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Newsletter (52)

Non posso non aprire questa newsletter con la notizia più bella degli ultimi mesi: «Alessio Figalli, trentaquattrenne matematico romano, ha vinto la Medaglia Fields per il 2018!» La notizia mi è arrivata dalla newsletter di MaddMaths! alle 16.13 del primo agosto: stavo vivendo un momento di relax con la mia famiglia e quando ho visto la mail di MaddMaths! ho esultato, tanto che le persone attorno a me mi hanno guardato con stupore. Questa Medaglia Fields è speciale per molti motivi: sono passati 44 anni dalla vittoria della Medaglia Fields da parte di un italiano (Enrico Bombieri) e poi Alessio Figalli è davvero giovanissimo. Subito dopo la proclamazione dei vincitori delle Medaglie, l’Unione Matematica Italiana, presente alla premiazione, ha intervistato Alessio Figalli e il suo maestro, Luigi Ambrosio, della scuola Normale di Pisa. Intervistatori sono il Presidente dell’UMI, Piermarco Cannarsa, e la vicepresidente Barbara Nelli: per quanto l’audio non sia bellissimo, non si può non sentire l’emozione di tutti, in particolare di Figalli, proprio pochi minuti dopo la premiazione.

In questo video pubblicato da Repubblica, ma realizzato nel 2016 in occasione dell’Edith and Peter O’Donnell Awards (il video è in inglese, ma sottotitolato in italiano) possiamo capire in cosa consistano gli studi di Alessio Figalli. Si parla di efficienza, perché il problema del trasporto ottimale si occupa del costo di trasportare un oggetto da un posto a un altro e, come dice Figalli, «la natura è ottimale, vuole essere ottimale e spreca meno energia possibile». Per questo motivo, con il suo team si è occupato della formazione dei cristalli, dando loro calore, facendoli deformare e comparando le due forme, per capire come le particelle si muovano da un punto all’altro. Da qui il salto alla meteorologia, per studiare le equazioni che prevedono il movimento delle nuvole, perché d’altra parte le particelle delle nuvole si muovono in modo ottimale, ovvero nel modo più economico possibile. «Devi essere creativo, hai bisogno di passione naturalmente ma alla fine tutto si riduce a trovare qualcosa che nessuno ha trovato prima. È una sfida ma anche un’enorme soddisfazione quando ci riesci.»

Un’altra occasione per ascoltare Alessio Figalli è nell’intervista svolta da Roberta Fulci per Radio3Scienza, qualche giorno prima dell’annuncio della Medaglia Fields. Figalli ripercorre le tappe della sua formazione e, quando la Fulci gli chiede quale sia il suo matematico preferito, risponde che non ha un matematico preferito, ma che in qualche modo sono preferiti tutti i matematici che hanno caratterizzato la sua crescita, visto che «tutte le persone con cui ho interagito mi hanno insegnato qualcosa», dice più avanti. Durante l’intervista, Figalli descrive anche la sua giornata tipo, divisa tra sport, didattica, gestione di un gruppo di ricerca, soluzione di questioni amministrative e poi la ricerca vera e propria, quella che può fare ovunque, nel bene – visto che diventa un ottimo passatempo in viaggio – e nel male, dato che in questo modo il suo cervello non stacca mai. Parla poi dei suoi studi e del problema del trasporto ottimale, per concludere parlando del suo incontro con Cedric Villani, Medaglia Fields nel 2010.

Curioso è l’articolo di GQ Italia, che ci presenta alcuni aneddoti sui vincitori della Medaglia, rimarcando soprattutto la velocità con la quale sono riusciti a concludere il proprio percorso di studi. A Caucher Birkar, iraniano rifugiato nel Regno Unito, è stata rubata la medaglia subito dopo la cerimonia. Akshay Venkatesh a 12 anni ha vinto, nello stesso anno, le Olimpiadi internazionali di fisica e di matematica. Anche Alessio Figalli ha partecipato alle Olimpiadi della Matematica, come dice in un’intervista del 2010 a MaddMaths!: «Avevo conosciuto le Olimpiadi della Matematica gli ultimi due anni di Liceo, insomma abbastanza tardi. E facendo le Olimpiadi mi divertivo. Era un mio sfizio, mi ci mettevo ogni tanto la domenica pomeriggio, ma mi ci dedicavo non più di due ore a settimana. […] Con le Olimpiadi ho avuto uno stimolo a fare qualche cosa di più.»

