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Newsletter (28)

“Quando i social sono educativi: la matematica diventa virale”: Repubblica condivide un video della Zanichelli per spiegare lo sviluppo del cubo di binomio. Questo video “ha ottenuto 2500 condivisioni e 125mila visualizzazioni in pochi giorni, raggiungendo 500mila persone” ed è quindi con grande stupore che i redattori di Repubblica hanno deciso di condividerlo. D’altra parte, è naturale stupirsi di fronte a un simile successo della matematica: durante la lezione di fitness in piscina della settimana scorsa, è emerso che sono un’insegnante. Alla risposta alla successiva e ovvia domanda: “Cosa insegni?”, ho sentito un gemito percorrere la corsia, mentre i partecipanti al corso hanno fatto a gara per elencare i propri insuccessi matematici. È fuor di dubbio: la matematica scatena in noi ricordi di forti emozioni e, purtroppo, nella maggior parte dei casi sono ricordi negativi!

“Il tuo gruppo di ricerca ha trovato un virus preistorico conservato nel ghiaccio, che viene isolato perché venga studiato. Dopo una notte di duro lavoro, stai chiudendo il laboratorio, quando arriva un terremoto improvviso che fa saltare la corrente e se non riuscirai a distruggere tutte le provette, il virus verrà rilasciato nell’impianto di aerazione.” Per riuscire nella tua impresa, devi risolvere questo piccolo gioco, che di fatto consiste in un problema del tipo NP-completo, ovvero del “cammino hamiltoniano”, noto anche come problema del commesso viaggiatore. In bocca al lupo! Per risolverlo è importante ascoltare con grande attenzione le indicazioni che vengono date nella fase iniziale! Dal gioco passiamo agli scherzi del pesce d’aprile (ecco qui un pesce d’aprile matematico!): è passato da meno di una settimana e il web si era davvero scatenato per l’occasione, come sempre succede. Chissà se i diagrammi e le mappe raccolti dall’Independent sono stati realizzati per l’occasione o se sono stati preparati in buona fede? Non si può non riconoscere che sono davvero divertenti! Allo stesso livello troviamo questa raccolta: “Le 15 freddure più intelligenti in circolazione”. A me è piaciuta tantissimo la freddura numero 3: “Un certo Heisenberg viene fermato dalla polizia in autostrada: ‘Ha un’idea di quanto veloce sta andando?’ Risposta: ‘No, però so benissimo dove sono’.”

Alfio Quarteroni, uno dei più noti matematici applicati al mondo, ha una nuova sfida: “creare un modello matematico completo per lo studio del comportamento del cuore umano e delle sue patologie, un autentico ‘cuore virtuale’, fatto da equazioni straordinariamente complesse, che si può adattare ad ogni singolo paziente.” La sfida è davvero impegnativa, visto che non si tratta solo di matematica: il campo elettrico, la meccanica, la fluidodinamica, la dinamica… Per il progetto sono stati stanziati oltre due milioni di euro per cinque anni e Quarteroni li userà per “costituire un’equipe di ricerca al Politecnico di Milano”, composta da 25/30 persone, con età compresa tra i 23 e i 30 anni. Oltre a quello di Alfio Quarteroni, forse dovremo imparare anche i nomi di Mattia Barbarossa, studente liceale sedicenne, Altea Nemolato, al quinto anno dell’istituto tecnico e Dario Pisanti, laureando in ingegneria aerospaziale, riuniti nel team Space4Life. Per TeamIndus, “la compagnia spaziale indiana che ha vinto il contest Google Lunar Xprize indirizzato allo sviluppo di mezzi robotici per l’esplorazione spaziale a basso costo”, hanno escogitato un “meccanismo per proteggerci dagli elevati livelli di esposizione alle radiazioni”. I ragazzi hanno pensato a un metodo più leggero e meno dispendioso dal punto di vista energetico, utilizzando i cianobatteri.

