Lunedì, 09 Settembre 2013 00:00

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«Oggi, ogni volta che scrivo quella formula, penso: che creatura straordinaria! È come uno di quegli orsi da circo addestrati a tenere un'automobile in equilibrio sul naso, o qualcosa del genere. C'è uno splendore in ogni sua barocca tortuosità; ma è uno splendore che cela il laborioso processo che ci ha condotto a essa: un procedimento basato, a volte, su tentativi ripetuti, come se ci fossimo trovati in una stanza le cui pareti erano ricoperte di migliaia e migliaia di interruttori della luce, e avessimo dovuto provarli uno a uno allo scopo di ottenere, alla fine, un livello molto preciso di luminosità. Un interruttore ci portava vicino, poi ne provavamo un altro e la luce diventava accecante, oppure la stanza piombava nel buio. Tuttavia, nel giro di alcune settimane, ci arrivammo vicini, e poi, quasi senza accorgercene, un bel giorno avevamo la luce giusta.»
David Leavitt - Il matematico indiano

 

«Era mia nonna che insegnava matematica. Amava la matematica, la vedeva dappertutto: nella tensione che regge la cupola di Donnaregina vecchia, nell'attesa del tram lungo la grande via, e nelle mani quando calava gli spaghetti, cento grammi a testa precisi precisi.»
Valeria Parrella - Almarina

 

«Quando si migliora un po' ogni giorno, alla fine si raggiungono grandi risultati. Quando si aumenta l'allenamento giorno dopo giorno, si ottiene un netto miglioramento della forma fisica. Non sarà domani, né dopodomani, ma poi i progressi saranno notevoli. È inutile puntare a grandi risultati in tempi brevi, conviene invece cercare di migliorare un po', un giorno dopo l'altro. È l'unico modo per ottenere risultati duraturi.»
John Wooden - uno dei più grandi allenatori della storia della pallacanestro nelle università americane

 

«Grace ebbe un'alta tolleranza al fallimento, aveva capito sin da subito che la programmazione non consiste solo nel progettare un algoritmo ma è soprattutto la capacità estenuante di controllare un codice inesatto. Il profondo bisogno di sondare lo spazio misterioso tra i pensieri umani e ciò che una macchina poteva capire, tra i desideri dell'uomo e la loro soddisfazione tramite i computer, ha reso l'ammiraglio Hopper quella donna calma, razionale, acuta e brillante, capace di mettere in discussione la propria vita pur di raggiungere gli obiettivi nei quali credeva.»
Carla Petrocelli

 

«La matematica fa paura, ma più fa paura e più affascina. Non la amiamo, eppure ci piacerebbe amarla. O, quantomeno, essere capaci di insinuare uno sguardo indiscreto in quelle sue tenebre misteriose. La crediamo inaccessibile. Non è così. Non è forse possibile amare la musica senza essere musicisti, o gradire la condivisione di un buon pasto senza essere cuochi? E allora perché si dovrebbe per forza essere dei matematici o possedere un'intelligenza eccezionale per lasciarsi raccontare la matematica e farsi solleticare piacevolmente il cervello con l'algebra e con la geometria? Dopotutto, per comprendere le grandi idee e provarne meraviglia non è certo obbligatorio entrare nei dettagli tecnici.»
Mickaël Launay

 

«Con i numeri me la cavo bene. Di loro mi piace che non si spostano. Vai, torni, e loro sono sempre lì. Sono affidabili, ecco. Per questo amo la matematica»
Enrico Galiano - Più forte di ogni addio

 

«Non credo proprio che possa esistere nell’universo della scienza un campo più affascinante, più ricco di tesori nascosti e di deliziose sorprese, di quello della matematica.»
(Lewis Carroll)

 

«A volte devi anche essere duro, se lo studente non lavora come dovrebbe o è un po’ superficiale. Fare il relatore mi dà molta soddisfazione, ma allo stesso tempo mi stressa: il futuro dei miei studenti dipende anche da me. Sono io che trovo i problemi per loro, li devo guidare… è un po’ come con un figlio, no? E per me è molto più facile gestire il mio stress, quando sono io che non riesco a ottenere risultati, rispetto a quando un mio studente non ottiene risultati. Però penso che sia una parte importante del mio lavoro: se nessuno avesse investito su di me, non sarei dove sono adesso.»
Alessio Figalli (Medaglia Fields 2018)

 

«Devi essere creativo, hai bisogno di passione naturalmente ma alla fine tutto si riduce a trovare qualcosa che nessuno ha trovato prima. È una sfida ma anche un’enorme soddisfazione quando ci riesci.»
Alessio Figalli (Medaglia Fields 2018)

 