Sulla pagina Facebook di Italia Unita per la Scienza, ho trovato delle citazioni interessanti per tre dei vincitori della Medaglia Fields, tratte dalla cerimonia di conferimento dell’onorificenza:

Peter Scholze: «C’è un numero infinito di problemi. Ogni volta che risolvi un problema, altri 10 sono in arrivo.»

Akshay Venkatesh: «Spesso, quando fai matematica, ti ritrovi bloccato. Ma ti senti privilegiato a lavorare in questo ambito. Hai una sensazione di trascendenza, come se facessi parte di qualcosa di davvero significativo.»

Alessio Figalli: «Ho lavoro per i prossimi 30 o 40 anni. Ma c’è un problema che davvero spero di risolvere presto, cioè di vivere con mia moglie nella stessa città.»

Tra le varie interviste che ho letto nei giorni successivi, mi ha colpito molto come nella sua intervista (sempre condotta da Roberta Fulci) a Il Tascabile Figalli parli del rapporto con i suoi studenti: «A volte devi anche essere duro, se lo studente non lavora come dovrebbe o è un po’ superficiale. Fare il relatore mi dà molta soddisfazione, ma allo stesso tempo mi stressa: il futuro dei miei studenti dipende anche da me. Sono io che trovo i problemi per loro, li devo guidare… è un po’ come con un figlio, no? E per me è molto più facile gestire il mio stress, quando sono io che non riesco a ottenere risultati, rispetto a quando un mio studente non ottiene risultati. Però penso che sia una parte importante del mio lavoro: se nessuno avesse investito su di me, non sarei dove sono adesso». Quanto sono vere queste parole!

Il giorno successivo all’incoronazione di Alessio Figalli, La Stampa fa il punto della situazione, riportando le percentuali e i numeri dei laureati in matematica in Italia, sottolineando la crescita dei laureati in questo settore e il miglioramento nella preparazione dei quindicenni italiani, anche se alle superiori la matematica continua a restare la materia con il più alto numero di debiti alla fine dell’anno.

Due giorni dopo la splendida vittoria della Medaglia Fields, il 3 agosto, Giovanni Gallavotti è stato insignito del Premio Poincaré, il Nobel per la fisica matematica (ma perché dobbiamo ricondurre tutto al Premio Nobel?). È la prima volta che un italiano riceve il premio: assegnato ogni tre anni, il premio è stato istituito nel 1997 e Gallavotti è stato premiato «per le sue ricerche ed “eccezionali contributi” sulla meccanica statistica, sulla teoria quantistica dei campi, la meccanica classica e i sistemi caotici». Gli altri due premiati sono Michael Aizenman, di origine russa, e Percy Deift, sudafricano.

Mi avvio alla conclusione di questa newsletter proponendo un po’ di svago. Comincio con un paio di consigli di lettura: «Galileo reloaded» di Luciano Canova è davvero piacevole, oltre che estremamente istruttivo. L’originalità del libro viene in qualche modo messa in evidenza da questa breve intervista di Luciano Canova per pubblicizzare il testo, ma anche dalla puntata di Radio3Scienza intitolata «Terra terra». La puntata in questione, condotta da Marco Motta, comincia con una citazione di Neil deGrasse Tyson, astrofisico statunitense, direttore dell’Hayden Planetarium del Rose Center for Earth and Space di New York e procede con un intervento del noto astrofisico Luca Perri, che parla della Flat Earth Society. È in questo contesto, decisamente a proposito, che trova spazio il testo di Luciano Canova: «bufalaccio», «pezzo d’asinaccio», «temerario bestiuolo», «solennissimo bue» sono solo alcune delle postille che Galileo scrive a margine di alcuni testi che si ritrova a leggere e chissà come avrebbe reagito se gli fosse toccato di avere a che fare con gli attuali terrapiattisti? Il secondo libro è ancora dedicato a Galileo, ma è dedicato ai più piccoli: si intitola «Galileo e la prima guerra stellare», pubblicato nel 2009 da Editoriale Scienza per la collana Lampi di Genio e scritto dall’impareggiabile Luca Novelli.

