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Questo anno scolastico ormai agli sgoccioli ha insegnato a tutti gli abitanti della scuola, ma non solo, l’importanza della resilienza. «… chi mi conosce sa che fatico a cambiare: un po’ ho bisogno dei miei tempi, un po’ ho paura… e poi non son bravo ad ammettere di aver torto»: proprio come dice Federico Benuzzi, anch’io faccio fatica ad essere flessibile e a cambiare idea, ma questo lungo anno ha portato ognuno di noi a “sperimentare” nuovi modi di far lezione e se è vero che, entrando in classe, ci si mette in gioco anche quando si è insegnanti, questo anno è stata una lunga partita. Lezione in presenza a singhiozzo, dad al 100% da casa, a scuola con metà classe in presenza e metà a casa contemporaneamente, … ognuno di noi ha trovato il proprio modo per affrontare la situazione e forse ora il senno di poi potrebbe suggerirci strade che avrebbero funzionato meglio. Marco Menale lo dice molto bene: a posteriori, come dimostra il teorema di Bayes, avremmo fatto sicuramente cose migliori e avremmo reagito in un modo più corretto, ma le scelte si fanno nel presente ed è inutile, a distanza di tempo, rammaricarci per ciò che…
Non solo video...L’anno scolastico è in chiusura e, anche se sempre più presa dalle ultime incombenze burocratiche e non, mi sono ritagliata un po’ di tempo per guardare il seminario indirizzato agli studenti della Laurea Magistrale in Matematica dell’Università di Parma e intitolato A cosa serve la matematica? Alberto Saracco, Professore Associato di Geometria all’Università di Parma, ci guida in questa esplorazione, partendo con un’affermazione forte: i laureati in matematica hanno il dovere morale di cambiare l’immagine negativa che molti hanno della matematica. In effetti, nel corso del seminario Saracco non parla solo delle applicazioni della matematica: se proponessimo ai nostri alunni la lettura dell’orario dei pullman per dimostrare l’utilità del saper leggere, non susciteremmo in loro la passione per la lettura. Allo stesso modo, come insegnanti di matematica è importante suscitare la passione nei nostri alunni, perché possano studiare, indipendentemente dall’utilità che avranno le cose che imparano a scuola. Non per niente, i matematici puri studiano ciò che li appassiona, non ciò che potrà tornare utile in qualche modo in un lontano futuro (d’altra parte, chi avrebbe detto che la teoria dei numeri studiata da Hardy sarebbe stata fondamentale nell’era di internet?). Il seminario è coinvolgente e appassionante, grazie…
Non solo video…Grazie alla mia maestra delle elementari, ogni volta che eseguo una moltiplicazione, faccio la prova del 9 per verificarne la correttezza: è un’abitudine, tanto che non ci penso nemmeno e procedo automaticamente. Ho imparato poi da mia figlia, che frequenta la quarta elementare, che esistono tante altre prove del 9, per l’addizione, la sottrazione e la divisione. (Se non conoscete quella dell’addizione, potete guardare il video di Gianluca Zanzottera, realizzato in collaborazione con il Math-segnale). È stato quindi con gran piacere che ho letto questo articolo di Alberto Saracco, Apologia delle prove, pubblicato su MaddMaths! domenica scorsa. Oltre ad una riflessione sugli errori, Saracco ci propone anche altre verifiche dei risultati, che è sempre utile conoscere (ma soprattutto applicare). Interessante e curioso il video che lo stesso Alberto Saracco ci presenta con la prova del 9 sotto mentite spoglie, ovvero come una magia che permette di indovinare la posizione di una figurina dei calciatori all’interno dell’album Adrenalyn XL, un ulteriore esempio di come la matematica sia nascosta in ambiti insospettabili. La spiegazione teorica della prova del 9 viene presentata dal Math-segnale, in collaborazione con Gianluca Zanzottera. Non solo viene presentata anche una prova del 2, ma il riferimento…
Riprendendo da dove ci siamo lasciati: il pi-daySandra Lucente, docente di analisi matematica presso l’Università degli Studi di Bari, ha composto un simpatico racconto proprio in occasione dello scorso pi-day, immaginando Pi greco come figlio di Circonferenza e Diametro. Il racconto si conclude con la madre che si arrende alle marachelle dell’imprevedibile figlio e lo accusa di non essere normale: è a questo punto che scopriamo che in matematica esiste davvero la definizione di numero normale e, secondo una congettura, pi greco rientra nella categoria.In occasione del pi-day, sul canale Zanichelli c’è stato un incontro, Pi greco: una storia impossibile, durante il quale Luigi Civalleri, matematico e traduttore (tra le sue opere ricordiamo Spillover di David Quammen), presenta la storia del pi greco con aneddoti, riflessioni e curiosità.Anche Redooc ha partecipato al pi-day, proponendo una gara online, che ormai è diventata una tradizione, e che si è conclusa il 31 Marzo scorso: l’invito era rivolto agli studenti e offriva di fatto l’opportunità di un allenamento supplementare, incentivato dalla competizione. Donne e STEMSul canale De Agostini scuola troviamo l’incontro del 26 Marzo Donne e STEM: perché è importante scegliere facoltà scientifiche. Moderatori dell’incontro sono stati Luca Perri e Serena Giacomin, che…
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