"Neanche in sogno ci sarei arrivato - disse Roberto - Ancora triangoli, ma diversi. Sei proprio un mago!"
"Hai ragione, mio caro, a volte mi chiedo anch'io dove finisca la matematica e dove inizi la magia."
Hans Magnus Henzensberger (Il mago dei numeri)

 

"I motivi per cui fare l’insegnante come mestiere sono tanti. Ma ce n’è uno che, per importanza, supera di gran lunga tutti gli altri. Quando vedi accendersi negli occhi dei ragazzi l’intuizione: la fronte corrucciata si rilassa, lo sguardo opaco si illumina, la bocca tesa si rilassa in un accenno di sorriso. Quel momento, in cui si risveglia l’intelligenza e l’animo esulta, mette i brividi. E se il percorso per arrivarci è stato lungo, condiviso, magari sofferto, nel tentativo di trovare parole altre, strade alternative, per condurlo a capire, allora il tuo tempo prende senso e come docente ti senti vivo. Amo questi momenti. Non rari, ma neppure così frequenti."
Federico Benuzzi (La legge del perdente)

 

"Una delle cose che amo delle passeggiate in montagna è l’arrivare in cima e godermi il paesaggio. Gli alberi che disegnano sottili contorni e improbabili geometrie, le vette irregolari, il blu del cielo, le nuvole chiare con le loro forme astratte, il sole. Ma la bellezza di quello che ti si mostra davanti, quando finalmente puoi riposarti, è direttamente proporzionale alla fatica della camminata. Più hai sudato, più numerosi sono stati i salti che hai fatto o le volte in cui hai rischiato di cadere, maggiori sono i momenti in cui hai pensato di desistere o quelli in cui hai creduto che non ce l’avresti fatta e più grande è la meraviglia che provi quando il tuo sguardo si libera da sotto la boscaglia e si estende verso l’orizzonte.
Con la matematica è uguale. Più fatica fai per capire un concetto, più grande è la gioia che provi quando finalmente lo fai tuo. Ed è una fatica che nessun altro può fare, se non tu. L’insegnante può facilitarti alcuni passaggi, indicarti la strada, evitarti alcuni passi falsi, ma la fatica è, resta e deve restare tutta del discente." 
Federico Benuzzi (La legge del perdente)

 

"Il lavoro della maggior parte delle donne, come quello delle macchine calcolatrici Friden, Marchant o Moroe che usavano, era anonimo. Persino se lavoravano a stretto contatto con un ingegnere sul contenuto di una relazione era raro che le matematiche vedessero apparire il proprio nome sulla pubblicazione finale. Perché mai avrebbero dovuto nutrire il loro stesso desiderio di riconoscimento?, si chiedeva la maggior parte degli ingegneri. Erano donne, dopotutto." (Il diritto di contare) 

 

"Per essere un buon matematico non basta la logica, occorre anche immaginazione, intuizione, visione, ovvero tutte le qualità di un artista."
Michael F. Atiyah (Siamo tutti matematici)

 

“Non ha prezzo un sentiero senza illuminazione! Quando non c’è la luna, non si ha neanche una visibilità di tre metri. Il passo accelera, il cuore batte un po’ più in fretta, i sensi restano sul chi vive. Uno scricchiolio nei boschi fa drizzare le orecchie, ci si dice che la strada è più lunga del solito, ci si immagina un malintenzionato in agguato, ci si trattiene a malapena dal mettersi a correre. Questa galleria buia è un po’ come la fase buia che caratterizza l’inizio di un progetto matematico.”
Cédric Villani (Il teorema vivente)

 

"La matematica era un dono nella natura, come l'aurora boreale. Non si confondeva con nient'altro al mondo, non aveva nulla a che fare con articoli, premi, colleghi e diplomi."
Alice Munro (Troppa felicità)

 

"Naturalmente non riuscivo ad afferrare il significato di questi concetti, ma essi agirono sulla mia immaginazione, instillando in me un sentimento reverenziale per la matematica, una scienza misteriosa ed eccelsa che spalanca ai suoi adepti un mondo nuovo di meraviglie inaccessibili ai comuni mortali."
Sofja Kovalevskaja (Memorie d'infanzia)

 

«Pari aveva detto che trovava consolazione nella stabilità delle verità matematiche, nella mancanza di arbitrarietà e nell’assenza di ambiguità. Nel sapere che le risposte potevano essere elusive, ma che si potevano trovare. Erano lì che aspettavano sulla lavagna, qualche passaggio più sotto. “In altre parole, niente di simile alla vita” aveva commentato Julien. “Dove le domande o non hanno alcuna risposta o ne trovano una ingarbugliata.”»
Khaled Hosseini (E l'eco rispose)

 

Letto 51545 volte Ultima modifica il Sabato, 03 Ottobre 2020 13:32
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