La vincitrice dell’Italian Teacher Prize, organizzato dal Ministero dell’Istruzione, è Annamaria Berenzi, insegnante di matematica presso gli Spedali Civili di Brescia. “Le sue aule sono in ospedale, i suoi alunni, ragazzini malati di tumore che in quelle ore di lezione dimenticano cure, terapie”. Interessante la sua intervista per Radio3Scienza, nella quale racconta i suoi progetti per il futuro. Altra puntata di Radio3Scienza da non perdere è quella dell’8 marzo scorso, “Spazio alle donne”, dedicata al film “Il diritto di contare”* (che ho finalmente visto e posso dire che è davvero bellissimo ed emozionante: lo consiglio a tutti!). Marco Motta intervista Tiziana Catarci, docente di ingegneria informatica all’università La Sapienza di Roma, ma la puntata si conclude con il giornalista scientifico Fabio Pagan, che ci parla di Margaret Hamilton e Valentina Terešcova. Nelle poche parole che ci introducono al podcast, ci viene proposto il video completo della premiazione di Margaret Hamilton con la Freedom Medal da parte di Barack Obama, ma insieme a lei è stata premiata anche Grace Murray Hopper, matematica, informatica e ammiraglio statunitense, che ebbe un ruolo di primo piano nello sviluppo e nella progettazione del Cobol.

E per concludere la carrellata, alcuni piccoli consigli. Cominciamo con la lettura: una graphic novel dedicata a Niels Bohr, “Un pensiero abbagliante”. Il genere è leggero, trattandosi di un fumetto, ma questo non deve indurre a pensare che si tratterà di una lettura semplice. Niels Bohr è il padre della meccanica quantistica e, se ascoltiamo Feynman, che crede “di poter dire con sicurezza che nessuno capisce la meccanica quantistica”, possiamo intuire che i concetti trattati non sono banali. In vista, però, di esami di maturità e tesine da preparare, può essere un modo originale per affrontare l’argomento. Proseguiamo con l’arte: “La successione di Fibonacci diventa un quadro: l’arte è matematica”: l’artista Yasuo Nomura usa la sequenza matematica di Fibonacci, i rapporti aurei e i numeri primi per realizzare le proprie opere. “Prendo spunto dalla fisica teorica e dalla matematica moderna per applicarle alla rappresentazione del reale.” Concludo con altri (piccoli) artisti, alunni di seconda e terza della Scuola secondaria di primo grado “Piero Calamandrei”: il video, “Simmetrie”, rappresenta delle tassellazioni del piano realizzate con Geogebra e registrate con Screencast-O-Matic. Il montaggio è stato poi completato con Camtasia Studio e, come dice l’insegnante Sofia Sabatti, “non lo conosco: si sono arrangiati i due sedicenti ‘produttori’ del video!”. È una garanzia: se i ragazzi sono motivati, sanno realizzare cose bellissime!

Ultimissimo evento che voglio condividere con voi è “STEMintheCity”, una serie di appuntamenti che hanno come obiettivi la diffusione della cultura digitale, l’avvicinamento delle bambine allo studio della matematica e l’incoraggiamento di ragazze e giovani donne a intraprendere carriere di studio e di lavoro in campo scientifico, tecnologico e informatico. Dal calendario, potrete conoscere tutti i particolari dell’incontro del 20 Aprile presso la Fondazione Bracco: durante l’incontro si parlerà del testo di Chiara Burberi e Luisa Pronzato, “Le ragazze con il pallino della matematica”, e di “100 donne contro gli stereotipi della scienza” di Pezzuoli e Seveso. … ci sarò anch’io!

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

 

*Non potete perdervi l’intervista a Margot Lee Shatterly, autrice del libro “Il diritto di contare”

Siamo nella settimana del pi-greco-day e si sente ancora l’eco della gara che si è svolta presso la sede del Ministero dell’Università e Ricerca a Roma e in molte scuole in tutta Italia (anche nella mia!). “La Ministra Fedeli, che ha presentato la gara, ha detto con molta semplicità che si augurava che l’evento promuovesse la passione per la matematica, senza la quale sarebbe perlomeno inopportuno avventurarsi nel mondo del lavoro nell’era digitale.” Tutto merito della piattaforma Redooc, che ha ospitato la competizione, e di Chiara Burberi, “che in una vita passata è stata manager di altissimo livello: da McKinsey a UniCredit (è ancora consigliere in importanti CdA), partendo dalla Bocconi dove è stata pure docente e passando per la London School of Economics.” Eppure nel 2013, Chiara ha deciso di dedicarsi all’insegnamento della matematica, dando vita ad una startup innovativa in nome di una didattica “controcorrente”.