Proseguo con due giochi simpatici per tenersi in allenamento con i numeri: uno segue la regola principale del Sudoku (niente cifre uguali nelle stesse colonne e righe), ma usa anche le quattro operazioni, si chiama KenKen, «puzzles that make you smarter», recita il sottotitolo, ovvero puzzles che ti rendono più intelligente e può appassionare anche i più piccoli, visto che si può partire da una griglia 3x3. Il secondo è un gioco (Algebra game mark 2) che si basa sulla soluzione delle equazioni di primo grado, ma non è propriamente immediato nella soluzione: si tratta di dodici livelli e le operazioni che si possono svolgere, per quanto si basino – ovviamente – sui principi di equivalenza delle equazioni, obbligano il giocatore a diventare uno stratega. Alla fine di ogni livello, compare un’icona sulla quale cliccare per accedere al livello successivo.

Per chi ha ancora occasione di andare in vacanza, magari può approfittarne per andare a Courmayeur dal 23 al 25 agosto, dove avrà modo di incontrare la divulgazione proposta da Scienze in Vetta. Fra i partecipanti: Ilaria Capua, Alberto Mantovani, Silvia Bencivelli e Adrian Fartade, famoso per il suo canale Youtube di divulgazione scientifica. «Il programma prevede camp, passeggiate scientifiche, laboratori per bambini, aperitivi con l’esperto, incontri con i big della scienza, escape room e spettacoli serali».

La conclusione di questa newsletter? Con una bella risata, per non prendersi troppo sul serio!

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

Il primo agosto prossimo verranno assegnate le Medaglie Fields e potremo verificare se queste previsioni sono davvero attendibili: la scorsa edizione ci aveva regalato Maryam Mirzakhani, chissà cosa ci riserverà l’assegnazione di quest’anno… Nel frattempo, durante la scorsa settimana si è tenuta a Roma la quinta edizione del Mediterranean Youth Mathematical Championship, ovvero le Olimpiadi di Matematica del Mediterraneo. Alla competizione organizzata dalle tre principali università romane hanno partecipato 17 squadre: lo sviluppo di una rete di contatti interpersonali, il rispetto della parità di genere e la creazione di una comunità culturale mediterranea erano gli obiettivi del campionato, che si è chiuso con grande soddisfazione per la squadra italiana vincitrice della medaglia d'oro.

L'altra vittoria italiana ha nome Molinari (come me... ma non c'è conflitto d'interesse): il pomeriggio del 22 luglio scorso, Francesco Molinari ha trionfato in uno dei quattro tornei principali del calendario golfistico, l'Open Championship scozzese. Annalisa Santi ne parla nel suo blog, spiegando il linguaggio golfistico e informandoci che, dietro al golf, c’è parecchia matematica: se vi siete sempre domandati il motivo di tanta attenzione nella scelta della mazza, scoprirete che «un bastone con canna più lunga e minore inclinazione della faccia del bastone determinerà una traiettoria più tesa e lunga di un bastone con canna più corta e una faccia del bastone maggiormente inclinata.» Ma non solo, la matematica serve anche per costruire modelli, simulazioni e statistiche… un pezzo davvero interessante e, per certi versi, inaspettato.

Purtroppo, per quanto ci si impegni a diffondere la conoscenza matematica, sembra che l'ignoranza continui a dilagare, come dimostra la bufala di fine giugno sui numeri arabi. Tra le risposte, alla domanda se si vogliano introdurre i numeri arabi nelle scuole italiane, spicca: «A casa loro si usano i numeri arabi, da noi ci sono i numeri nostri. A ogni Paese il suo».

Magari fra qualche tempo, con askPinocchio, potremo verificare la veridicità di notizie del genere prima di perdere il nostro tempo in inutili commenti: il software in questione è stato ideato da un team di sei ricercatori italiani e «utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per riconoscere le fake news». Tra gli sviluppatori anche Marco Della Vedova e Eugenio Tacchini dell'Università Cattolica: «Trattandosi di un tema assai delicato abbiamo deciso di inserire una regola che scavalca l'intelligenza artificiale, non fornendo quindi alcun risultato ma bensì rimandando a link informativi sull'argomento». Forse, in questo modo, avremo l'occasione di imparare qualcosa, visto che siamo al secondo posto tra i Paesi che hanno più difficoltà in matematica (magra consolazione: al primo posto ci sono gli Stati Uniti).

