Science Park di Padriciano, che abbiamo avuto occasione di visitare, avendo a che fare con la fisica delle particelle si inserisce nel percorso di fisica moderna di quinta, e all’Immaginario Scientifico, oltre al tema dell’energia e della termodinamica, protagonista di molti degli exhibit è proprio l’elettromagnetismo, argomento della fisica di quarta e quinta. 

Didattica della matematica
Mentre la mia scrivania è finalmente un po’ più sgombra, dopo settimane durante le quali è stata invasa dalle guide turistiche di Padova e Trieste e dai libri su Sophie Germain (ormai resta la bibliografia sulla prospettiva di cui parlerò presto), posso distinguere le briciole di un anno scolastico ormai agli sgoccioli. La prossima newsletter potrebbe essere preparata all’indomani del secondo convegno nazionale CARME “Ricerca in pratica: la ricerca in didattica della matematica per la scuola”, che si svolgerà a Pistoia il 17 e 18 maggio, e non vedo l’ora di fare un po’ di riflessione sulla didattica. Nel frattempo, i divulgatori con i quali sono in contatto mi permettono di non mollare mai la presa su questo argomento. Penso, ad esempio, a IlariaF Math, che sta frequentando il corso abilitante per matematica e fisica, e che ha deciso di realizzare brevi filmati per condividere ciò che più la colpisce, come l’importanza del senso di ciò che si apprende, o una breve recensione del libro Didattica della matematica di Anna Baccaglini Frank, Pietro Di Martino, Roberto Natalini e Giuseppe Rosolini. Non posso poi dimenticare l’intervento di Federico Benuzzi nel corso della Settimana della Cultura Classica con lo spettacolo Il metodo infallibile, dedicato al calcolo della probabilità e al gioco d’azzardo. L’argomento, che si presta sia a una riflessione a metà tra la matematica e l’educazione civica, ha suscitato molte domande tra il pubblico, tanto che uno studente ha raggiunto il divulgatore quando tutti se ne erano ormai andati, proponendo la domanda sulla quale Federico ha aperto una riflessione sui social: «Lasciando stare la questione etica, dato che giocando d’azzardo mediamente si perde, perché non passare dall’altra parte?». In più di un'occasione, e se non ricordo male è successo anche questa volta, Federico Benuzzi è stato “accusato” dai follower di essere troppo idealista (basti pensare a quando aveva raccontato di aver stracciato un Gratta e Vinci che gli era stato regalato da un ragazzo tra il pubblico). Credo che per essere bravi educatori sia necessario essere idealisti, in modo da offrire ai nostri studenti la versione migliore del mondo, perché possano realizzare qualcosa di meglio rispetto a ciò che hanno fatto le generazioni precedenti. 

Buona matematica e buon cammino! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

 

Traduzione della vignetta allegata: “Per dividere le frazioni, usa il reciproco e moltiplica. Perché?” “Perché usare il reciproco?” “No, perché sono nata?”

Letto 554 volte Ultima modifica il Lunedì, 29 Aprile 2024 19:49
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