Forse qualcuno ancora non sa in cosa consista il pi-greco-day: “è un giorno speciale per i matematici e i fisici di tutto il mondo”, “ideato nel 1988 dal fisico statunitense Larry Show e diventato negli anni un appuntamento sempre più sentito”. La scelta della data, il 14 marzo, è dovuta alla tradizione anglosassone di scrivere la data facendo precedere il giorno dal mese, ma si verifica anche un’importante e simpatica coincidenza: il 14 marzo è anche l’anniversario della nascita di Albert Einstein. Decisamente originale il festeggiamento da Guinnes dei Primati celebrato a Todi, con 1100 studenti, dai 5 ai 19 anni, impegnati a creare una catena umana con le cifre decimali del pi greco. Il record è stato “strappato ad Udine che lo deteneva in precedenza”. Simpatica la festa, che ha visto tra i partecipanti anche una bambina di 6 mesi, con una cifra di pi greco appesa al passeggino…

Riguardo a pi greco, non si può perdere l’interessante lezione di TedEd realizzata da Reynaldo Lopes, che eventualmente potete visionare con i sottotitoli in italiano, ma è interessante anche questo video, sulla storia del pi greco, realizzato da Antonio Mancini e premiato al concorso “Giochiamo con pi greco”, bandito dal Politecnico di Milano nel 2012.

In ogni caso, se qualcuno si stesse domandando a cosa serva il pi greco, potrebbe riguardare l’undicesimo episodio della seconda stagione di Person of Interest: la domanda viene rivolta a Finch, il miliardario statunitense genio dell’informatica che ha costruito un’intelligenza artificiale. La serie, inutile dirlo, ha per tema la fantascienza. L’estratto in questione viene ricordato da Dany Maknouz, insegnante di matematica che collabora con Zanichelli, che ci propone, tra le altre cose, di visualizzare pi greco con le sperimentazioni visuali di Martin Krzywinski.

Non possiamo dimenticare il libro di Anna Cerasoli, “Tutti in festa con Pi Greco”: alcune delle simpatiche attività presentate in questo libretto, che si può leggere dai 10 anni di età, vengono riproposte dal sito di Editoriale Scienza – casa editrice del testo in questione – proprio per celebrare il pi-day.

In occasione del pi-day, sono comparsi anche alcuni articoli riguardanti la prospettiva di trovare lavoro con una laurea in matematica. Secondo OggiScuola, “a dodici mesi dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione arriva all’83%, mentre il guadagno mensile netto si aggira sui 1076 euro.” Mi piace pensare che l’aumento di immatricolazioni alle facoltà scientifiche sia imputabile a una vera passione per i numeri, più che ad un mero calcolo di opportunità, comunque la cosa interessante è che, a fronte di un considerevole aumento di iscrizioni, “il tasso di occupazione dei laureati in matematica rimane costantemente elevato, dato che il numero dei laureati in matematica è piuttosto esiguo rispetto alla richiesta del mercato.” Non dimentichiamo che “I laureati in matematica imparano ad applicare in vari contesti il metodo scientifico e risolvere con l’utilizzo della matematica problemi complessi, anche se formulati in linguaggio non matematico. Sul piano delle soft skill, un laureato in matematica saprà sicuramente lavorare con un ampio grado di autonomia, nonché assumersi responsabilità organizzative”, secondo Chiara Grosso, presidente e CEO di Four Stars, società accreditata dal Ministero del Lavoro e specializzata nei tirocini formativi.