Diventa sempre più difficile combattere la cattiva informazione: se da un lato sono comparsi video e articoli che hanno tentato di guidarci nella comprensione del fenomeno dell'eclissi lunare che ha da poco avuto luogo, dall'altra, come sottolineato in un post dal famoso astrofisico Luca Perri, persino sul Corriere della Sera si scrivono strane assurdità...

Eppure a volte non servono i giornali o i siti web ambigui: sono i nostri stessi occhi a ingannarci, come dimostra questa illusione ottica diventata virale.

È tempo di letture sotto l’ombrellone e ho deciso di puntare sulle letture per i più piccoli: i primi sono Archimede, mago dei numeri e Rita Levi Montalcini, una vita per la conoscenza per la collana “Grandissimi” di EL, dedicati a bambini di sette anni. Il terzo è Ragazze con i numeri, per lettori della scuola secondaria di primo grado: si tratta di quindici biografie di altrettante scienziate. Le due autrici, Vichi De Marchi e Roberta Fulci, sono riuscite non solo a dare voce a queste donne, ma a essere la loro voce, come se le ricerche svolte avessero loro concesso di identificarsi con le protagoniste e di interpretarne, quindi, anche i loro pensieri più reconditi. Leggendo questo libro, non ho solo imparato qualcosa: le quindici storie mi hanno parlato al cuore e ho sentito la tenacia e la forza delle donne raccontate, i loro sogni realizzati, il loro entusiasmo, la loro fatica in qualche modo mitigata dal grande coraggio.

A proposito di donne eccezionali: ieri si è celebrato il centenario del teorema di Noether, ricordata oggi come una delle più grandi matematiche di sempre, ma osteggiata durante la sua vita, in quanto donna. A tal proposito, non si può dimenticare la strenua difesa di Hilbert che diceva di non capire l’importanza del suo genere per accedere all’insegnamento: “In fin dei conti siamo un’università, non uno stabilimento balneare”. Anche al suo arrivo negli Stati Uniti, in fuga dal nazismo, essere donna le impedì l’accesso ai centri di ricerca più prestigiosi, eppure la Noether, con la sua tesi di abilitazione, aveva risolto un problema «che avrà conseguenze profonde sull’evoluzione della fisica moderna, come anni dopo lo stesso Hilbert riconosce nel suo articolo del 1924 sui fondamenti della fisica».

Un libro da leggere (e rileggere) è Il mago dei numeri: lo sto rileggendo con mio figlio (9 anni), facendo a due voci i dialoghi tra Roberto e il mago e devo dire che è davvero bello come lo ricordavo. Tra le cose che ricordavo c’è la divisione per zero, che non si può fare, «altrimenti salta per aria tutta la matematica»: lo stesso concetto viene ribadito in questo video di Ted Ed. Il ragionamento è ben spiegato attraverso un cartone animato e sottolineando come a volte (ma non in questo caso), cambiando le regole della matematica, si è giunti a nuovi risultati, come è successo con i numeri immaginari. Nel blog Math is in the air è comparso proprio un articolo al riguardo, con la firma di Alessio Giannotta e Pierandrea Vergallo, intitolato L’eleganza del complesso: storie ed applicazioni di un’idea immaginaria. Grazie ai complessi, una volta approdati in quarta liceo, si scopre che non esistono equazioni impossibili e, proseguendo negli studi, si potrebbe anche scoprire che i numeri immaginari «di immaginario hanno ben poco, se consideriamo che la maggior parte della matematica e della fisica dall’ottocento fino ad ora ha fatto grossi passi avanti proprio grazie a questa famiglia di numeri.»