L’8 marzo, in occasione della festa della donna, è uscito nelle sale cinematografiche il film statunitense “Il diritto di contare”, basato sul romanzo di Margot Lee Shetterley “The hidden figures”. In attesa di poterlo andare a vedere, leggo articoli al riguardo, come quello del sito della Bocconi: protagoniste del film sono tre donne afroamericane, la matematica Katherine Johnson, l’ingegnere Mary Jackson e la responsabile del settore IBM Dorothy Vaughan. Mi è piaciuto ancora di più l’articolo nel quale si cerca di fare un po’ di distinzione tra le cose vere e quelle romanzate del film. Secondo quanto scritto, il film è corale, ma riesce “a non far percepire la genialità delle sue protagoniste come una cosa inaccessibile e magari di per sé problematica”, inoltre, pur nella sua leggerezza, riesce a “farci uscire dal cinema sapendo qualcosa in più su Johnson, Vaughn e Jackson, tre protagoniste di vicende poco note”. L’articolo è un condensato di quanto comparso su grandi testate in merito alle differenze tra il film e la storia vera e scopriamo quindi, tanto per cominciare, che il personaggio di Kevin Costner è inventato. Il resto lo lascio alla vostra curiosità.

Anche Lego ha deciso di creare cinque nuovi personaggi, che rappresentano proprio le cinque pioniere della NASA. Se le bambine avranno occasione di giocare con questi personaggi, forse si abitueranno all’idea di poter raggiungere grandi traguardi anche in ambito scientifico! Ed è questo l’intento del libro “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, nel quale Elena Favilli e Francesca Cavallo raccontano cento biografie di donne famose, “che lottano e hanno lottato per affermare la propria personalità”.

Cominciare da bambini è forse il segreto per diventare bravi in matematica, ma non studiando seriamente la materia, bensì giocando, lo afferma uno studio della Lynch School of Education del Boston College. “Giocare con i numeri sin da bambini potrebbe essere la chiave di volta di un futuro successo in matematica”, perché “per essere bravi in matematica da grandi, è importante aver compreso i numeri da piccoli”. Forse è vero che la matematica si ama o si odia… ma io credo che sia sempre possibile cambiare idea e migliorare il proprio rapporto con questa difficile ma affascinante disciplina.

Concludo con una nota divertente: Le canzoni matematiche de I Masa!

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

C’è parecchio da dire in questa newsletter e comincerei con “Le ragazze con il pallino per la matematica”*: Chiara Burberi e Luisa Pronzato hanno raccolto le interviste fatte a cento donne “che si sono confrontate con ‘il pallino per la matematica’”, alcune “nate con un talento evidente” e altre che “hanno scoperto e sviluppato l’importanza delle competenze logico-matematiche solo nel tempo”. Tra le donne che si sono confrontate con il ‘pallino della matematica’ ci sono anch’io e non posso che ringraziare Chiara per l’opportunità che mi ha fornito: la possibilità di dire la mia e di far parte di gruppo così “tosto”. Sì, perché – e temo che non venga detto mai abbastanza – chi raggiunge grandi obiettivi non è sempre il più intelligente della nidiata e a tal proposito mi sono confrontata con tantissime persone, insegnanti universitari, colleghi… l’ha detto persino Obama in una puntata speciale di Bear Grylls di un anno fa: chi raggiunge i propri obiettivi ha semplicemente una grande tenacia, un’immensa voglia di farcela. Chiara lo ribadisce durante una TedTalk di un paio d’anni fa: il suo impegno con Redooc è un modo per sconfiggere i pregiudizi secondo i quali la matematica sia solo per i talenti naturali. Dopo aver coinvolto la platea in un intenso dialogo, alla ricerca di nomi femminili nel mondo della letteratura, della pittura, della musica (ammettiamolo: potremmo citare decine di nomi maschili, ma se vi chiedessero solo nomi femminili?**), Chiara ci ricorda che il raggiungimento di un obiettivo è frutto di dedizione, passione, sudore, forza di volontà, determinazione… e il talento non ha realmente un ruolo da protagonista. Oggi, mentre in classe correggevo velocemente gli esercizi assegnati di compito, ho sentito la mia velocità e sicurezza e non posso fare a meno di stupirmene ogni anno: a marzo sono al meglio della forma, ben allenata e non troppo stanca e faccio gli esercizi rapidamente, cosa che non mi capita certo a settembre, quando sono arrugginita e lenta. Gli alunni pensano che gli insegnanti di matematica siano super-uomini e super-donne sempre pronti a sfornare esercizi, ma in realtà anche le nostre abilità sono frutto di allenamento e quale migliore allenamento di passare ogni giorno a contatto con la matematica, facendo e correggendo esercizi, interrogando e studiando? La nostra abilità in matematica è frutto di fatica esattamente come l’abilità in uno sport. Certo, Roger Federer ha talento, ma sarebbe uno dei più grandi campioni di tutti i tempi senza tutte le sue ore di allenamento? Secondo Chiara, e anche secondo me, “negati per la matematica si diventa”: questa frase mi fa sentire il peso della responsabilità, ma mi entusiasma sentire le parole di Chiara, secondo la quale il professore deve comportarsi come un coatch, fare il tifo e spingere i propri ragazzi a dare il meglio.