Concludo con il concorso indetto da Mathesis: «Il concorso associato al premio Bruno Rizzi bandito annualmente dalla Mathesis, Società Italiana di Scienze Matematiche e Fisiche, con la collaborazione di Tuttoscuola, giunto alla dodicesima edizione, ha lo scopo di far conoscere la realtà del processo di insegnamento/apprendimento, dando visibilità al lavoro dei docenti e contribuendo in tal modo alla valorizzazione della loro professionalità.» Il tema proposto è «Matematica in classe in un'ora di lezione» e possono partecipare i docenti di tutti gli ordini di scuola, sia di ruolo che supplenti, purché presentino il proprio lavoro entro il 31 agosto prossimo.

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

Il 21 giugno scorso si è svolta la seconda prova scritta dell’Esame di Stato e non sono certo mancati i commenti in rete. Direi di procedere in ordine di tempo: comincerei con il commento sul Fatto Quotidiano di Massimo Ferri, docente di geometria all’Università di Bologna, che ha definito la prova di matematica allo scientifico come la «solita spacconata del Miur». La sua affermazione, come spiega poi nei commenti, è frutto dei risultati che (non) raccoglie alla facoltà di ingegneria: «Se si rincorrono cose “difficili” è più probabile che non si sappiano le cose “facili”, molto semplice. Poi però sono io, all'università, a dover verificare. Ripeto ancora una volta: a che serve che sappiano trovare quella sfera tangente se poi non sanno riconoscere x^2+y^2=1 nello spazio? Non sarebbe meglio verificare questo e i polinomi e le disequazioni al liceo??». Per capire meglio il suo punto di vista, invita i commentatori a leggere i risultati delle prove di ingresso della facoltà di ingegneria del 2008/2009/2010. Al secondo posto, il commento, interessante come sempre, del prof. Luigi Tomasi, che fornisce delle soluzioni anche molto dettagliate. Anche per lui, come per Ferri, «si dovrebbero fare richieste più semplici e fondamentali; anche quest’anno, invece, si è forse esagerato. Che sia arrivato il momento di rivedere la struttura e le modalità di valutazione della prova?». Tomasi sottolinea che dovrebbero esserci vari livelli di difficoltà, in modo da poter valutare tutti i livelli di preparazione presenti tra gli studenti. È meritevole di lettura anche il terzo commento, quello di Francesco Daddi per MaddMaths: estremamente particolareggiato, visto che analizza i quesiti uno per uno e molto accurato, visto che fa un confronto continuo con le Indicazioni Nazionali. Tra le varie voci, ho voluto far sentire anche la mia, perché ho provato a risolvere i problemi e i quesiti mentre li svolgevano anche i ragazzi e perché, a dirla tutta, non ho ancora capito come andasse tracciata la diagonale sulle piastrelle: ho trovato varie soluzioni in rete, ma la cosa simpatica è che, in ogni caso, siamo arrivati tutti alla stessa soluzione, che corrisponde a mille piastrelle rovinate! In ogni caso, durante la correzione di 50 seconde prove, ho potuto toccare con mano che la prova era fattibile, a patto che si fosse concluso il programma di matematica. In una situazione diversa, infatti, le possibilità di scelta nei quesiti si riducevano e non era, quindi, garantita la possibilità di svolgerli adeguatamente. Non bisogna, inoltre, dimenticare che, con la struttura attuale dell’esame, c’è la possibilità di utilizzare le calcolatrici grafiche: Dany Maknouz, per Zanichelli, ci aiuta a fare chiarezza…