E se il tifo del proprio insegnante non fosse sufficiente, si può ricorrere a questo video del fisico Dominic Wallman, che “è in grado di condurre l’ascoltatore nei diversi campi in cui la matematica viene utilizzata ai massimi livelli”. È in inglese, certo, ma dura solo 11 minuti e l’approdo lo vedete già nella mail, visto che è l’immagine che è stata allegata alla Newsletter. Certo, come sottolinea anche l’autore, le varie parti della matematica sono molto più correlate di come sono state rappresentate, perché nella realtà dovrebbe assomigliare più a una ragnatela fitta, con tutti gli ambiti collegati tra loro. In ogni caso, questa visione d’insieme ci permette di capire come la matematica possa spiegare tante cose della nostra quotidianità, dell’universo nel quale viviamo, nonostante sia stata scritta dagli esseri umani.

Io preferisco, però, l’idea della professoressa Barbara Della Rossa, che mostra la matematica realmente come se fosse uno sport, uno “sport mentale”: ed è così che la sua prima media si è trovata a fare una matematica davvero innovativa e diversa dal solito, giocando a carte: “La scelta non è stata fatta a caso. Giocando si rispettano le regole, si sta tutti insieme. Gli studenti imparano anche a vincere e a perdere. Diventano parte di un gruppo. E soprattutto niente noia, ma tanta voglia di fare.”

Altro metodo, che applico personalmente (insegnando alle superiori, il gioco delle carte è gestito in autonomia dagli alunni, che durante l’intervallo organizzano dei veri e propri tornei) è quello di usare lo strumento della lettura per appassionare alla matematica. E mi piace molto la selezione che propone Chiara Burberi (di nuovo lei), anche se secondo me, c’è un’assenza davvero importante: “Il teorema vivente”, del celebre Cedric Villani. Io l’ho trovato appassionante e coinvolgente e non mi ha stupito scoprire che anche per i miei alunni è stata una lettura memorabile.

Anche guardare ai successi ottenuti dagli altri può essere uno stimolo per studiare, per fare sempre meglio. Marco Imperadori, docente del Politecnico, in questa interessante TedTalk ci parla di una nuova vita per gli sci, che – sorprendentemente – vengono riutilizzati in Africa, attraverso un up-cycle, cioè un riciclo che regala al materiale, in questo caso gli sci, una nuova vita, migliore della precedente. Gli sci sono compositi, fatti di molti materiali e, per questo, non riciclabili in senso tradizionale: titanio, alluminio, carbonio sono alcuni dei materiali che li compongono. Sono materiali preziosi e hanno trovato un ottimo impiego in Guinea Bissau, nella giungla equatoriale, dove, grazie alla missione dei Padri Oblati di Maria, questi materiali si sono rivelati adeguati per realizzare delle originalissime iurte.