Proprio in considerazione delle vacanze e del fatto che c’è più tempo per leggere, non possono mancare i consigli di lettura. Comincio con «Radioattività in famiglia», un libro della collana “Donne nella scienza” di Editoriale Scienza, scritto da Simona Cerrato e illustrato da Grazia Nidasio. Marie e Irène Curie sono le protagoniste di questo racconto ed il libro è dedicato ai ragazzi delle medie. Per chi vuole un livello più alto, può dedicare un po’ di tempo (non molto visto che si tratta solo di una sessantina di pagine) all’Autobiografia di Marie Curie. L’edizione originale delle Autobiographical Notes risale al 1923, quando l’editore Macmillan le pubblica come appendice alla biografia di Pierre Curie. Marie Curie accetta di scrivere una propria autobiografia, nonostante la sua riservatezza, per poter raccogliere fondi per sostenere le sue ricerche. La lettura è interessante e alla portata di tutti ed è un modo per entrare veramente in contatto con questa donna straordinaria e con la sua idea di scienza. Per continuare ad approfondire c’è l’articolo per TED-Ed di Shohini Ghose, fisica teorica, appassionata di difesa dell’uguaglianza di genere nelle scienze. Nel post sono riportati cinque fatti preferiti riguardo al contributo delle donne alla fisica: è una donna, Marie Curie, l’unica persona ad aver vinto due Premi Nobel in due differenti discipline scientifiche e c’è una sola altra donna ad aver vinto un Nobel in fisica, Maria Goeppert Mayer. Uno dei Nobel è stato scippato a una donna, Lise Meitner, erroneamente definita “madre della bomba atomica”. È una donna, la matematica Emmy Noether, colei che è riuscita a farsi ammirare anche da Einstein ed infine la prima donna ad avere una cattedra ad Harvard, Cecilia Payne-Gaposchkin, fu anche la prima a stabilire che il Sole e le altre stelle erano composte da idrogeno. La questione delle donne, come è capitato di scrivere più volte, è sempre presente, soprattutto in ambito scientifico ed è per questo motivo che, «durante un incontro alla Sissa di Trieste, ricercatrici di fama internazionale hanno presentato i punti di un documento internazionale per rafforzare il ruolo delle donne nella scienza». Tra i vari punti, la necessità di «aumentare la consapevolezza dei pregiudizi inconsci che influenzano i processi decisionali e individuare possibili strategie per contrastarli». Nel mio piccolo, mi piace ricordare donne straordinarie che hanno lasciato il segno nella storia della scienza, come Amalia Ercoli Finzi, prima donna italiana a conseguire una laurea in ingegneria aeronautica, nel 1961, ricordata come madre della missione Rosetta. Ci racconta che, come direttrice di dipartimento, non è stato facile, perché i colleghi maschi l’hanno ostacolata parecchio. Ci regala la regola dei tre metalli: «Una salute di ferro, nervi d’acciaio perché siamo sempre sotto osservazione e un marito d’oro, quello che ti dà coraggio. Con questi tre metalli si arriva fino in fondo!»

Restando in tema di libri: qual è il legame tra libri e matematica? (Ovviamente escludendo il caso dei libri che parlano di matematica…). La matematica può essere utile per riordinare i libri, come spiega questa lezione di John Chand, realizzata per TED-Ed: l’ipotesi di partenza è che lavori nella biblioteca del college e all’improvviso vengono consegnati 1280 libri. I libri sono disposti lungo una linea retta, ma non sono in ordine alfabetico: come puoi sistemarli nel più breve tempo possibile?

Leggendo questo breve aneddoto che ha per protagonista Henri Poincaré, scopriamo che la matematica è estremamente utile anche per non farsi frodare e val la pena ricordare questo articolo di più di un anno fa di Butac: la matematica può aiutarci a capire l’utilità dei vaccini, perché «La matematica non è un’opinione…». Non solo: i numeri «non sono empatici, non sono corruttibili», sono «asettici, privi di qualsiasi sentimento e talvolta un po’ cinici e crudeli», per questo possiamo fidarci, perché ciò che ci dicono corrisponde a verità.

Ma la matematica è anche musica, come dimostra il video di David Macdonald, che ha composto una melodia basata sulla sequenza di Fibonacci, assegnando a ogni cifra una nota della scala in mi minore. Davvero ben fatta!

Concludo con un paio di piccole curiosità: la prima non verificabile a casa, certo, ma non è un problema perché quelli di IFLScience hanno realizzato un simpatico video. La domanda a cui tentano di rispondere è: è possibile assorbire il mercurio con una spugna? Sempre quelli di IFLScience riportano uno studio realizzato su 300 persone per vincere a “Carta, sasso, forbice”: magari vi può interessare…

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

«La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso»: questa frase piena di speranza, spesso attribuita erroneamente a Einstein, e che sicuramente è capitato a molti di noi di condividere con i nostri contatti, non è vera. Esattamente come la convinzione che la Grande Muraglia sia visibile dalla Luna, mentre non è visibile nemmeno per gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, o che vaccini e autismo siano correlati… Wired presenta una galleria di 50 fotografie, accompagnate da brevi didascalie, elencando alcune teorie scientifiche ormai superate: alcune sono state un passo necessario, un aiuto per superare superstizioni o false credenze, altre forse non ancora archiviate. Proseguo in leggerezza, visto che siamo all’inizio delle vacanze estive, proponendo alcune letture matematiche, che magari possono accompagnarvi sotto l’ombrellone: l’elenco, un po’ ristretto, è di Chiara Burberi di Redooc, ma se volete la versione completa ed estesa, non vi resta che aggiungere alla lista di libri da leggere per l’estate il bellissimo «Le ragazze con il pallino per la matematica».

«C’è ancora spazio per la Matematica nel terzo millennio? Il dubbio effettivamente può sorgere… La Matematica è la più antica delle scienze (i primi documenti risalgono al 2000 a.C. nell’antico Egitto e in Mesopotamia). Ma sarà, con tutta probabilità, anche quella che sopravviverà a tutte le altre scienze; la Matematica è la sola che può svilupparsi in modo autonomo, tutte le altre hanno invece bisogno di esprimersi con il linguaggio della Matematica e di usarne gli strumenti.» L’incipit di questo articolo di Alfio Quarteroni, “La matematica spiegata ai nostri figli”, è solo un assaggio di ciò che è stato pubblicato dal Corriere della Sera venerdì 25 maggio e che è riproposto da MaddMaths. «L’astrazione permette di guardare i problemi nella loro più grande generalità. Aiutandoci a scoprire quella che è l’essenza caratteristica del problema, facendoci capire i suoi segreti più intimi.» Semplice e di rapida lettura, l’articolo ci parla degli algoritmi che usiamo quotidianamente, anche se inconsapevolmente, come gli algoritmi di ricerca per le nostre ricerche su Google o gli algoritmi di codifica, che ci permettono di inviare immagini tramite Whatsapp. Questo concetto ci viene ribadito nell’intervista del 29 maggio di Giovanni Caprara a Camillo De Lellis, matematico italiano che «dal primo luglio siederà su una delle otto cattedre permanenti di matematica dell’Institute for Advanced Study di Princeton». Tra i vari algoritmi elencati, manca l’avvocato che si occupa dei risarcimenti aerei: «AirHelp, società tedesca di supporto nella richiesta di risarcimenti aerei, ha lanciato Lara, un avvocato con intelligenza artificiale in grado di valutare la fattibilità di un reclamo in tribunale e le sue possibilità di vincita.» L’algoritmo valuta la validità di un ricorso e la sua possibilità di successo, analizzando lo stato dei voli aerei, le statistiche degli aeroporti, le condizioni meteorologiche e altri fattori. Non preoccupatevi, non sostituirà certo gli avvocati, ma potrebbe contribuire a rendere migliore la loro professione, tagliando le attività amministrative ripetitive.