L’Unione Matematica Italiana ha espresso il proprio parere in merito alle ultime decisioni del presidente statunitense concernenti l’immigrazione: “L’Europa nell’ultimo secolo ha fatto troppa esperienza di divieti basati sull’identità di un gruppo e conosciamo le devastanti conseguenze che essi hanno avuto. Ho paura che simili politiche possano danneggiare il lavoro scientifico ovunque, inclusi gli Stati Uniti.” Forse è importante avere il coraggio di prendere posizione in merito!

Il 6 febbraio è mancato Raymond Smullyan, un matematico davvero originale: “La sua carriera scolastica è stata diciamo erratica: almeno un paio di volte ha lasciato perdere tutto, e ha cominciato a insegnare all’università prima di laurearsi in maniera piuttosto rocambolesca. D’altra parte fu a lungo indeciso se diventare matematico o pianista, e almeno a detta sua la scelta finale è stata del tutto casuale.”

Per concludere non possono mancare innanzi tutto la notizia della Nasa di Trappist-1, stella nana ultra fredda al centro dell’orbita di sette pianeti molto simili alla Terra. Al link indicato trovate un interessante filmato molto chiaro. Sempre in tema scientifico, ricordo la conclusione dei lavori di potenziamento svolti a Cascina, per il rivelatore di onde gravitazionali. In chiusura, la prova del Gaokao, che, almeno per certi aspetti, dovrebbe risollevare il morale a tutti coloro che, a breve, saranno coinvolti negli esami di ammissione all’università: “Ogni anno a giugno l’esame per accedere alle migliori università: solo uno su 50 mila che la fa.” Be’… in bocca al lupo a quei poveri ragazzi!

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

 

*Il libro uscirà in e-book il 28 febbraio, ma è possibile prenotarlo qui.

**Non è certo un caso il fatto che Redooc abbia dedicato un articolo al film “Il diritto di contare”, in uscita prossimamente sul grande schermo (provate a guardare il trailer: è già emozionante la breve sequenza di immagini selezionate!). “Il diritto di contare racconta la storia mai raccontata delle donne afroamericane che nel periodo della guerra fredda, sfidando razzismo e sessismo, hanno dato un contributo fondamentale ai successi del programma aerospaziale americano.”

 

Pubblicato come articolo su "La 27esima ora" del Corriere della Sera

“Siccome durante la settimana mi capita di leggere articoli, interviste, libri, che mi piacerebbe molto condividere con voi, ma il tempo è poco in classe – e poi ci sono le interrogazioni, le verifiche… non potremmo abolirle? =P – ho pensato di farvi avere, periodicamente (quindici giorni va bene?) una mail nella quale vi invito a leggere articoli, interviste, libri, che mi hanno colpito.” Era il 18 Settembre del 2012 e questo era l’incipit della prima Newsletter che ho inviato ai miei alunni: mai avrei pensato di arrivare a un centinaio di newsletter, in meno di cinque anni, e a 456 destinatari (perciò – al ritmo di dieci invii ogni dieci minuti – servono circa sette ore e mezza per inviarle tutte…)

Premesso che, se si potesse, sarei ancora dell’idea di abolire interrogazioni e verifiche, per lasciare spazio, oltre che ad esercitazioni più impegnative, alla matematica bella, comincio la CENTESIMA Newsletter con la puntata del 6 Gennaio scorso di Radio3Scienza, dal titolo “La mappa e la scienza”. Attraverso le mappe, possiamo orientarci e approfittarne per comprendere meglio il mondo che ci circonda: Rossella Panarese ci aiuta a fare il punto della situazione per le neuroscienze, la genetica, la matematica e l’astrofisica. Il viaggio ha inizio con Franca Tecchio, dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione, che guida l’esplorazione delle neuroscienze, per le quali mappare diventa sinonimo di riconoscere reti funzionali. Antonio Amoroso, docente di genetica medica all’Università di Torino, ci guida nella mappatura del Genoma: sappiamo ormai orientarci con una certa sicurezza, ma ancora non ci è chiaro il funzionamento di quelle parti che non codificano per proteine. Per la matematica, l’ospite è Giuseppe Rosolini, docente di logica matematica dell’Università di Genova: la mappa di Hilbert ha permesso, all’inizio del Novecento, di fare il punto della situazione, con i suoi ventitré problemi, mentre Gödel ci ha regalato la certezza di essere nel dubbio. Nell’ultima parte, Marco Bersanelli, astrofisico dell’Università di Milano, ci guida nella mappa dell’universo.

Mi è piaciuta molto anche la puntata del 3 Gennaio scorso di Radio3Scienza, “Che genere di scienza”. “Una mamma considerata una strega, un sorriso che non c’è, un harem che non era un harem, frigoriferi, una toilette da conquistare” è l’introduzione di Rossella Panarese che con Alessandra Celletti, docente di fisica matematica all’Università di Roma Tor Vergata, ci guida in un percorso scientifico di sole donne. Le cinque foto che offrono lo spunto a questo percorso le trovate proprio nella pagina dedicata alla puntata, per riuscire a capire di chi si parla, ma credo che, dopo l’ultima newsletter, non dovrebbe essere difficile individuare Vera Rubin in “una toilette da conquistare”.

“Nel 1992, sugli scaffali dei negozi, la famosa Barbie Parlante della Mattel si lamentava dicendo: ‘La matematica è difficile!’” Questo proprio non lo sapevo! Ed è l’incipit di un’intervista di Jo Boaler, docente di matematica presso la Stanford University, realizzata per The Huffington Post e ripresa da quelli di MaddMaths. Secondo la Boaler, “il modo in cui la matematica è attualmente insegnata fa sì che risulti più attraente per i ragazzi che per le ragazze.” Aver dichiarato apertamente queste sue idee ha esposto la ricercatrice a un pesante mobbing e solo parlando pubblicamente di quanto le stava succedendo è riuscita a non restarne schiacciata. “Stiamo cercando di convincere insegnanti e studenti a credere nel loro potenziale e a sentirsi entusiasti”: effettivamente, a volte ciò che ci permette di raggiungere importanti traguardi è proprio la nostra convinzione di poterli ottenere. Anche secondo Maurizio Paolini, direttore del Dipartimento di matematica e fisica dell’Università Cattolica di Brescia, “pare che gli scarsi risultati che le ragazze ottengono nei test Pisa siano correlati con alcune misure soggettive: credere di non saper risolvere i problemi di matematica (self-efficacy), l’autostima nelle proprie capacità matematiche (self-concept) e anche l’ansia e lo stress con cui si affronta la materia.” È per questo motivo che venerdì 20 gennaio si è tenuta una gara di matematica femminile a squadre, che ha coinvolto più di duecento squadre in tutta Italia, ovvero milleseicento studentesse, distribuite in ventisei campi di gara: sette ragazze per ogni squadra, alle prese con ventiquattro problemi da risolvere in due ore. Vedendo le espressioni delle mie alunne al termine della gara, posso confermare che il divertimento è stata la componente principale, ma lascerei al secondo posto l’orgoglio. Indipendentemente dal risultato, che nasce dal confronto con le altre squadre, le ragazze della mia scuola hanno sentito l’orgoglio di aver superato se stesse in una prova per la quale non si sentivano all’altezza. Le risate e la complicità che ho sentito durante il viaggio in treno al ritorno ne sono una dimostrazione.

Chissà se un domani tra tutte le ragazze che hanno saputo mettersi in gioco con questa gara ci sarà una Fabiola Gianotti. Al termine del suo primo anno alla guida del Cern viene invitata a fare un bilancio della sua gestione da Repubblica: “È stato un anno entusiasmante. Certo, mi manca non fare più esperimenti con le mie mani. È come se fossi diventata il sindaco di una città da undicimila abitanti. Ma mi ritengo fortunata, ogni sera torno a casa e posso comunque dire: anche oggi ho imparato qualcosa.” È un compito impegnativo e di grande responsabilità, ma dalle parole della Gianotti si colgono soprattutto l’entusiasmo e la voglia di divulgare la conoscenza: “Dobbiamo sfatare il tabù che la scienza, e la fisica in particolare, sia difficile e complicata.” (Forse per questo motivo è stata realizzata la mostra permanente “Extreme” presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.) Eppure la presenza di donne in alcuni settori è ancora una rarità, se il lavoro di Fabiana Lanotte, programmatrice trentenne appena assunta dal governo italiano a Palazzo Chigi, per lavorare al sistema operativo della Pubblica Amministrazione, desta tanta meraviglia. Mi ha colpito una cosa nella sua intervista, un aspetto della sua vita che dimostra la grande tenacia che la contraddistingue: quando era bambina, giocava spesso con il gioco informatico “The Prince of Persia”, “Una frustrazione: sono arrivata al terzo livello solo a diciotto anni.”

Periodicamente, dal web emerge qualcuno che chiede aiuto per un problema di matematica, in genere genitori alle prese con i compiti dei figli, come è successo alla famiglia Holderness. Eppure il problema non sembra essere così difficile! Forse la mamma in questione non sapeva di poter chiedere aiuto a Chiara Burberi e a Redooc con #mammacheconta: la domanda di gennaio alla quale hanno cercato di rispondere è come gestire un brutto voto in matematica.

Per vivere una vita migliore, fai matematica, perché è in essa che potrai trovare bellezza, verità, giustizia, svago e amore, proprio le caratteristiche ritenute necessarie dagli antichi Greci per vivere una bella vita. A dichiararlo è un matematico, Francis Su: presidente uscente dalla Associazione Matematica Americana (MAA), ha sfidato la comunità matematica ad essere più inclusiva. Figlio di genitori cinesi in una città a predominanza bianca, dice di aver provato da piccolo a “comportarsi da bianco” e nel 2015 è diventato la prima persona di colore a guidare la MAA. Dopo un discorso che ha commosso molti dei matematici presenti, Francis Su è stato coinvolto in questa intervista: secondo lui la matematica ci permette di migliorare delle abilità che non riusciremmo a costruire o sperimentare in altro modo. Imparando la matematica, si impara a pensare e si sviluppa la perseveranza, si vive con ottimismo e si sperimentano la meraviglia e la gioia. Insegnare la matematica non significa preparare gli alunni a superare un Ph.D., ma insegnare delle abitudini, degli stili di pensiero, che permettano a chiunque di progredire, indipendentemente dalla carriera che sceglieranno. “Connect with people in a deep way and you’re going to draw more people into mathematics” (entra in contatto con la gente in modo profondo e coinvolgerai molta più gente nella matematica): io ci credo profondamente! Gli esempi che Francis Su presenta sono semplici e davvero vincenti: “Quando la gente impara a non generalizzare troppo, sarà davvero attenta a non pensare che se sei povero sei necessariamente privo di istruzione o viceversa. Avere un background matematico sicuramente aiuta la gente ad essere meno guidata dai propri pregiudizi.” E sul finale della sua chiacchierata, anche Francis Su parla del coinvolgimento delle donne nella matematica.

Anche Cédric Villani, direttore dell’Institut Henri-Poincaré di Parigi, racconta le sfide della matematica in un’intervista tradotta da quelli di MaddMaths: stando alle sue previsioni, “poco a poco, tutti i settori si faranno ‘algoritmizzare’ e ricorreranno sempre di più alla matematica”, dalla medicina alla finanza, dalla cultura all’energia. Nel corso dell’intervista, non si parla solo di alta matematica, ma anche dei mediocri risultati delle scuole nei test OCSE-PISA del 2016 e della necessità di rimotivare e valorizzare il lavoro degli insegnanti. Ricorda inoltre che nel 2020 aprirà la Maison des mathématiques, che “contribuirà ad avvicinare in modo ludico, concreto ed interattivo la matematica e la società”.

Concludo questa impegnativa CENTESIMA newsletter con la galleria fotografica delle onde ghiacciate in Massachusetts e in Siberia, visto che siamo ancora in pieno inverno!

 

Buona matematica! Ci sentiamo tra TRE settimane!

Daniela

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