Persino la Rai ha dedicato la puntata di “Filo Diretto Web” del 4 giugno ai matematici: «I matematici? Contano sempre di più». È bellissimo cogliere il senso di meraviglia dei giornalisti che quasi si stupiscono di fronte alla necessità di matematici che invade tutti i campi dell’impiego, dalla finanza alla meteorologia. Gli addetti del settore continuano a parlarci della versatilità della laurea in matematica e della flessibilità che i laureati in questo settore riescono ad avere, i giornali ci raccontano di algoritmi e big data, eppure lo stupore non smette di coglierci quando parliamo delle possibilità di impiego dei matematici. Questo articolo di Repubblica evidenzia la carenza di insegnanti di matematica e ci invita a superare l’immagine obsoleta che spesso abbiamo degli insegnanti: «Il matematico per di più è raccontato ancora oggi al lavoro in totale solitudine e mai in gruppo. Prigioniero di matasse di parentesi tonde, quadre e graffe. Lontano dall’interesse per il mondo reale.» Forse non tutti si rendono conto di quanto il ragionamento matematico sia fine e complesso, di come non dia nulla per scontato, ma, nel momento in cui dimostra qualcosa, è verificato per sempre. Val la pena, a tal proposito, leggere il post «L’inverso del teorema di Pitagora»: l’autore è Zar che nel suo blog Proooof si diverte a proporre questi dialoghi, dai quali si impara sempre qualcosa. E speriamo possano imparare qualcosa anche i giornalisti che hanno parlato della capienza di un centro commerciale di Milano: 700 mila persone in 32 mila metri quadrati, ovvero… molte più di quelle che partecipano in genere alle manifestazioni, secondo gli organizzatori. Eppure, persino le api conoscono lo zero (e quindi anche i giornalisti potrebbero fare lo sforzo di imparare un po’ di matematica…): attraverso le pagine di Repubblica ci viene raccontato un articolo di Science, nel quale si parla di un’équipe internazionale di ricercatori che ha condotto una serie di esperimenti, scoprendo che le api sono in grado di «comprendere il concetto di numerosità» e quello di zero. Direi che questo risultato è fonte di grande speranza per tutti gli studenti che suderanno sulla matematica per preparare l’imminente esame di maturità (o per confrontarsi con gli esami di recupero a settembre): «ci fa capire che basta un sistema nervoso molto semplice, composto da appena un milione di neuroni, per sostenere il concetto di numerosità e quello di zero.» Se poi ampliamo il nostro raggio d’azione e parliamo di numeri casuali (importanti perché sono alla base dei videogames, ad esempio), scopriamo (tornando al punto di partenza) che «una sequenza di numeri casuali viene generata mediante un algoritmo» e siccome in un algoritmo, se inseriamo lo stesso dato di partenza, avremo, in uscita, lo stesso risultato, scopriamo che la sequenza di numeri casuali generata dall’algoritmo… non è casuale! La cosa simpatica è che «quello che è impossibile per un matematico o un fisico diventa una buona approssimazione per un ingegnere», come a ribadire che i matematici sono in genere più schizzinosi degli ingegneri.

Non possiamo dimenticare il resoconto dell’indagine “Io e la matematica”, lanciata da Math is in the Air in collaborazione con i professori R. Zan e P. Di Martino del Dipartimento di Matematica della Facoltà di Pisa: hanno partecipato oltre 3000 persone, per la maggior parte con età inferiore ai 18 anni. Leggere i risultati è quindi un obbligo per gli insegnanti di matematica, che possono farsi un’idea di quali siano i sentimenti per la matematica dei propri alunni. Anche se non sarà certo una sorpresa scoprire che il 40% dei partecipanti ha o ha avuto un pessimo rapporto con la matematica… Per quanto riguarda l’analisi dell’insegnamento, i miei alunni sono perfettamente in linea con quanto rilevato dall’indagine e io mi ritrovo pienamente nello “spiega troppo velocemente”: ma il problema resta comunque il programma infinito del liceo scientifico… discorso che riprenderemo dopo gli esami di maturità…

Per concludere questa carrellata di algoritmi, all’insegna dell’utilità e della diffusione della matematica, non posso non parlare del Premio William Benter in Matematica Applicata, che viene assegnato ogni due anni e «mira a premiare quelle ricerche matematiche che hanno avuto un impatto diretto e fondamentale su applicazioni scientifiche, commerciali, finanziarie e ingegneristiche». Il premio è stato assegnato a Ingrid Daubechies e la cosa è degna di nota perché è la prima volta che il premio viene conferito a una donna. «Il suo lavoro spazia dalle wavelet alla compressione delle immagini agli algoritmi matematici applicati per riconoscere i falsi dell’arte; ha lavorato inoltre per costruire reti matematiche globali e fornire una migliore formazione a scienziati e ingegneri di paesi in via di sviluppo, e per incoraggiare un maggiore interesse per la matematica tra le donne.» Un personaggio degno di nota…

Oggi, 15 giugno, il più grande progetto di fisica dei prossimi dieci anni ha cominciato il suo cammino, visto che al CERN si celebra la posa della prima pietra con l’inizio dei lavori di ingegneria civile del progetto HiLumi LHC, per potenziare il superacceleratore del CERN, in modo da aumentarne la luminosità. Per capirne qualcosa di più, è utilissima l’intervista video a Lucio Rossi, project manager HiLumi LHC.

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela